Prodotta da azienda agricola biologica Porziuncola di Morlacca Erri, Agri Birrificio Jester con sede in 63848 Petritoli (Fm), distribuita e cooprodotta da Vigneti Santa Liberata con sede e punto vendita in Via Nazionale 194 a Lido di Fermo, 63900 Fermo (Fm).
Info e tasting.
Birra bionda di alta fermentazione, brassata con malto aziendale, arricchita di luppolo, lieviti e mosto di uva Malvasia, secondo lo stile IGA che unisce due antiche tradizioni contadine, la vinicola e la brassicola.
Aspetto: colore giallo dorato con una delicata velatura.
Bouquet e sapori: sentori di malto e del mosto d’uva che la caratterizza, con profili di fiori bianchi, frutta a pasta gialla e tropicale, poco luppolata quindi con tratto amarotico basso, carbonazione medio alta per conferire leggera effervescenza e piacevole freschezza finale.
Abbinamenti: primi piatti, tagliere di formaggi, fritti, pesce, pizza.
IBU (acronimo di International Bitterness Unit, la scala internazionale impiegata per misurare l’amaro di una birra) 17 (media IGA tra 10 e 30).
Stile: Iga (italian grape ale), riconosciuto ufficialmente in Beer Judge Certification Program (BJCP) nel 2015.
ABV: 5%
Bottiglia: 33 cl. e 75 cl.
La birra stile IGA (Italian Grape Ale) è uno stile birrario italiano unico, che fonde birra e vino grazie all'aggiunta di mosto d'uva, in questo caso mosto d'uva Malvasia di Vigneti Santa Liberata.
Visita presso Cantina Centanni a Montefiore Dell'Aso in provincia di Ascoli Piceno, regione Marche, effettuata in data 12 luglio 2025: organizzazione a cura di Ais Marche delegazione di Fermo.
La famiglia Centanni ha antica tradizione vitivinicola, in passato coltivava uve che conferiva alla cantina sociale; produceva per sè e per gli amici più stretti, solo piccole quantità di vino, utilizzando attrezzature arcaiche, esclusivamente manuali.
L'attuale marchio di produttore e imbottigliatore è stato messo a regime a partire dai primi anni 2000 con il ricambio generazionale, che ha proceduto ad aggiornare tutto, dalla coltivazione, alle attrezzature per la trasformazione, a marketing e comunicazione; un investimento apparso indispensabile per conservare la tradizione e per ritagliarsi spazi di mercato.
Oggi l'azienda dispone di circa 45 gli ettari vitati, coltivati prevalentemente con vitigni autoctoni, passerina, pecorino, montepulciano, sangiovese, ma anche internazionali destinati ad essere usati in blend per alcune etichette di pregio.
La produzione è destinata per metà allo sfuso e per metà all'imbottigliato con una media annuale di circa 200.000 bottiglie.
La crescita è stata esponenziale in questi ultimi anni e ad oggi l'azienda può vantare elevati valori su tutta la produzione, a partire dalla fascia bassa o medio/bassa, fino ai vini di alta gamma.
Abbiamo degustato 7 vini di ottima fattura.
Terre di Offida Doc Passerina Spumante Brut Nature
Metodo Classico millesimato 2022
12,5% vol.
18 mesi sui lieviti, sboccatura aprile 2025.
Giallo paglierino limpido, perlage fine e persistente.
Intensità olfattiva e gustativa, su toni verdi, citrini come spremuta di limone, ma anche crosta di pane e lieviti.
Carbonica propulsiva e grande freschezza.
Vino d'entrèe, aperitivi, antipasti di mare, fritture.
Offida Docg Passerina 2024 Cimula
13,5% vol.
Da uve vendemmiate tardivamente ma non troppo, dai 7 ai 10 giorni in più sulla pianta, al fine di concentrare gli zuccheri ed arricchire il frutto.
Questa procedura tutt'altro che estrema, si è rivelata comune anche alle altre etichette degustate, destinate alla linea Horeca; è a mio parere equiparabile ad una selezione in vigna tramite ripetuti passaggi di vendemmia, avente l'obiettivo di diversificare la gamma produttiva, ma anche di salvaguardare il tratto varietale.
Giallo paglia limpido.
Fiore appassito, sentori secondari e terziari.
Ad un primo step prevalgono note d'agrume e bergamotto, poi dopo rapida ossigenazione emerge il frutto esotico, il mango, il frutto candito.
Toni maturi e freschezza procedono all'unisono.
