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martedì 13 giugno 2023

Grand Tour delle Bollicine Marchigiane, masterclass Metodo Classico

Nel corso di Bollicine Marchigiane festival del vino spumante made in Marche svoltosi 10 e 11 giugno 2023 nella suggestiva cornice di Villa Bonaparte in pieno centro città a Porto San Giorgio (Fm), degustazione guidata a cura di Ais Marche di 5 Metodo Classico marchigiani da uve autoctone.
Hanno da par loro guidato la degustazione Somm. Guido Andrenacci e Somm. Stefano Isidori presidente Ais Marche, con interventi in prima persona dei singoli produttori.
Cinque Metodo Classico da uve autoctone, tre da uve a bacca bianca (ribona, bianchello, verdicchio), due rosati da uve a bacca rossa (aleatico, sangiovese).
Colli Maceratesi Doc Ribona Metodo Classico 2019 Dosaggio Zero, Fontezoppa
30 mesi sui lieviti, sboccatura 2022
6.000 bottiglie per questo spumante da uve maceratino or ribona.
Giallo paglierino con riflesso verdognolo; grande vitalità freschezza, frutta gialla, fiori gialli, mimosa, toni iodati.
Equilibrio e morbidezza al palato.
Frittura di mare.
Bianchello del Metauro Doc Metodo Classico Riserva Dosaggio Zero 2016 Conte Giulio,
Bruscia
48 mesi sui lieviti, tiraggio 2018, sboccatura 2022
Da uve bianchello, appare giallo paglia con riflesso dorato.
Fine perlage, note aromatiche intense, menta selvatica, sentori vegetali, cetriolo, crosta di pane e lieviti, frutta esotica.
Bolla setosa apporta morbidezza.
Sapido e lungo, forse un po' carente di freschezza rispetto al precedente.
Torta salata in abbinamento.
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Metodo Classico 2015 Dosaggio Zero,
Casaleta
72 mesi sui lieviti, sboccatura 2022
Giallo paglia tendente al verde, fine perlage, persistente.
Risposta varietale, agrumato, citrino, lieviti e crosta di pane, sentori iodati, frutta bianca e fiore bianco che vira su fiore d'acacia al palato.
Carica acidica e sapidità si prolungano nel finale tipicamante ammandorlato.
In abbinamento su piatti a tendenza grassa.
Pergola Doc Metodo Classico Brut Rosè 2018 Cuvèe Emma Rossi,
Fattoria Villa Ligi
36 mesi sui lieviti, sboccatura 2022
Da uve aleatico, effervescenza e persistenza.
Appare rosa tenue, ha grande aromaticità: note vegetali, menta selvatica, venatura floreale di rosa e violetta, sentori balsamici, melograno.
Al palato non ha la carica acido/sapida del precedente, viceversa conferma il tratto delicato anticipato dalle caratteristiche cromatiche e olfattive.
Tartare di pesce.
Metodo Classico Nature Rosè 2017 Mont'illi,
Casale Vitali
60 mesi sui lieviti, sboccatura 2023
Special Edition, prodotto in sole 600 bottiglie.
Da uve sangiovese, appare rosa tenue, tendente al cerasuolo.
Effervescenza e persistenza.
Frutto rosso, ciliegia, carica acidica notevole, accenni floreali, speziatura, lieve tostatura e affumicatura simile a polvere da sparo.
In abbinamento su pesci grassi, crostacei, tartare di gamberi, ma anche su focaccia e burrata.
Considerazioni a margine
La due giorni Sangiorgese, di grande successo, dedicata ai vini spumante marchigiani nelle diverse tipologie, Metodo Classico, Metodo Charmat Martinotti, Metodo Scacchi, Metodo Ancestrale, mi porta a una riflessione di carattere generale incentrata sul rapporto tra tipologia spumante e territori.
In tema di spumantistica occorre prendere atto del fatto che tale segmento produttivo ormai non può più essere ignorato o sottovalutato, neanche dalle aree italiche non altamente vocate o senza specifica tradizione, poiché rappresenta una fetta importante di mercato sia interno che esterno.
Posto che il know how rimane a mio parere in capo ai territori più vocati, come ad esempio nord-est Italia, Franciacorta, Oltrepò Pavese, tuttavia oggi troviamo anche altri areali della Penisola intenti a cimentarsi in spumantistica, per una serie di motivi: emulare i maestri, valorizzare la materia prima a disposizione, verificarne versatilità e limiti, ritagliarsi spazi di mercato come sopra ho accennato.
Ritengo che il percorso di questi territori, ad oggi meno vocati, verso valori qualitativi maggiori, sia in atto, ma che ancora ci sia ampio margine di miglioramento.
Dentro questo trend spumantistico diffuso ormai su tutta la Penisola, la regione Marche secondo il mio punto di vista, non sta messa male, ovvero sta messa meglio rispetto ad altre regioni; ciò però non toglie, che si possa puntare ancora più in alto, per avvicinarsi ai capofila.
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lunedì 23 dicembre 2019

