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mercoledì 18 gennaio 2023

Vino Cotto e Sapa delle Marche

Il Vino Cotto è un vino dolce ottenuto dalla bollitura dei mosti.
Ha tradizione consolidata nella parte centro/meridionale della regione Marche (province di Macerata, Fermo, Ascoli Piceno) e nella regione Abruzzo, tanto da diventare parte integrante del profilo identitario di questi territori.
Storia e normativa.
Per quanto riguarda regione Marche, risultano documentazioni che fanno riferimento al Vino Cotto, risalenti al primo secolo dopo Cristo; questo solo fatto sta ad indicare quale radicamento abbia avuto ed abbia tuttora nelle aree agricole.
E' molto probabile che il largo uso e produzione di Vino Cotto nella regione, trovasse origine nel fatto che in passato i contadini non erano esperti vinificatori e preferivano rimboccare di mosto appena cotto, le botti dove erano presenti i vini di scadente qualità degli anni precedenti.
Il Vino Cotto diventa nel tempo, sinonimo di eccellenza e il miglior biglietto da visita del bravo agricoltore, il vino da offrire agli ospiti, il vino utilizzato nella liturgia religiosa, il vino delle grandi occasioni.
Nonostante tale legame territoriale e retroterra storico, il vino cotto è stato a rischio estinzione, poichè è entrato in contrasto con la normativa vigente, la quale non consente di affiancare il termine "vino" ad una bevanda ottenuta dal riscaldamento del mosto.
La definizione di "vino" è contenuta nel Testo Unico del Vino che disciplina la materia in Italia, Reg. 491/2009 all XI ter, punto 1: “è vino il prodotto ottenuto esclusivamente dalla fermentazione alcolica totale o parziale di uve fresche, pigiate o no, o di mosti di uve”; non si fa quindi riferimento a riscaldamento o bollitura dei mosti e questo fatto non ha, fino a qualche anno fa, consentito al Vino Cotto di essere commercializzato con il suo nome proprio.
Si è ovviato a questa criticità con Decreto Ministeriale dell'anno 2000, che ha inserito il Vino Cotto nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Marche (e della regione Abruzzo), facendo leva su requisiti storici oggettivi.
Come si fa il vino cotto.
Il Vino Cotto si fa con uve locali, generalmente a bacca bianca, trebbiano, verdicchio, malvasia, galloppa, maceratino, che tuttavia si possono mischiare con uve a bacca rossa.
Le uve vengono pigiate insieme e torchiate.
Il mosto ottenuto viene quindi fatto bollire in grandi caldaie in rame o acciaio, denominate nel gergo locale "callare", in modo da produrre la massima concentrazione zuccherina.
Quella della bollitura è fase assai delicata, poichè non deve spingersi oltre un certo limite.
Per monitorare tale processo e per misurare lo zucchero residuo, si utilizza il mostimetro di babo: il grado babo ideale da raggiungere, si aggira intorno ai 27°- 28°.
Eccedere nella concentrazione zuccherina significherebbe mettere a rischio la successiva fase di fermentazione.
Dopo la bollitura, il prodotto ottenuto viene fatto fermentare per almeno 5/6 mesi, quindi messo in affinamento per un lunghissimo periodo (anche 10 anni) in botti di rovere, di ciliegio o legno di altra specie, preferibilmente di secondo o terzo passaggio, purchè abbiano già ospitato vino di qualità.
Elementi importantissimi quindi, per ottenere un prodotto di alta qualità, sono la messa del vino in botti di legno e la sua lunga conservazione. 
Come tradizione vuole, nel maceratese, a differenza che nell'ascolano e nel fermano, il vino appena cotto non viene rimboccato in caratelli dove è già presente quello degli anni precedenti, ma ogni annata fermenta e affina in modo autonomo, al fine di evitare rifermentazioni che andrebbero ad incidere negativamente sul grado alcolico; al netto di ciò, nel corso del periodo d'affinamento si può fare il rimbocco con la cosiddetta "Madre" (la feccia nobile che il cantiniere preleva da altre botti a sua discrezione, per dare il salto di qualità al vino d'annata).
Viceversa nelle provincie di Fermo ed Ascoli Piceno, che sono le altre zone vocate della regione Marche per la produzione di Vino Cotto, vige una tradizione diversa; le singole annate infatti, non fermentano e affinano in modo autonomo, ma il mosto appena cotto, viene rimboccato in caratelli dove è già presente il Vino Cotto degli anni precedenti, la cui "Madre" può quindi essere "vecchissima" di 30-40-50-60 anni.
Caratteristiche organolettiche.
Il vino cotto generalmente presenta il classico colore ad "occhio di gallo" (nè troppo chiaro, nè troppo scuro), granato scarico, tendente al giallo ambrato, con sfumature nocciola.
Ha gusto intenso, persistente, caratterizzato da note liquorose e ossidative, marmellata di prugne, frutta cotta e candita, fichi secchi e pasticceria, mon chèri e torrefazione, tratto rurale più o meno accentuato in relazione al bilanciamento tra acidità e dolcezze.
Come regola generale, è possibile affermare che il lungo invecchiamento sia in grado di stemperare spigolosità o stucchevolezze e aumentare i valori qualitativi fino a livello di eccellenza.
Ottimo vino da dessert, affiancabile a dolci secchi, crostate, frutta e castagne.
Tuttavia come tradizione vuole, non si escludono altri utilizzi gastronomici di cucina, in particolare per sfumare carni o per salsare.
Vino Cotto e Sapa.
Il Vino Cotto è una bevanda ottenuta da bollitura e fermentazione di mosti, la Sapa o Saba è un dolcificante ottenuto da bollitura di mosti, senza fermentazione.
Il nome Sapa che viene dato al mosto cotto, ha origine probabilmente dall'espressione dialettale maceratese 'nzuppà (inzuppare): era abitudine contadina infatti, usare il mosto cotto come condimento per la polenta.
La Sapa è nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali delle Marche e di altre regioni italiane come ad esempio Emilia Romagna e Sardegna, dove prende il nome di Saba.
Allo stesso modo del "vino cotto", deriva da un assemblaggio di uve, in genere a bacca bianca.
Si ottiene dalla prolungata bollitura del mosto ad una temperatura che non deve superare i 60°centigradi, per arrivare ad una riduzione di oltre 2/3 del volume iniziale.
Nell'ultima parte dell'operazione di solito si procede "a bagno maria" per evitare la caramellizzazione ed evitare che il mosto si attacchi al fondo del recipiente.
Ne risulta un prodotto di estrema concentrazione, in cui il residuo zuccherino è talmente elevato da inibire qualsiasi possibilità di fermentazione.
Il suo utilizzo non è limitato alla pasticceria come ingrediente di dolci tipici, ma è anche base per la realizzazione di aceti balsamici.
Ancor più legato alle tradizioni popolari, è l'uso che se ne fa in abbinamento alla polenta o a formaggi stagionati.
Vino cotto delle Marche
You Tube channel:

domenica 15 marzo 2015

Idromele, honeywine Medovina Vcelovina di Slovacchia.

L’idromele è la più antica bevanda alcolica attestata nel lessico comune indoeuropeo.
Era tra le più utilizzate nel mondo antico, prima che la diffusione della vite nel bacino del Mediterraneo ed in Europa, introducesse l'uso del vino.
Si diffuse ampiamente nella preistoria, soprattutto nelle pianure settentrionali ed orientali dell’Europa, anche in zone climatiche fredde.
La sacralità dell'ape, quale animale messaggero celeste che trasforma il sole in miele e la sacralità dell'acqua, vista come linfa vitale che scorre nelle vene della madre terra, rendono l’idromele sacro presso i Celti: come essenza del divino, nell’unione fra cielo e terra.
Nella mitologia indoeuropea, l’idromele è la bevanda tipica dell’aldilà.
Nel mondo celtico come in quello germanico è simbolo d'immortalità.
L'idromele è rimasto diffuso in alcuni territori italiani fino a tutto il medioevo, ove soprattutto in occasione dei matrimoni, nel mese lunare successivo alla cerimonia, veniva consumato dagli sposi nella convinzione che potesse dare forza alla coppia nella procreazione di eredi maschi.
Per questo motivo ancora oggi si usa definire il primo periodo dopo il matrimonio "Luna di miele".
fonte:
www.idromele.net
L'idromele è ottenuto dalla fermentazione del miele.
Il miele va disciolto in acqua in debite proporzioni.
Il mosto ottenuto è messo a fermentare in fusti d'acciaio inox, per il tempo necessario a raggiungere la gradazione alcolica desiderata.
La fermentazione è molto lunga, si prolunga anche per mesi ed è fatta a temperatura controllata di poco inferiore ai 18°C, come nella vinificazione in bianco.
Va utilizzato solo miele pregiato di ottima qualità, prodotto artigianalmente.
Segue l'operazione di chiarifica, per ottenere un prodotto sufficientemente limpido.
Ottenuto il mosto pulito, si procede con l'inoculazione dei lieviti e la fase di affinamento nei tini.
Al termine dell'affinamento l'idromele è pronto per essere imbottigliato.

L'idromele (medovina) è una bevanda per il dopocena: ha un aroma molto particolare di cera che si intensifica con l'invecchiamento.
Può essere consumato caldo a 50-55°C in bicchieri da whisky oppure freddo a 12-16°C in calici da vino.
Vcelovina Premium Honeywine Original
0.75 L - alcool 13,5 % - fascia di prezzo € 10-15
Včelco s.r.o.
Továrenská 7
919 04 Smolenice (Slovensko)
Tel: 0949 305 315
Mail: info@vcelovina.sk
Web: www.vcelovina.sk
abbinato su:
ciambellone morbido al cioccolato

domenica 31 agosto 2014

Tartufo Vista Mare, calendario.

RASSEGNA DI CUCINA che lega i prodotti della terra con quelli del mare.
Tour enogastronomico in 6 tappe lungo la costa da Porto Sant’Elpidio (Fm) a Cattolica (Rn), più il gran finale al ristorante Antico Furlo.
Lo Chef Alberto Melagrana del Ristorante Antico Furlo, in collaborazione con 6 ristoratori della costa, farà incontrare i sapori forti del tartufo con la delicatezza del pesce dell’Adriatico.