Marche Igt Malvasia 2024 Marvascìa
13,5% vol.
Anche per questo vino che fa parte della linea "vendemmia tardiva" destinata al settore Horeca, possono valere le considerazioni fatte per il precedente.
Si tratta di un vino macerato, che però fa una mini-macerazione: 48 ore di macerazione prefermentativa con le bucce, seguita da sosta sur lies postfermentativa.
Il vino conserva il tratto varietale semiaromatico, appare giallo paglia, tendente al giallo oro, ma non particolarmente carico, considerando che trattasi di vino macerato.
Vino intenso, ampio, ricco di profumi e di sapori, su note di pesca nettarina, macedonia di frutta, uva sultanina e tè verde, di lunga persistenza retronasale e gustativa, nonostante qualche reviviscenza tannica.
Offida Docg Pecorino 2020 Canapale
14,5% vol.
Siamo nell'ambito dei vini destinati al settore Horeca, ottenuto anch'esso da vendemmia tardiva ma non troppo.
Appare giallo paglia con riflesso dorato.
Vino di notevole struttura, sorretto da solida impalcatura acidico-sapida.
Grande intensità, l'agrumato è sferzante e citrino, vira su idrocarburo, pietra focaia e sull'ammandorlato nel finale.
Vino da zuppe di pesce e arrosti.
Da vigne vecchie di 30 anni, quest'annata ha riposato 5 anni in bottiglia.
Attualmente è commercializzata la 2024.
Marche Igt Rosato 2024 Floralia
14% vol.
Vendemmia tardiva destinata al settore Horeca.
Ottenuto da uve Montepulciano, appare di colore rosa cerasuolo brillante nella vecchia tabella analitico descrittiva Ais, tra il corallo e il peonia in quella nuova.
Essendo vendemmia tardiva, le uve sono surmature, ricche di polifenoli, di profumi, di sapori, ma anche di antocianine che caricano di colore.
Una volta arrivate in cantina si procede ad una pressatura soffice senza sosta sulle bucce, sostanzialmente una vinificazione in bianco di uve rosse, sufficiente però a conferire la tonalità cromatica desiderata.
Un vino di bella freschezza, acidico, ricco di spunti fruttati e floreali, rosa canina, frutti di bosco, ma anche ampio e polposo.
Versatile in abbinamento, primi piatti, cucina di mare, anche pizza napoletana.
Rosso Piceno Superiore Doc 2022 Renarie
14,5% vol.
Vendemmia tardiva destinata al settore Horeca.
Ottenuto da uve 80% Montepulciano e 20% Sangiovese, fa 18 mesi in botte grande, appare rosso rubino carico, con riflesso porpora.
Quello che si suole dire "vino di territorio", vigoroso, esalta il tratto varietale su note di ciliegia sotto spirito, spezie, chiodo di garofano, una certa ruvidezza tannica.
Note vanigliate dovute al calibrato uso dei legni, il frutto stramaturo e in confettura, provano a ricondurre al morbido, a spegnere la virulenza dell'impetuoso blend e paiono trovare i giusti correttivi.
Destinato ad evolvere positivamente con ulteriore riposo in bottiglia.
In ogni caso vino complesso, corposo, sorretto da robusta impalcatura acidico/tannica, chiama piatti a tendenza grassa o succulenta in abbinamento.
Marche Rosso Igt 2020 Primodelia
14,5% vol.
Fa parte della linea "premium" che comprende vini a produzione limitata e destinati a nicchie di mercato.
Blend di uve autoctone (montepulciano, sangiovese) e uve internazionali (cabernet, merlot, syrah), in percentuali variabili in relazione all'andamento vendemmiale d'annata.
Cernita fitosanitaria delle uve.
Si presenta rosso rubino scuro, impenetrabile, tendente al nero.
Grandi volumetrie per questo vino poderoso, di consistenza quasi tattile, masticabile.
Il frutto è nero, stramaturo e in confettura, la prugna è stramacerata, le note speziate e quelle erbacee incrementano la complessità dell'articolato blend.
Accenni acidici evitano derive marmellatose e accompagnano un finale a lunga gittata.
Vino di pregio ottenuto da una singola botte da 30 ettolitri e prodotto in poco meno di 1000 bottiglie numerate all'anno: degustata la 793.
Nell'ambito dell'edizione 2025 di "Di Uva in Vino" svoltasi domenica 12 ottobre in Piazza del Popolo a Fermo, manifestazione che da una decina d'anni celebra la vendemmia nell'areale Fermano, degustazione guidata a cura dei sommeliers di Ais Marche delegazione di Fermo.