Degustando Sotto le Stelle 2019, tasting vini rossi

Degustazioni fatte il 6 e 7 settembre 2019 nel corso dell'ottava edizione di "Degustando Sotto Le Stelle".
La manifestazione è stata curata dall'Associazione Culturale "Enogastronomia.it" nell'ambito di "VitaVita" evento di promozione turistica della città di Civitanova Marche (Mc) organizzato dall'Amministrazione Comunale.
Marche Igt Sangiovese '16 Vitali Alfredo
13,5% vol.
Casale Vitali
Da uve 90% Sangiovese e 10% Lacrima di Morro d'Alba, vinificato in acciaio e barrique.
Rosso rubino limpido.
Sottili profumi di piccoli frutti rossi, amarena, erbe aromatiche, sentori di tipo floreale.
Sapido e fresco al palato, timbrato dal varietale di lampone, rosa e mora di rovo, certamente non sovrastrutturato, fotografa a mio parere fedelmente lo stile della casa, che mi pare di poter dire privilegi il prodotto immediato, schietto, territoriale, gastronomicamente adattabile, non contemplativo.
In abbinamento su maccheroncini di Campofilone al ragù di carne, zampone e lenticchie, oca arrosto.
Rosso Piceno Doc '15 Granarijs
14% vol.
Tenute Rio Maggio
Eccellente prestazione di questa etichetta tra le più rappresentative della tipologia.
Ottenuto da selezione di uve Montepulciano 70% e Sangiovese 30%, di seconda vendemmia, affinato almeno 10 mesi in barrique, si presenta rosso granato cupo, impenetrabile.
Quadro intrigante.
Ventaglio di profumi intenso, verticale, caratterizzato da toni surmaturi, frutto nero, macchia mediterranea, erbe aromatiche, amarena, sottobosco, liquirizia.
In bocca emerge la componente sapida, lampone e mora di rovo, carica acidica a dinamizzare il finale e tannino a graffiare.
Vino di carattere, territoriale, a tratti ruvido; ottenuto dalla calibrata combinazione dei due vitigni rossi principe della zona, ne traduce fedelmente i caratteri.
Tagliata di scottona marchigiana al rosmarino.
Marche Igt Merlot '12 Cardinal Minio
15% vol.
Capinera
Maturato 18/20 mesi in barrique nuove e di secondo passaggio, si presenta rosso rubino cupo, concentrato, impenetrabile.
Quadro materico, quasi masticabile, contraddistinto da toni surmaturi, prugna stramacerata, sottobosco, note di tipo idrocarburico e catramoso, accenni di torrefazione, sfumature d'erbette aromatiche, aghi di pino, semi di melograno.
Finale velatamente acidico, così come di prammatica per la tipologia.
Prestazione impeccabile per questo Merlot del Maceratese.
In abbinamento su animali di bassa corte in potacchio.
Marche Rosso Igt '12 Akronte
14% vol.
Boccadigabbia
Da uve Cabernet Sauvignon, fa almeno 20 mesi in barriques nuove e un anno in bottiglia.
Rosso cupo, concentrato, impenetrabile, di consistenza quasi masticabile.
Fine e complesso, caratterizzato da note piraziniche varietali, lieve torrefazione, prugna stramacerata, spezie, cannella.
In bocca i ritorni d'erbette aromatiche, il rosmarino, la liquirizia, alleggeriscono un quadro di notevole spessore e contrappuntano nel migliore dei modi la spinta erbaceo/pirazinica altrimenti inesorabilmente sovrastante.
Fine e complesso, destinato alla lunga conservazione, da bere almeno dopo 5 anni dalla vendemmia.
In abbinamento su grandi arrosti, selvaggina da piuma e da pelo, pollo alla cacciatora.