Calendario serate Tartufo Vista Mare
- 4 SETTEMBRE
Ristorante ALLA LANTERNA - FANO Strada Nazionale Adriatica Sud, 78 0721/884748
- 10 SETTEMBRE
Ristorante LA CONTESSA - CIVITANOVA MARCHE Viale Giacomo Matteotti 145 – 0733/782650
- 12 SETTEMBRE
Trattoria TRENTASETTE - PORTO SANT’ELPIDIO Via Faleria, 37 – 335/6638609
- 17 SETTEMBRE
Ristorante CLUB NAUTICO - PESARO Strada Tra i Due Porti, 22 – 0721 – 220780
- 19 SETTEMBRE
Hostaria L’ANGOLINO SUL MARE - SENIGALLIA Lungomare Marconi, 38 – 071/65444
- 25 SETTEMBRE
Ristorante GENTE DI MARE - CATTOLICA darsena Marinai d’Italia – 0541/831760
- 02 OTTOBRE
GRAN FINALE Ristorante ANTICO FURLO - PASSO DEL FURLO – Via Furlo, 60 (Pesaro Urbino) – 0721/700096

Inizio cene ore 20,30.
Costo delle serate € 50 a persona.
Info:
Ristorante Antico Furlo
via Furlo 60, Passo del Furlo - 61041 Acqualagna - PU
tel: 0721 700096
email: info@anticofurlo.it

giovedì 6 marzo 2014

Mela Rosa dei Monti Sibillini a Montedinove (AP)

Il Circuito delle Cucine Tipiche Locali è un progetto interprovinciale Ascoli Piceno-Fermo, realizzato con il sostegno della Regione Marche e coordinato dall'Associazione "Chi Mangia la Foglia".
E' strutturato in circuiti: il Circuito della Montagna, il Circuito degli Orti, il Circuito del Gusto Storia ed Arte, il Circuito delle Erbe Spontanee, il Circuito Marinaro Adriatico.
COMUNI PARTECIPANTI:
Amandola, Smerillo, Arquata del Tronto, Comunanza, Montefalcone Appennino, Porto San Giorgio, Carassai, Fermo, Falerone, Lapedona, Massa Fermana, Monte Vidon Corrado, Montedinove, Rotella, Massignano, Montalto Marche, Ortezzano, Sant’Elpidio a Mare, Spinetoli, Francavilla d’Ete, Montefiore dell’Aso, Moresco, Offida, Petritoli.
Il progetto ha carattere itinerante e punta al rafforzamento dell'offerta turistica, attraverso una serie di eventi calendarizzati per l'intero 2014; incentrati sulla formazione alimentare, sulla valorizzazione della gastronomia popolare, sulle tipicità locali.

Domenica 9 marzo 2014
Circuito della Storia, dell’Arte, del Gusto
Montedinove (AP)
foto web
Programma
CIRCUITO della STORIA, dell'ARTE, del GUSTO
La Mela Rosa dei Sibillini 
Ore 10.00
Incontro presso Piazza Cino Del Duca e saluto delle Autorità.
Visita Culturale Guidata nel centro storico di Montedinove.
Aperitivo e Degustazione Vini dell’Azienda “C. Fabi”.
Ore 13.00
Hotel Ristorante "Del Duca"
via Giosuè Del Duca 14
Pranzo Tematico di piatti alla “Mela Rosa dei Monti Sibillini” e prodotti tipici della tradizione.
Rievocazione di detti e ballate popolari.
Menù
- ANTIPASTO
Insalatina di farro,
Fagioli con cotiche.
- FRITTI
Olive Fritte,
Pecorino fritto.
- PRIMI PIATTI
Risotto alla mela rosa,
Chitarrina al sugo di agnello.
- SECONDO PIATTO
Arista di maiale alla mela rosa.
- CONTORNO
Verze strascinate in padella.
- DOLCE
Pizza battuta ripiena.
- VINI
Vini cantine locali
Prezzo di Circuito € 22
Prenotazioni e info
0736.829564 - 366.4589484

venerdì 28 febbraio 2014

Cucina del Tartufo a Montefalcone Appennino.

Il Circuito delle Cucine Tipiche Locali è un progetto interprovinciale Ascoli Piceno-Fermo, realizzato con il sostegno della Regione Marche e coordinato dall'Associazione "Chi Mangia la Foglia".
E' strutturato in 5 circuiti: il Circuito della Montagna, il Circuito degli Orti, il Circuito del Gusto Storia ed Arte, il Circuito delle Erbe Spontanee, il Circuito Marinaro Adriatico.
COMUNI PARTECIPANTI:
Amandola, Smerillo, Arquata del Tronto, Comunanza, Montefalcone Appennino, Porto San Giorgio, Carassai, Fermo, Falerone, Lapedona, Massa Fermana, Monte Vidon Corrado, Montedinove, Rotella, Massignano, Montalto Marche, Ortezzano, Sant’Elpidio a Mare, Spinetoli, Francavilla d’Ete, Montefiore dell’Aso, Moresco, Offida, Petritoli.
Il progetto ha carattere itinerante e punta al rafforzamento dell'offerta turistica, attraverso una serie di eventi calendarizzati per l'intero 2014; incentrati sulla formazione alimentare, sulla valorizzazione della gastronomia popolare, sulle tipicità locali.
L'evento d'apertura si terrà domenica 2 marzo 2014 nell'ambito del Circuito della Montagna, presso il Ristorante La Sfinge a MONTEFALCONE APPENNINO (FM).
foto web
Programma
CIRCUITO della MONTAGNA- La Cucina del Tartufo
Ore 10.00
c/o Ristorante La Sfinge, contrada Luogo di Sasso 6, visita guidata in Tartufaia previa prenotazione: “Alla Ricerca dell’Oro Nero”.
Ore 12.30
Pranzo a base di Tartufo Nero dei Monti Sibillini
Menù 
- ANTIPASTO
Uova di quaglia con scaglie di tartufo,
Sformato ai porcini e tartufo.
- PRIMO PIATTO
Risotto al tartufo e fiori di zucca,
Crostini di polenta con salsiccia e tartufo.
- SECONDO PIATTO
Scaloppine allo scorzone,
Saltimbocca di Montefalcone.
- CONTORNO
Patate al forno,
Insalata.
- DOLCE
Coulant al cioccolato con vaniglia.
- VINO:
Cantine locali.
Caffè, Mistrà
Prezzo Circuito del Tartufo € 35