Il tema di quest'anno è stato: "Il territorio nel calice: gli autoctoni".
Abbiamo degustato quattro vini da uve Malvasia, Passerina, Sangiovese, Montepulciano, prodotti da altrettante cantine della provincia di Fermo, con sede legale rispettivamente a Lido di Fermo, Fermo, Sant'Elpidio a Mare, Montegiorgio.
Marche Igt Malvasia 2024 Dugnet, Vigneti Santa Liberata
12,5% vol.
Giallo paglia luminoso, tendente al giallo oro.
Mediamente complesso, ma intenso al gusto e all'olfatto, esalta il tratto varietale semiaromatico.
Troviamo note fruttate e floreali, frutta gialla e tropicale, pesca nettarina, delicate aspersioni che ricordano ginestra e biancospino.
Va accompagnato su preparazioni non troppo strutturate, su cucina di mare, antipasti, linguine allo scoglio.
Lo stile aziendale predilige caratteri evoluti su tutta la gamma; non fa eccezione questa Passerina, sottoposta a modalità di vinificazione piuttosto insolite per la tipologia, ma finalizzate ad arricchire il quadro.
Vinificato in acciaio, matura 6 mesi in rovere, più ulteriori 18 mesi d'affinamento in bottiglia.
Appare giallo oro carico, sfodera note di frutta gialla macerata, che arriva fino al frutto a guscio, appaiono note eteree e di surmaturazione, cera d'api e cera lacca, fiori gialli e ginestra; chiusura rinfrescata dalla carica acidica.
Un vino che sembra ammiccare a stili produttivi praticati in passato dai viticoltori locali.
Pasticceria salata, crescia e ciauscolo.
Marche Igt Sangiovese 2020 Abalone, Agostino Romani
14% vol.
Matura 18 mesi in barrique, appare rosso rubino carico, brillante.
Intenso e complesso al naso, esprime in questa fase toni surmaturi, frutto nero macerato, prugna matura, humus, grafite, in misura minore spezie dolci, cannella, tabacco biondo.
In bocca la carica acidica galoppa, le sensazioni sono meno austere, virano sull'amaricante, su frutto rosso e ribes, la piega edulcorata tende ad incrementarsi, il quadro ne beneficia in succosità e freschezza.
Carni alla brace.
Marche Rosso Igt 2020 Furnace, La Pila
14,5% vol.
Ottenuto da uve Montepulciano, matura 24 mesi in rovere piccolo, più ulteriore affinamento di almeno 6 mesi in bottiglia.
Appare rosso rubino carico, impenetrabile, consistente, con unghia violacea sul bordo.
Vino di notevole struttura, oserei dire poderoso, forse deborda nell'impetuoso, ma nell'intento di esaltare il tratto varietale.
I caratteri sono quelli riconducibili ai Montepulciano da invecchiamento: il frutto nero stramaturo, la marasca sotto spirito e in confettura, le spezie dolci, le note vanigliate da legno piccolo, i tannini impetuosi ma bene assorbiti.
Quadro di grande complessità e sapido, arricchito da note terziarie che ricordano la nocciola tostata e il rabarbaro.
In abbinamento su brasati e lunghe cotture, selvaggina da pelo.
Il metodo spumantistico cosiddetto Ancestrale prevede non tanto una rifermentazione in bottiglia, quanto una prosecuzione di prima fermentazione in bottiglia e non prevede sboccatura al termine della sosta sui lieviti.
Il metodo non è normato, sono quindi possibili delle varianti sul tema.
I vini presentano velature più o meno torbidescenti a causa dei lieviti in sospensione e sono per questo motivo denominati spumanti "sur lie" o "col fondo"; hanno caratteristica "petillant" ossia "appena frizzante" e l'effervescenza è meno invadente poichè la produzione di anidride carbonica è inibita dalla presenza dei lieviti.
Il Metodo Ancestrale dà generalmente vini immediati, destinati al consumo nel breve periodo.
Metodo Ancestrale 2022 Spirito, La Lepre e La Luna
Fermenta in anfore di terracotta per una decina di giorni, in modo da non svolgere tutti gli zuccheri che poi consentiranno la rifermentazione in bottiglia con i propri lieviti indigeni.
So2 free, senza solfiti aggiunti.
Tappo a corona.
Marche Igt Rosato frizzante 2022 Rosa Ancestrale, LucidiMezzo
11,5% vol.
https://www.lucidimezzo.it/
Uve Montepulciano vinificate in acciaio.