mercoledì 20 novembre 2019

Vini bianchi barricati, Degustando Sotto le Stelle 2019

Degustazioni fatte il 6 e 7 settembre 2019 nel corso dell'ottava edizione di "Degustando Sotto Le Stelle".
La manifestazione è stata curata dall'Associazione Culturale "Enogastronomia.it" nell'ambito di "VitaVita" evento di promozione turistica della città di Civitanova Marche (Mc) organizzato dall'Amministrazione Comunale.
Tre vini da uve differenti (Pecorino, Chardonnay, Ribona) accomunati dall'utilizzo del legno, piccolo o di medie dimensioni, e da prolungata sosta sur lies in vinificazione.
Ciò ottiene l'effetto di annullare gran parte delle differenze genetiche, provocare una sorta di omologazione, segnare una linea di demarcazione con il tratto varietale originario.
Tre vini quindi, rivolti in particolar modo agli amanti dei vini barricati, ad un mercato oggi effettivamente in ripresa.
Tre vini di buon calibro, che oggettivamente e legittimamente bypassano il concetto di territorialità, per rivolgersi invece all'esercizio di stile, al consolidamento o alla sperimentazione del potenziale espressivo del vitigno.
Marche Bianco Igt '17 Gialù
14% vol.
Casale Vitali
Un Pecorino sui generis.
Cru aziendale, fermenta parte in acciaio, parte in barrique, sosta sulle fecce fini circa 8 mesi, matura in barrique almeno 6 mesi.
Si presenta giallo paglia con riflessi dorati, consistente, materico.
Quadro caratterizzato da toni surmaturi, frutta cotta e a guscio, datteri canditi, crema pasticcera, accenni idrocarburici e d'erbette aromatiche, timbrato dalle note vanigliate del legno piccolo.
Chiusura amarotico/sapida probabilmente residuale del tratto varietale.
Persistenza gustativa.
In abbinamento su rombo al forno, stoccafisso all'anconetana.
Marche Igt Chardonnay '15 La Capinera Selezione
15% vol.
Capinera
Cru da selezione di uve Chardonnay provenienti da vigneto Cunicchio con esposizione a sud, fermentato e maturato in piccoli fusti almeno 14 mesi, si presenta giallo paglia limpido, con riflessi dorati.
Quadro ricco di orpelli, in stile barocco, timbrato di vaniglia, ma d'indubbia finezza, ricco di frutto giallo maturo e in macedonia, frutto candito, pan brioches e pasticceria, confettura d'agrume, reviviscenze acidiche in chiusura.
Annata a mio parere di particolare pregio, che consolida l'etichetta ai vertici della tipologia e la pone a competere con i più blasonati marchi a livello internazionale.
In abbinamento su cucina nobile di mare (crostacei, aragosta), salmone affumicato, formaggi erborinati.
Colli Maceratesi Ribona Doc '17 Coriolano Vintage Ribona
14% vol.
Casalis Douhet
Cru da selezione di uve Ribona o Maceratino, diraspapigiate rimangono in parte a contatto con le bucce per alcune ore; fermentazione a temperatura controllata, lunga sosta di circa un anno sulle fecce fini, maturazione di circa 6/7 mesi in rovere di medie dimensioni.
Giallo paglia limpido.
Quadro a tendenza surmatura, caratterizzato da frutto a polpa gialla, nespola, accenni agrumati, toni mielosi, burrosi, pasticceria, frutta candita.
Finale allungato su lieviti, vaniglia, glicerine.
In abbinamento su piatti di altrettanta persistenza aromatica e gustativa: baccalà con patate, vincisgrassi della tradizione maceratese.