Prenotazione obbligatoria
Info
0734 79239 - 339 1174521

martedì 18 febbraio 2014

Il Tartufo Nero Pregiato dei Sibillini

Domenica 23 febbraio 2014 dalle ore 10.00
a Montefalcone Appennino (FM) e Comunanza (AP)
Circolo Culinario Cuochi Pasticcioni e Associazione Tartufai dei Monti Sibillini organizzano una giornata per approfondire la conoscenza del Tartufo Nero Pregiato Tuber Melanosporum.
foto by CCCP
comunicato stampa cccp (circolo culinario cuochi pasticcioni)
Siamo al culmine della raccolta del Tartufo Nero Pregiato dei Monti Sibillini.
Uno dei prodotti più preziosi del nostro territorio.
E’ capitato a molti di noi di assaggiarlo ma pochi sanno come si coltiva, come si raccoglie, come si conserva e come si cucina correttamente.
I Cuochi Pasticcioni in collaborazione con l’Associazione Tartufai dei Monti Sibillini organizzano una giornata per approfondire questa conoscenza.
Visiteremo una tartufaia in compagnia di Francesco Marini a Montefalcone Appennino (FM) e poi assisteremo alla raccolta con il cane addestrato.
Avremo un incontro con alcuni tartufai che ci daranno tutte le informazioni e risponderanno alle nostre domande.
Infine lo degusteremo in uno stupefacente menù preparato da Anna Maria Ciocca della Locanda del Gusto di Comunanza.
Avremo anche la possibilità di parlare con Alberto Mandozzi, Presidente dell’Associazione che ci presenterà il suo ultimo libro: "I TARTUFI DEL PICENO"
Il programma prevede di ritrovarci alle ore 10.00 di domenica 23 febbraio sulla Piazza di fronte al Comune di Comunanza dove c’è un ampio parcheggio.
Ci raggruppiamo e poi andiamo a visitare una tartufaia.
In questo momento siamo fortunati perché quello che troveremo e poi mangeremo è il re dei tartufi, il nero pregiato Tuber Melanosporum!
La passeggiata didattica durerà circa un’ora.
Meglio portare uno scarponcino per terreni misti.
Al termine ci trasferiamo a Comunanza (AP) alla Locanda del Gusto http://www.locandadelgusto.it/ dove Anna Maria ha predisposto un prezioso menù.
Ma prima l’aperitivo che faremo con il pane del nostro amico Emanuele del Forno Collina http://www.agrimichele.com/‎ e i formaggi dell’Azienda Fontegranne http://www.fontegranne.it/: proveremo il Campagnolo e il Rosaspina tutti e due a latte crudo, fatti con latte vaccino e caglio di vitello.
Con i formaggi assaggeremo in abbinamento, anche le marmellate alla Mela Rosa delle Spiazzette http://www.lespiazzette.it/
Poi verso le 13.30 il pranzo.
Degusteremo piatti a tutto tartufo.
Menù:
Composizione con arista cotta a vapore con olio evo e tartufo nero pregiato, crostone di pane con uova strapazzate, nero pregiato e guanciale croccante, insalatina di farro con pomodorini, rucola e scaglie di grana.
Fritturina con carciofo, olive farcite al nero pregiato, cremini.
Poi gnocchi di patate con fonduta di parmigiano al tartufo nero pregiato e paccheri di Gragnano ripieni di carne con salsa besciamella e tartufo nero pregiato.
Si continua con rosette di filetto di maiale al tartufo nero pregiato con patate al forno e spinaci all’aglio.
Infine gelato alla salvia e dolcetti di Carnevale.
Per completare questo splendido menù servivano grandi vini.
E noi li abbiamo trovati!
Sono quelli dell’azienda Le Senate di Altidona http://lesenatewinery.wordpress.com/‎ dove Giulio Visi e sua moglie Pamela Brizzola producono due vini di tipo “bordolese” affascinanti e di grande intensità.
Emozionanti da bere sono il Barbula 2012 con uve Merlot e Cabernet Sauvignon e il Cacinello 2011 con uve Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot.
Giulio sarà con noi per raccontarci la sua storia e i suoi vini.
Chiudiamo con l’Amaro Sibilla e l’Anice Varnelli che ci sono gentilmente proposti dalle Sorelle Varnelli.
Su richiesta motivata o per intolleranze si faranno variazioni al menù.
Contributo per la giornata € 35,00 per gli adulti.
Da zero a € 15 per bambini e ragazzi.
Informazioni e prenotazioni:
email: info@cuochipasticcioni.it
tel. 336.638020