Lieviti intensi, acidità, citrino, adatto come vino d'entrèe.
Prolungata fermentazione che si protrae per circa 1 mese prima dell'imbottigliamento.
Circa 2000 bottiglie prodotte all'anno.
Prima edizione la 2021.
Tappo a corona.
Marche Bianco Igt 2021 ColFondo spumante Metodo Ancestrale Brut Nature (residuo zuccherino inferiore a 3g/l), Cantina Frantoio Mazzola
13% vol.
https://www.cantinamazzola.it/
Uve verdicchio.
Risposta varietale, freschezze agrumate, carica acidica, crosta di pane.
Base spumante fermenta in acciaio in modo da non svolgere tutti gli zuccheri che poi consentiranno la rifermentazione in bottiglia con i propri lieviti indigeni.
Sosta sulle fecce fini in acciaio nei 12 mesi precedenti l'imbottigliamento.
Vino pensato per poter affinare tanti anni (5-10) sulle fecce fini.
Tappo in sughero e gabbietta.
Rosa Ancestrale LucidiMezzo
su "bignè al cacio e pepe, con spigola in padella"
elaborato da Festa Restaurant in Porto Sant'Elpidio (Fm)
Domenica 8 ottobre nel corso dell'edizione 2023 della manifestazione "Di Uva in Vino", in Piazza del Popolo a Fermo, celebrativa del periodo di vendemmia, degustazione guidata a cura dei sommeliers di Ais Marche.
Abbiamo degustato cinque vini annata 2022, due bianchi, un rosato, due rossi, di cantine della provincia di Fermo: Vigneti Santa Liberata di Lido di Fermo, Villa Manù di Lapedona, Bastianelli di Monte San Pietrangeli, Luci di Mezzo di Sant'Elpidio a Mare, Lumavite di Rapagnano.
1) Marche Igt Malvasia 2022 Dugnet, Vigneti Santa Liberata
12,5% vol.
Vinificato in acciaio, appare giallo paglierino luminoso.
Intensità olfattiva di vitigno semiaromatico, fiori e frutta gialla, rose e pesca nettarina, sfumature d'erbette aromatiche, salvia e finocchietto.
Dolcezze fruttate e freschezza procedono di pari passo.
Vino immediato, di facile approccio, adatto come vino d'entrèe.
2) Falerio Doc 2022 Sinfonia, Villa Manù
13% vol.
Ottenuto da trebbiano, passerina e pecorino, vinificato in acciaio, appare giallo paglia limpido, tendente al verde.
Profumi sottili, non particolarmente incisivi: fiorellini bianchi, pomacee, mela, pera.
Al gusto è particolarmente fresco, ricco di carica acidica, ma meno volumico del precedente, tant'è che avrebbe potuto precederlo in progressione gustativa.
3) Marche Rosato Igt 2022 Denan, Bastianelli
13% vol.
Ottenuto da uve sangiovese, merlot, alicante o grenache e da breve macerazione con le bucce, appare rosa tenue.
Quadro intrigante, variamente articolato: mineralità, sentori vegetali e floreali, geranio, piccoli frutti rossi, lampone e fragoline, erbette aromatiche.
Fine, elegante.
4) Marche Rosso Igt 2022 Morhus (edition one), Luci di Mezzo
13% vol.
80% cabernet sauvignon, 20% montepulciano, vinificazione in acciaio.
Colore rosso rubino limpido, non particolarmente carico.
Impronta floreale e fruttata, rose e violette, piccoli frutti rossi, prugne e amarene, leggera pepatura.
In bocca è fresco e immediato.
Vino da primi piatti, salumi, formaggi non stagionati.
5) Marche Rosso Igt 2022 Il Cuore Altrove, Lumavite
13,5% vol.
Nome del vino a mio parere strepitoso, ispiratore d'emozioni, dalle quali evito accuratamente di farmi travolgere con la volutamente fredda analisi che segue.
Ottenuto da uve montepulciano, vinificato in acciaio, macerato sulle bucce per una ventina di giorni, ha dotazione cromatica impattante, rosso rubino carico, tendente al porpora.
Proiettato su frutti di bosco, ciliegie, more e mirtilli allo stato puro, note di cipria appena accennate.
L'irruenza polifenolica al palato, è rivelatrice del vino ancor giovane, quasi acerbo, destinato tuttavia a maturare con il riposo in bottiglia.
In attesa dell'annata 2022 per la quale si nutrono aspettative da top wine, in considerazione dei parametri di vendemmia e dei 21 gradi Babo rilevati sui mosti, occupiamoci di quest'annata 2021 dignitosissima e rappresentativa dei canoni varietali.
Vinificato in acciaio in modo tradizionale, con macerazione a freddo di poche ore del mosto fiore, al fine di arricchire di profumi e di sapori, appare giallo paglia su sfondo dorato, piuttosto carico.
Impronta varietale netta, ben definite pesca nettarina e albicocca matura; infiorescenze selvatiche, sambuco, anice stellato, alimentano l'intensità aromatica e la freschezza.
Veste leggiadra su note suadenti di frutto giallo, altresì impudica, sensuale, ammicca al selvatico e svela, dalle trasparenze, i segreti e le forme.
Adatto come vino d'entrèe, su cucina di mare, antipasti, insalate di mare, frittura, vongole in guazzetto.
Valutazione @avvinatore 89/100
Marche Igt Malvasia '21 Dugnet
12,5% vol.
Ottenuto da uve Malvasia di Candia, una delle tre varietà consentite in regione Marche insieme a Malvasia Bianca e Malvasia Bianca Lunga.
Tale varietà è classificata con dotazione aromatica intermedia tra "sapore semplice" e "sapore semiaromatico".
Oggi in Italia, che è primo produttore di Malvasia in Europa e nel mondo, le varietà iscritte al Registro Nazionale delle Varietà di Viti sono una ventina, tant'è che sarebbe più appropriato parlare di Malvasie; sono originate da biotipi differenti, ce ne sono a bacca bianca, a bacca nera, a bacca rosa, a sapore semplice, semiaromatico, aromatico a sapore di moscato, in relazione alla maggiore o minore intensità dei caratteri organolettici.
Le diverse varietà possiamo trovarle in ogni angolo d'Italia, dal sud al nord, con caratteristiche in comune oppure con caratteristiche contrapposte.
L'estrema diversificazione di varietà all'interno di un unico termine identificativo è dovuta quindi ad un doppio ordine di fattori, da un lato la mutazione genetica legata all'adattamento del vitigno ai vari contesti ambientali, dall'altro la ricerca di una semplificazione lessicale avvenuta in passato, volta ad includere uve differenti sotto lo stesso "ombrello" di successo per facilitarne il commercio.
Il nome Malvasia si fa derivare da Monemvasia un porto del Peloponneso conosciuto dai navigatori delle Repubbliche Marinare di Genova e di Venezia fin dal tredicesimo secolo, utilizzato dai mercanti della Serenissima come punto d'imbarco per trasferire in patria le barbatelle alla base dei vini dolci passiti di Creta (Candia) di cui erano grandi estimatori.
A seguito di tale massiccia importazione, tra il 1500 e il 1700 il vitigno Malvasia divenne il più diffuso in Europa, in tutta la Penisola Italica, in Francia, Spagna, Portogallo, Dalmazia, dando però vita a mutazioni, a cloni, a varietà che meglio si adattarono alle condizioni climatiche, ambientali e del suolo.
Oggi in Italia, che è primo produttore di Malvasia in Europa e nel mondo, le varietà iscritte al Registro Nazionale delle Varietà di Viti sono una ventina, tant'è che sarebbe più appropriato parlare di Malvasie; sono originate da biotipi differenti, ce ne sono a bacca bianca, a bacca nera, a bacca rosa, a sapore semplice, semiaromatico, aromatico a sapore di moscato, in relazione alla maggiore o minore intensità dei caratteri organolettici.
Le diverse varietà possiamo trovarle in ogni angolo d'Italia, dal sud al nord, con caratteristiche in comune oppure con caratteristiche contrapposte.
L'estrema diversificazione di varietà all'interno di un unico termine identificativo è dovuta quindi ad un doppio ordine di fattori, da un lato la mutazione genetica legata all'adattamento del vitigno ai vari contesti ambientali, dall'altro la ricerca di una semplificazione lessicale avvenuta in passato, volta ad includere uve differenti sotto lo stesso "ombrello" di successo per facilitarne il commercio.
Alcune varietà possono avere caratteristiche comuni, note di frutto fragrante, pesca e albicocca, connotazioni mielate, residuo zuccherino, ma con diverso grado d'intensità; ad esempio Malvasia di Candia diffusa in centro Italia è classificata "sapore semplice", viceversa Malvasia di Candia Aromatica diffusa nel Piacentino e Malvasia delle Lipari, sono classificate "sapore aromatico" e possono essere alla base di vini passiti di eccellente livello.