giovedì 13 febbraio 2014

Festival del Tartufo Vero dei Monti Sibillini

Il Festival è diventato ormai un appuntamento di prestigio con il sovrano dei sapori e dei profumi in cucina.
Il Festival del "Tartufo Vero" dei Monti Sibillini torna da venerdì 21 a domenica 23 febbraio 2014 a Montefortino in provincia di Fermo.
Occasione in cui potrà essere apprezzata dai visitatori l'ottima qualità del tartufo di questo territorio, considerato dagli esperti uno dei migliori d'Italia.
Programma
Venerdì 21 febbraio
  • ore 17.00 Sala Multimediale Palazzo Leopardi - convegno: "Il Tartufo Nero dei Monti Sibillini: una realtà oltre il mito".
Sabato 22 febbraio
  • ore 10.00 apertura stand gastronomici e artigianato.
  • ore 12.00 apertura cucina.
  • ore 15.00 - 18.00 apertura Polo Museale Palazzo Leopardi: Pinacoteca Civica F.Duranti, Museo di Arte Sacra, Mostra Avifauna dei Monti Sibillini.
  • Presentazione di piatti a base di tartufo a cura dello chef Benito Ricci.
Domenica 23 febbraio
  • ore 09.00 apertura stand gastronomici e artigianato.
  • ore 12.00 apertura cucina.
  • ore 10.00 - 18.00 apertura Polo Museale Palazzo Leopardi: Pinacoteca Civica F.Duranti, Museo di Arte Sacra, Mostra Avifauna dei Monti Sibillini.
  • Spettacoli di artisti di strada.
  • Animazioni, musica, giochi.
  • 8° Motoraduno Aquile dei Sibillini
info:
Comune di Montefortino (FM)
tel. 0736 859101
cell. 338 3114857
web: www.montefortino.com

mercoledì 8 gennaio 2014

Lo Zafferano lo conosciamo, lo cuciniamo, lo mangiamo.

Doppio appuntamento con lo Zafferano.
Domenica 12 e Domenica 19 gennaio 2014 dalle ore 9.30 per sole 10 persone ogni volta.
Azienda Delicious Nature a Rotella (AP)
www.deliciousnature.com
di Annemieke Kranendonk e Caspar Vrensen.
foto CCCP
comunicato stampa CCCP (circolo culinario cuochi pasticcioni)
Abbiamo scoperto una piccola deliziosa azienda guidata da una coppia di olandesi, Anne e Caspar che hanno lasciato le loro professioni in terra natia e si sono trasferiti nelle Marche insieme al loro bimbo Mels, dove hanno imparato a diventare agricoltori.
Per amore del Piceno hanno deciso di comprare casa nella campagna di Rotella (AP) e avviare la produzione dello Zafferano (intanto è nata Filippa).
Un prodotto che ha riscosso successo per la sua qualità.
Così i campi si sono ampliati e si è avviata anche la produzione di noci, lamponi e frutti di bosco.
Anne e Caspar sono anche degli appassionati gourmet.
Abbiamo quindi deciso di andare a trovarli per imparare a conoscere tutto sulle diverse tipologie di Zafferano e poi nella loro cucina preparare sotto la loro guida, 4 piatti sopraffini che si degusteranno a pranzo.
Siamo nelle belle campagne del Piceno in Contrada Torbidello 9 a Rotella (AP).
Le immagini sono eloquenti!
foto CCCP
Il programma è questo:
-ore 9.30 Benvenuto con la tisana allo zafferano.
-ore 9:45 Passeggiata al campo dello zafferano e informazione sulla coltivazione.
-ore 10:15 Come si distingue una qualità dall’altra.
-ore 10:30 Come si usa zafferano in cucina in genere.
-ore 10:45 Workshop: cuciniamo insieme i 4 piatti che poi degusteremo.
-ore 13:00 A tavola
Aperitivo: con grande nostro piacere prosegue la collaborazione con Emanuele Michilli del Forno Collina di Montemonaco http://www.agrimichele.com/ che ci darà il suo pane super-bio e con l’Azienda Fontegranne di Belmonte Piceno, dove Eros Scarafoni produce qualità e piacevolezza http://www.fontegranne.it/ .
Assaggeremo lo Slattato di latte vaccino crudo e intero e il Bucchero formaggio di fossa di latte vaccino crudo ed intero prodotto con caglio di capretto.
Menù di Domenica 12 gennaio:
Tortina di cardo e catalogna e zafferano.
Gnocchi zafferano e funghi.
Bocconcini di baccalà con zafferano e bietola.
Tortina di cioccolato con zafferano.
Menù di Domenica 19 gennaio:
Croquette di patate e zafferano con uovo di quaglia.
Timballo con zafferano e funghi porcini.
Quaglia con porro e olio di zafferano.
Tarte tatin allo zafferano.
I vini in abbinamento sono quelli delle aziende amiche dei Cuochi Pasticcioni.

- Durante il pranzo ci sarà l’estrazione con premi ai più fortunati offerti da “Mai dire Bau” toeletta per cani e gatti.
Partecipate a “Io baratto e tu ?” portate le vostre specialità per scambiarle con gli altri!
La “Parnanza” per lavorare senza sporcarsi è indispensabile e sorriso e simpatia sono fortemente consigliati! -
foto CCCP
Contributo per la giornata € 35,00.
Solo 10 partecipanti per ogni incontro: i primi che si prenoteranno!