Connotazioni contrapposte possiamo invece averle confrontando Malvasie Bianche e Malvasie Nere, laddove in quest'ultime prevale un fruttato di ciliegia e fragola, con sentori vinosi e floreali di violetta.
In foto e video, un Marche Igt Malvasia di bella fattura, fresco e fruttato, ottenuto da uve Malvasia di Candia, una delle tre varietà consentite in regione Marche, caratterizzato da dotazione aromatica intermedia tra "sapore semplice" e "sapore semiaromatico", connotato di pesca nettarina e di albicocca, adatto come vino d'entrèe, su cucina di mare, antipasti, insalate di mare, frittura, vongole in guazzetto, adatto quindi al consumo estivo, previa ovviamente, adeguata refrigerazione.
Tasting Marche Igt Malvasia Dugnet, Vigneti Santa Liberata:
Questo vino è ottenuto da uve Malvasia di Candia coltivate in biologico nella tenuta di Petritoli (Fm).
Come premessa possiamo dire che Malvasia di Candia è diffusa in centro Italia ed è una delle numerose varietà di Malvasia (a sapore semplice, semi aromatica, aromatica a sapore di moscato, a bacca bianca, a bacca rossa o nera, a bacca rosa), presenti sul territorio nazionale; è un'uva delicata, sensibile alle malattie fungine (oidio, peronospora), richiede quindi particolari attenzioni di coltivazione, specie in biologico.
Giallo paglia cristallino, tendente al giallo oro.
Fase olfattiva mediamente intensa; risaltano i marcatori varietali, la pesca nettarina, il frutto di passione, le tonalità tropicali, vaghi accenni floreali.
Al palato predominano i toni verdi; il tratto è quello citrino del vino d'annata e va a contrappuntare il varietale leggiadro e fruttato, innesca salivazione.
Più importanti connotazioni saline e di tipo vegetale, foglia di pomodoro, trovano spazio con l'innalzamento della temperatura di servizio.
Quadro nel complesso fine, mai sopra le righe, intermedio tra Malvasia a sapore semplice e Malvasia semi aromatica.
Degustato a 16°C, quindi a temperatura superiore a quella standard per i vini bianchi (10°-12°C), allo scopo di dilatare i marcatori e favorirne la percezione.
Valutazione @avvinatore 86/100.
Marche Igt Malvasia '19 Dugnet
13% vol.
A mio parere adatto come vino d'entrèe, su crudi di mare, frittura, carpaccio di polpo con rucola e datterini, vongole in guazzetto.
Abbinato su:
conchiglia Saint Jacques (capasanta) gratinata
Fondata intorno alla metà degli anni '30, Vigneti Santa Liberata della famiglia Savini è azienda storica dell'Agro Fermano, con possedimenti anche in provincia di Ascoli Piceno.
Estesa su circa 90 ettari di vigneti gestiti in biologico, suddivisi nelle 3 tenute di Petritoli (Fm), Sant'Elpidio a Mare (Fm) e Carassai (Ap), coltivati prevalentemente con uve locali (Passerina, Pecorino, Montepulciano, Sangiovese), ma anche alloctone, riserva all'imbottigliato circa 150.000 pezzi all'anno.
Gamma produttiva destinata al mercato vasto, con favorevole rapporto qualità/prezzo.
Siamo a Moresco (Fm) nella regione Marche, nel primo entroterra collinare, a meno di 10 chilometri dalla costa Adriatica.
Qui ha sede Castrum Morisci, azienda vinicola di antica tradizione risalente agli anni '30, che in questi ultimi anni è passata dal semplice conferimento, all'imbottigliamento ed elaborazione di uve di proprietà.
L'azienda vinifica sia in modo tradizionale che in anfore di terracotta.
Questo vino fa parte della linea anfora, innovativa, impegnativa, caratterizzata da bassa resa uva/vino, altresì dotata di etichettatura futurista, con codice Braille per non vedenti, QR Code, tappo a corona, disegnata dall'artista Chris Rocchegiani.
La gamma oggi comprende quattro vini, i cui nomi prendono spunto da altrettante contrade della città di Moresco (Fm).
In estrema sintesi potremmo etichettare questo vino come innovativo e conservativo: sposa da un lato la filosofia delle avanguardie vinicole del nord est italico ed europeo che da qualche anno a questa parte provano ad innovare strizzando l'occhio al passato, a pratiche arcaiche, all'ecosostenibilità in viticoltura, dall'altro lato però conserva uno stile pacato, oserei dire genuino, non cedendo a forzature, ad appesantimenti, all'enfasi estrema.
Ottenuto da uve Vermentino, Malvasia, Moscato, sottoposte a criomacerazione prefermentativa, vinificate separatamente in anfore di terracotta con lieviti indigeni, sottoposte a lunga macerazione sulle bucce e batonnage, successiva svinatura, assemblaggio e sosta sur lies di circa due mesi, decantazione a freddo prima dell'imbottigliamento, appare giallo paglia carico, tendente al verde oro.
Ventaglio olfattivo intrigante, connotato dall'impronta surmatura: frutto a polpa gialla, financo a guscio, cedro candito, pompelmo.
L'agrume predomina al gusto; la ricca materia e le glicerine trovano contrappunto nelle nervature acidiche rinfrescanti e nelle note amarotiche finali.
Tappo a corona.
Versatile su cucina di mare.
Siamo di fronte ad un vino macerato, diverso dal solito, assimilabile a tutti gli effetti ad un "orange wine" per colore e consistenza.
Ottenuto da uve Pecorino, Fiano, Malvasia, surmature, coltivate in biologico da Vigneti Santa Liberata nella tenuta di Petritoli (Fm) in Val d'Aso, vinificate separatamente, con contatto con le bucce di circa 24 ore in criomacerazione prefermentativa, successiva svinatura e sosta sulle fecce fini per circa 60 giorni, appare di un bellissimo colore giallo oro carico, tendente all'ambrato.
Quadro ricco, caratterizzato da note di frutto maturo, pesca gialla, frutto a guscio, cotognata.
Sfumature d'anice e vegetali, uva passa e pompelmo, caratterizzano il finale amaricante, vitalizzato da accenni tannici ed acidici.
Vino ben bilanciato nonostante la complessità della struttura, con una sua finezza, a mio parere destinato al mercato vasto, piuttosto che a nicchie.
Favorevole rapporto qualità/prezzo.
Temperatura di servizio preferibilmente non inferiore a 14°C.
In abbinamento su formaggi stagionati, erborinati, zuppe di pesce, ravioli burro e salvia, crostacei, piatti a tendenza grassa; tuttavia l'originalità del quadro consente soluzioni alternative o creative.
non ideale questo abbinamento, perchè il vino sovrasta:
cappelletti in brodo di cappone
Marche Bianco Igt '15 Liù - alcool 15% Vigneti Santa Liberata
via Nazionale 194, frazione Lido di Fermo, 63900 Fermo - Marche - Italy. tel: +39 0734 640100 email: info@vinisantaliberata.it web: www.vinisantaliberata.it
Fondata intorno alla metà degli anni '30, Vigneti Santa Liberata della famiglia Savini è azienda storica dell'Agro Fermano, con possedimenti anche in provincia di Ascoli Piceno.
Estesa su circa 90 ettari di vigneti gestiti in biologico, suddivisi nelle 3 tenute di Petritoli (Fm), Sant'Elpidio a Mare (Fm) e Carassai (Ap), coltivati prevalentemente con uve locali (Passerina, Pecorino, Montepulciano, Sangiovese), riserva all'imbottigliato circa 150.000 pezzi all'anno.
Gamma produttiva destinata al mercato vasto, con favorevole rapporto qualità/prezzo.
In occasione della 25^ edizione di Cantine Aperte, organizzata in tutta Italia dal Movimento Turismo del Vino, ho fatto visita all’azienda vinicola Castrum Morisci in località Moresco (Fm) nella regione Marche, a pochi chilometri dalla costa Adriatica, nel cuore dell'entroterra marchigiano intriso di ruralità e di valori paesaggistici.
Per raggiungere Castrum Morisci, arrivati in località Marina di Altidona (Fm) lungo la SS16 Adriatica, all’altezza del semaforo bisogna svoltare a destra se si proviene da nord, a sinistra se si proviene da sud, imboccare la SP 85 Valdaso, percorrerla per circa km 6,2 quindi svoltare a destra in direzione Moresco, salire in collina per oltre km 1,5 seguendo la segnaletica “via Molino”.
Azienda di antica tradizione risalente agli anni ’30 dedicatasi in passato al solo conferimento delle uve e alla produzione di vino cotto.
Il ricambio generazionale ne ha letteralmente cambiato i connotati.