Informazioni e prenotazioni:
email: info@cuochipasticcioni.it
tel: 336.638020 

giovedì 26 dicembre 2013

Stravizi Natalizi Marchigiani

- Natale in famiglia a Fermo, nelle Marche -
la gastronomia e il rito
Panettone farcito artigianale
Fristingo guarnito con torrone classico
                                     ricetta Fristingo
- ingredienti:
farina di tritello, farina bianca, fichi secchi, mandorle, noci, noce moscata, mosto cotto, bucce d'arancia, olio e zucchero.
- preparazione:
l'impasto al quale verranno aggiunte bucce d'arancia tagliate sottili, si fa con la farina di tritello, mischiata però con un po' di farina bianca (utilizzata in questo caso solo farina di tritello).
I fichi secchi tagliati a pezzetti, prima di aggiungerli alla massa, vanno tenuti a bagno per una notte, in modo da farli ammorbidire.
Nell'impasto vanno aggiunti anche mosto cotto, mandorle, noci e un po' di noce moscata.
Lasciato riposare un paio d'ore, l'impasto va sistemato dentro un testo già unto.
Si schiaccia per dargli uno spessore di 3 cm. circa.
Per guarnizione sopra al dolce si aggiungono mandorle intere, nonchè noci tagliate a metà.
Si mette il fristingo al forno per circa mezz'ora.
Per vedere se è cotto, basta infilzare un bastoncino d'ulivo nell'impasto.
Se esce asciutto, è pronto.
(tratto da "I racconti del piatto" - viaggio nella cucina contadina del Fermano - di Roberto Ferretti, edito da Zefirobooks).
"salato" del fermano, formaggio pecorino e crostoni di cavolo verza "strascinato".
- il cavolo viene prima fatto bollire e poi rigirato (strascinato) in padella con sale, pepe e pezzetti di pancetta o guanciale, già rosolati -
Cannoli farciti con spinaci e carne macinata; conditi con besciamella, parmigiano e mozzarella
Carrè di maiale farcito con spinaci, parmigiano, mortadella, prosciutto crudo, un uovo.
Servito con insalata russa.
Insalata russa
Fritto misto all'ascolana: olive, cremini, crocchette di pollo
Coscio d'agnello al forno.
Servito con patate al forno.
Vini del Fermano.
Azienda Agricola
Madonnabruna
Vernaccia di Serrapetrona Docg
Vino spumante dolce
Azienda Alberto Quacquarini
Ananas aromatizzato con stecca di vaniglia, cannella, anice stellato, buccia d'arancia
Preparazione menù a cura di:
Adriana, Katia, Nadia, Carla, Marisa, Bianca, Anna Laura.

venerdì 20 dicembre 2013

Panettone Giampaoli aromatizzato al Varnelli.

Giampaoli e Varnelli, il sodalizio che fa il panettone con brio.
Partnership tra le due storiche aziende marchigiane, per la creazione di un nuovo prodotto: il panettone aromatizzato al famoso liquore.
Due le versioni: il Panciocc al Varnelli e il Pancorretto, che verranno distribuiti attraverso canali diversi.
Un sodalizio buono come il panettone!
E' la grande novità nel panorama enogastronomico marchigiano, dove due storiche aziende si sono messe in sinergia per dar vita ad un nuovo gustoso prodotto che già promette sicuro successo.
La Dolciaria Giampaoli e la Distilleria Varnelli non hanno bisogno di presentazione e tengono alta la tradizione dell'ottima artigianalità regionale in tutta Italia e non solo.
Due eccellenze che hanno deciso di unire le loro migliori competenze per solleticare anche i palati più esigenti.
E' nato così il nuovo panettone aromatizzato al Varnelli, una fusione del celebre Panciocc della Giampaoli e del rinomato liquore all'anice che è il simbolo della distilleria maceratese.
Oltre un secolo di storia, vantato da entrambe le aziende alimentari, si declina in questo dolce prodotto che ha la particolarità di venir lavorato dopo aver messo a macerare l'uvetta nel Varnelli, regalandole così un intenso e delicato aroma anisato.
Il panettone sarà venduto in due versioni.
- Il Panciocc al Varnelli che, oltre che con l'uvetta macerata nel liquore, sarà arricchito anche con le gocce di finissimo cioccolato che hanno reso questo dolce tra i più amati della tradizione Giampaoli.
- Il Pancorretto, ricco di uvetta anisata e senza gocce di cioccolato, avvolto in un particolare incarto fatto a mano: un nome, quest'ultimo, che rende omaggio alla tradizione del celebre Varnelli, riconosciuto da tutti come
"sovrano correttivo del caffè".
Il Panciocc al Varnelli sarà commercializzato dalla Giampaoli attraverso i suoi canali di vendita, principalmente grande distribuzione.
Il Pancorretto verrà distribuito dalla Varnelli nei suoi canali ho.re.ca. (enoteche, ristorazione, pasticcerie, ecc.).
Nasce dunque una nuova partnership nel settore alimentare: un'unione che mette in evidenza la capacità di collaborare e di innovare di due solidi marchi della tradizione regionale, due marchi pronti a nuove sfide e capaci di intercettare i nuovi gusti del mercato.
La Giampaoli http://www.giampaolidolciaria.eu/ che fonda le sue radici nei primi anni del '900, ha fatto dell'attenzione verso le necessità dei suoi clienti un imperativo, proponendo negli anni sempre nuovi prodotti che rispondessero alle diverse esigenze: basti pensare alla linea Zuccherozero pensata per chi ha problemi glicemici o ai dolci senza latte, senza colesterolo, a quelli biologici e ai gelati.
La Varnelli http://www.varnelli.it/ nata nel 1868, ha legato il suo nome al famoso liquore all'anice, una rivisitazione raffinata della tradizionale ricetta del mistrà, sapendo al contempo differenziare la sua gamma di prodotti, proponendo amari, tonici digestivi, cocktail, punch, aromatizzanti per impasti e creme, e perfino praline al cioccolato fondente con un cuore liquoroso.
Storia e innovazione sono dunque la ricetta segreta del nuovo panettone al Varnelli, che si prepara a sorprendere sulle nostre tavole natalizie.

mercoledì 11 dicembre 2013

Workshop “Pane, Lievito madre e Fantasia di dolci natalizi".

        comunicato stampa Circolo Culinario Cuochi Pasticcioni
Domenica 15 dicembre 2013 dalle ore 9.30
Forno Collina di Montemonaco (AP).
foto CCCP
Siamo innamorati dei Monti Sibillini e lì abbiamo tanti amici.
Uno di questi è Emanuele Michilli patron del Forno Collina di Montemonaco http://www.agrimichele.com/.
Ha iniziato con modestia e coraggio insieme alla sua famiglia (la moglie Daniela e il figlio Giulio che ancora piccolo già impasta) a produrre il pane “buono” e anche oggi che sta diventato una “star”, Emanuele Michilli a Rai Uno continua con semplicità e determinazione a fare prodotti di qualità che sono conosciuti in pezzi importanti d’Italia anche grazie al fatto che sono in vendita nella catena di qualità di EatItaly.
Con lui faremo un workshop per imparare a fare il lievito madre, il pane e i dolci di Natale.
Metteremo insieme le mani in pasta e vedremo nascere sotto i nostri occhi prodotti unici, genuini, gustosi e che fanno bene al corpo e alla mente!
Emanuele racconta: “coltiviamo la terra, ne raccogliamo i frutti, li lavoriamo secondo tradizione e li presentiamo con spirito di accoglienza”.
L’azienda agricola propone il pane del contadino fatto con pasta madre con farina macinata a pietra e cotto nel forno a legna.
I biscotti, la pasta, i legumi e gli ortaggi sono frutto del lavoro della terra magica dei Sibillini.
Il forno si trova proprio sotto la montagna della Sibilla ed è incantevole prima o dopo il pranzo, passeggiare ben coperti per ammirare il paesaggio.
Carne, formaggi e olio sono tutti attentamente selezionati affinché “il cibo non sia solo mangiare ma una indimenticabile esperienza dei sensi”!!!

Il programma
Arrivo in azienda ore 09:30 (circa).
Degustazione di pane e olio e presentazione teorica di tutti i prodotti dell’azienda e di come arrivano nelle nostre tavole partendo dalla materia prima.
Corso pratico di come creare la pasta madre.
Dimostrazione pratica di come formare una fila di pane usando pasta madre, farina e acqua.
Spiegazione e dimostrazione pratica della preparazione del dolce tipico natalizio: la pizza con i fichi.
Infine visita al laboratorio e al forno al legna.
Alle ore 13.00 ci sarà un aperitivo con i formaggi dell’Azienda Fontegranne di Belmonte Piceno, dove Eros e i suoi collaboratori producono piccole delizie http://www.fontegranne.it/.
Assaggeremo Luna gialla di latte vaccino crudo e intero e caglio di vitello e il Bucchero appena tirato fuori dalle fosse, di latte vaccino crudo ed intero e prodotto con caglio di capretto.
foto Fontegranne
Poi assaggeremo una tisana depurativa con erbe di Tarassaco, Assenzio e Carciofo che ci preparerà al pranzo: ce la propone Giovanni Leonardi, Patron de “La Primula” http://www.laprimula.it/.
Si tratta di un’azienda a coltivazione naturale a ciclo chiuso che si trova sopra al lago di Gerosa dove lavorano Giovanni, la mamma Maria, la moglie Maria e il figlio Angelo.
Producono erbe aromatiche, patate, uova e altro ancora tutto con una caratteristica essenziale: biologico 100%!!!

Per questa occasione ci sarà una piccola esposizione delle erbe officinali e patate che potranno essere acquistate e Giovanni ci illustrerà come funziona la sua azienda.
Alle ore 13.30 pranzo preparato dalla “socera” Maria e dalla cognata Ilaria e servito a tavola da Laura.
- Menù -
Antipasto della tradizione con Affettato di montagna, Pan Dorato, Bruschetta, Zuppa di Lenticchie, Polentina al forno.
Poi Laccetti (fatti con la massa del pane) alla pancetta.
Ancora Rotolo di maiale ripieno con frittata farcita alle verdure e Salsicce in umido con contorni.
Non mancheranno i Biscotti secchi della tradizione e la Torta morbida ripiena.
Chiudiamo il pranzo con una tisana digestiva e rilassante a base di Melissa, Issopo, Salvia sclarea.
Su richiesta motivata o per intolleranze si faranno variazioni al menù.
Per i bambini, come sempre, non mancherà in alternativa un piatto di pasta in bianco o al pomodoro!!!
Il riporto (come si dice a Venarotta) del Buono che Avanza (come dicono alcuni ora in modo chic) è consentito come sempre.
I contenitori ve li diamo noi!!
I vini sono quelli della Cantina “Dei Monti” http://www.deimonti.com/ di Helmut Kinderman che viene dalla Germania e insieme a sua moglie Silvia si è innamorato del nostro territorio.
10 mila bottiglie all’anno tutte preparate con metodo biodinamico.
Continuiamo gli assaggi di questi grandi vini che nascono tra le verdi valli di Monterinaldo (FM).
Domenica berremo:

Rosarum Merlot 100%
Patrem Montepulciano 39%, Sangiovese 23%, Barbera 3%, Merlot 35%
Brunelmo Montepulciano 39%, Sangiovese 23%, Barbera 3%, Cabernet Sauvignon 35%.
Helmut e Silvia saranno con noi per illustrare i metodi di produzione e guidarci negli assaggi.