Oggi l’azienda imbottiglia, elabora solo uve di proprietà e dispone di attrezzature di trasformazione, parte delle quali ispirate a criteri arcaici, reintrodotti in viticoltura negli anni scorsi dalle transavanguardie italiane e d’oltre confine, con l’obiettivo d’innovare guardando al passato, recuperare manualità e sapienze, differenziare le produzioni.
Collabora inoltre con ASSAM (Agenzia Servizi Settore Agroalimentare delle Marche) al fine di recuperare vitigni rari in via di estinzione: attualmente microvinifica sperimentalmente uve Garofanata.
La produzione del vino cotto da uva Passerina è rimasta e avviene in due impianti a caldaia in acciaio da 15 ettolitri ciascuno; ne deriva un vino denominato Focagno, con gradazione alcolica limitata di circa 11%, dolce ma non troppo, utilizzabile come vino da dessert, da meditazione o in accompagnamento a sashimi e formaggi stagionati. Info vino cotto delle Marche: https://vinidiconfine.blogspot.it/2013/10/vino-cotto-azienda-agricola-tiberi.html
L’azienda, in fase di conversione al biologico a regime dal prossimo anno, dispone di 7,5 ettari di vigneto, di cui solo 6 per il momento produttivi, coltivati a Passerina, Pecorino, Vermentino, Malvasia, Pinot Grigio, Montepulciano, Sangiovese, per una produzione media annua di 20/25000 bottiglie, un decimo delle quali da vinificazione in anfora.
La gamma prodotti comprende otto etichette, di cui 4 vinificate in acciaio, 3 in anfora, 1 vino cotto; prezzi in cantina da 7 a 10 euro per la linea acciaio, 7 euro per il vino cotto in confezione da 500 cl, tra i 21 e i 24 euro per la linea anfora.
Prima vendemmia annata 2016.
Da sottolineare come il nuovo corso vada di pari passo con l'impostazione futurista dell'etichettatura, fornita di codice di lettura Braille per non vedenti, QR Code, tappo a corona per linea anfora, disegnata dagli artisti Roberto Montani (acciaio), Chris Rocchegiani (anfora).
La mia attenzione è stata rivolta alla linea anfora, innovativa, impegnativa, con bassa resa uva/vino, i cui nomi prendono spunto da altrettante contrade della città di Moresco.
Sostanzialmente la procedura di base prevede: criomacerazione prefermentativa, fermentazione separata delle uve con assemblaggio dopo la svinatura, lunghe macerazioni con le bucce di almeno 4 mesi, successiva svinatura, ulteriore sosta di due mesi con le fecce fini, decantazione a freddo, imbottigliamento.
Note di degustazione:
Marche Bianco Igt '16 Padreterno
alcool 12%
Ottenuto da uve Vermentino, Malvasia, Moscato, si presenta verde oro tenue, con qualche velatura.
Profumato di frutto giallo, fiore di tiglio, pesca nettarina, sfumature vegetali e mela golden.
Al gusto conferma l'impronta gentile apportata da uve con forte carica aromatica.
Sapido e fruttato.
In abbinamento su canocchie bollite, spaghetti alle vongole.
Marche Bianco Igt '16 Gallicano
alcool 13%
Ottenuto da uve Pecorino e Pinot Grigio, si presenta verde oro piuttosto carico.
Articolato ventaglio aromatico, alterna sentori maturi e sentori rinfrescanti, frutto a guscio, cetriolo e tè verde, frutta candita, anice e fieno.
Buona la progressione al palato, laddove la macerazione in anfora arricchisce, proietta su toni maturi, trova nel Pinot Grigio il coadiuvante per stemperare almeno in parte le pungenze varietali di carica acidica e mineralità, che peraltro tornano in evidenza nel finale.
Destinato ad evolvere positivamente.
In abbinamento su zuppe di pesce.
Piceno Doc Sangiovese '16 Testamozza
alcool 13%
Ottenuto da uva Sangiovese in purezza, si presenta di un bel rosso rubino limpido, tendente al porpora, con trasparenza sul bordo.
Naso mediamente intenso in prima battuta, si giova di breve ossigenazione.
In questa, così come nella successiva fase gustativa, il quadro esalta i caratteri varietali, a volte rusticaneggianti.
Le sensazioni spaziano dal terroso alla macchia mediterranea, con sentore di humus; frutto e ciliegia più in evidenza al palato, laddove il tannino non graffia e la carica acidica predomina.
Medio corpo e chiusura amarognola.
In abbinamento su spezzatino di vitello, lasagne al forno, coniglio in porchetta.
Societa' Agricola Castrum Morisci di Pettinari David & C. S.s.