Durante la serata ci sarà l’estrazione con premi ai più fortunati offerti da “Mai dire Bau” Toeletta per cani e gatti (Cliccate “mi piace” sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/pages/Mai-dire-bau-toelettatura-cani-e-gatti/410723799056442).
La Coltelleria Villi di Ascoli Piceno ci darà piccoli doni utili in cucina.
La Bottega Equo Solidale di Ascoli Piceno http://www.ascoliequosolidale.it/ che ha riscosso simpatia nel passato incontro, ci propone in dono cioccolato, caffè, thè e altro ancora per far conoscere la qualità dei produttori solidali del mondo.
Partecipate a “Io baratto e tu?”
Portate le vostre specialità per scambiarle con gli altri!

Contributo per la giornata € 30,00 per gli adulti.
Da zero a € 15 per bambini e ragazzi.

I bambini si sono sempre trovati bene con noi Cuochi Pasticcioni, quindi portateli con voi.
La “Parnanza” per lavorare senza sporcarsi è indispensabile e sorriso e simpatia sono fortemente consigliati!!!


Informazioni e prenotazioni
email: info@cuochipasticcioni.it
tel: 336.63802
https://www.facebook.com/groups/283151011727346/


Il Forno di Collina
Località Collina, 63048 Montemonaco (AP)
tel: 0736 856412

sabato 9 novembre 2013

Fontegranne e i suoi formaggi a Belmonte Piceno (FM).

Fontegranne e i suoi formaggi!
Domenica 10 novembre 2013 dalle ore 10.00 direttamente in Azienda.
Finalmente andiamo a trovare Eros Scarafoni e la sua famiglia a Belmonte Piceno (FM).
Una domenica in compagnia di sapori, capre e mucche, arte e cultura!
L’azienda Fontegranne fondata dal padre di Eros, Alfredo, ha 150 animali (la razza Frisona) e 40 capre.
Con il latte si producono formaggi di diverse tipologie (circa 20) tutti a latte crudo.
Il formaggio a latte crudo è molto più di un cibo meraviglioso, è l'espressione autentica di una delle migliori tradizioni gastronomiche.
È un'arte e uno stile di vita.
È una cultura, un patrimonio e un paesaggio amato.
Ed è in pericolo di estinzione!
In pericolo perché i valori che esso incarna sono in contrasto con la sterilizzazione e la standardizzazione dei prodotti alimentari massificati.
Appuntamento alle ore 10.00 direttamente in azienda e iniziamo il nostro programma.
- Facciamo il formaggio: tutti insieme a fare la cagliata.
- Poi visita guidata della fattoria dove troviamo le capre e le mucche.
- Completiamo con la rottura della cagliata e poi assistiamo all’apertura delle fosse.
- A questo punto è l’ora del nostro tradizionale aperitivo che questa volta vedrà in tavola le varie tipologie di formaggi e le marmellate alla Mela Rosa dell’azienda Le Spiazzette di Amandola http://www.lespiazzette.it/
Cercheremo di trovare gli abbinamenti migliori tra gusto e sapore e daremo il nostro giudizio!
Poi chi vorrà, potrà acquistare i caci di vario tipo con un prezzo scontato per noi pasticcioni.
- Verso le 13.30 andiamo a pranzare in un posto unico e incredibile: la Chiesa di Santa Maria in Muris, dell’anno 1000 che ci sarà raccontata da una guida illustre, il Professor Carlo Tomassini storico locale.
All’interno della chiesa saranno allestiti tavoli e sedie e pranzeremo con questo Menù:
- Prosciutto al coltello, salame, ciauscolo, girello di scottona cotto al sale, Carrè di lombo al finocchietto selvatico, olive fritte, cremini fritti, patatine di montagna fritte con aglio e salvia, bruschette di pane con lievito a pasta madre, coratella d’agnello.
- Poi Contesse di Castiglione (crepes nella terracotta con ripieno di verdure e carne cotte al forno).
- Polentata di crema con alchermes e pan di spagna.
- Infine una sorpresa preparata dall’amico Peppe Piergallini che si è procurato alcuni cioccolatini speciali al pecorino della Cioccolateria Sperandri di Suni (Oristano) e ce li farà assaggiare.
Per quanto riguarda il vino, presentiamo la seconda parte della produzione di Poderi dei Colli, di Porchia di Montalto Marche http://www.poderideicolli.it/
Tiziana e Giuseppe producono qualità grazie alla pluriennale esperienza sulla vigna.
Assaggeremo tutti vini certificati Bio.
Per aperitivo il Pecorino, a pranzo il Rosato e il Rosso Piceno.
Ad illustrare la storia dell’Azienda Vinicola e le caratteristiche dei vini avremo il Patron Giuseppe Mannocchi.
- Durante la serata ci sarà l’estrazione con premi ai più fortunati offerti da “Mai dire Bau” toeletta per cani e gatti ad Ascoli Piceno e da CCCP! -
Contributo per la giornata € 30,00 per gli adulti.
Da zero a € 15 per bambini e ragazzi.
Azienda Agricola Fontegranne
Via Castellarso Ete 11 - 63838 Belmonte Piceno (FM)
mob: +39 335 458296
tel: +39 0734 771289
fax +39 0734 772284
http://www.fontegranne.it/
Informazioni e prenotazioni
email: info@cuochipasticcioni.it
tel: 336.638020