lunedì 13 maggio 2019

Identità territoriale e progetto Deviango

Domenica 12 maggio 2019 presso La Cascina Ristorante in via San Nicola 13 a Porto San Giorgio (Fm), anteprima ufficiale della nuova etichetta Deviango (sangiovese del Fermano vinificato in bianco), con packaging identico per le quattro cantine, Casale VitaliVittoriniDi RuscioGeminiani.
La serata ha previsto: convegno di presentazione, degustazione vini, apericena.
Il convegno-simposio dal titolo "Deviango il Sangiovese vinificato in bianco nel Fermano", ha visto relazionare:
- Prof. Nicola Pasqualini, già Docente presso Istituto Tecnico Agrario di Ascoli Piceno.
- Prof.ssa Oriana Silvestroni, Docente all’Università di Agraria di Ancona.
- Dott. Matteo Lupi, Enologo.
- i produttori Gabriele Vitali, Nico Speranza, Marco Di Ruscio, Roberto Geminiani.
La discussione ha preso in esame le potenzialità di determinati cloni di Sangiovese vinificati in bianco, coltivati nell'areale fermano della media ed alta Valle dell'Aso posta a cavallo con la provincia di Ascoli Piceno e messo in risalto l'unità d'intenti tra produttori per ottimizzare la resa vino-vitigno.
In particolar modo interessante mi è parso l'intervento dell'enologo Matteo Lupi, riguardante gli aspetti tecnici della vinificazione in bianco dell'uva rossa.
Dopo vinificazioni sperimentali durate circa un anno, foriere di risultati poco soddisfacenti, si decise di adottare una tecnica diversa da quella originaria, in grado però di lasciare integro il quadro organolettico, scaricando colore senza pregiudicare profumi e sapori.
In estrema sintesi, si è proceduto in questo modo: pressatura soffice, quindi iperossigenazione allo scopo di separare per precipitazione le sostanze coloranti, successivamente chiarifica per flottazione (processo che, utilizzando iniezioni di gas azoto mediante apposita pompa enologica, consente di sollevare in superficie gli scarti delle sostanze coloranti).
Il progetto realizzato da questo gruppo di produttori, indubbiamente encomiabile, coraggioso, capace di attivare dinamiche produttive e di mercato, mi ha sollecitato alcune riflessioni che qui vado ad esporre.
Le esperienze acquisite negli anni e la frequentazione delle diverse aree vitivinicole italiche, mi portano alla constatazione che l'Agro Fermano non abbia ad oggi un'identità ben definita dal punto di vista vitivinicolo.
Ciò a mio parere è il vero punto debole del territorio, è fattore di disconnessione dal mercato, che produce come conseguenza di rendere effimera, quindi meramente episodica, qualsiasi iniziativa imprenditoriale altresì coraggiosa come ad esempio può essere Progetto Deviango.
La perdita d'identità non è casuale, ma a mio parere è il risultato del progressivo sgretolamento della storia vitivinicola di questo territorio, causata dall'abbandono delle tipologie tradizionali come ad esempio la Denominazione Falerio.
Oggi come oggi, non mi risulta poi così difficile trovare sul mercato Falerio Doc a dir poco approssimativi, fin troppo semplici, caratterizzati da eccessiva magrezza, sintomatici di disinteresse per la tipologia e della crescente tendenza a tutte le latitudini verso produzioni da monovitigno.
...e pensare che storicamente si fa derivare il nome della Doc Falerio dall'antica città "Faleria Augusta", l'attuale Falerone in provincia di Fermo. Situata tra le opulente città di Ausculum e Firmum, era nota già ai tempi della Roma Imperiale per le ottime uve e per le produzioni agrarie in genere!
In conclusione mi pare di poter dire che per fissare il tratto identitario, oggi indispensabile per ritagliarsi spazi di mercato e dare prospettiva, sia necessario ripartire dalle fondamenta.
Occorre cioè ripercorrere sentieri dismessi o in stato di abbandono per renderli di nuovo praticabili, recuperando tipologie tradizionali in grado di veicolare storia.
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mercoledì 17 maggio 2017

Bollicine di Marche a Tipicità 2017.

La 25^ edizione di Tipicità Festival del Gusto, svoltasi a Fermo dal 4 al 6 marzo 2017, ha dedicato uno spazio alla produzione spumantistica marchigiana, curato dall'Associazione Culturale Marchigianamente.
La visita al padiglione "Bollicine di Marche" mi ha permesso di degustare, vagliare il quadro produttivo, ma anche sollecitato alcune riflessioni di carattere generale riguardanti l'identità territoriale intesa come opportunità e altre a proposito della tipologia spumante.
Sul primo tema mi pare di poter dire che i tempi siano ormai maturi per fornire al mercato globale una visione d'insieme realistica del panorama produttivo regionale.
Posto che i riconoscimenti ottenuti dal Verdicchio a livello di critica enologica nazionale hanno fatto fino ad oggi da traino al resto del comparto vitivinicolo, appare altresì evidente almeno a me, come la regione Marche sia capace di offerta tutt'altro che monotematica, viceversa si connoti di quadro ampelografico ed aree produttive variegati.
Codesta peculiare diversificata connotazione identitaria a mio parere è oggi in grado di sollecitare curiosità, quindi produrre attrattività sui mercati, anche prescindendo dal fattore traino esercitato dai territori bianchisti di jesino e matelicese.
In secondo luogo ed entrando nello specifico della spumantistica, io direi che se è vero come è vero che il segmento vini rifermentati in bottiglia ha avuto fino a ieri ruolo marginale in regione nonostante una tradizione secolare (il medico Francesco Scacchi di Fabriano -An- già nel 1622 descrive le caratteristiche produttive e terapeutiche dei vini rifermentati in bottiglia, antesignani dei moderni spumanti, nel suo trattato De Salubri Potu Dissertatio), oggi sembra invece proiettato verso uno sviluppo esponenziale sia in fatto di volumi che di standard qualitativo, a completamento del rilancio inaugurato dai pionieri della tipologia negli anni 70-80.
Ho degustato cinque Metodo Classico di buon livello, ottenuti da uve autoctone, provenienti da areali differenti, che mi hanno confermato come sia in atto tale processo di sviluppo del segmento.
Vino Spumante Brut Metodo Classico ’12 Jurek (sboccatura 2016)
alcool 12,5% - circa € 14
Tenute Muròla
www.murola.it
L’azienda vinicola di Urbisaglia (Mc) di Jurek Mosiewicz, affidata a Riccardo Cotarella per la parte enologica, si estende su circa 500 ettari di cui 100 vitati, coltivati ad autoctono, tra cui una collezione di tutti i biotipi di Maceratino conosciuti, per una produzione media annua di 700.000 bottiglie.
Appunto da uve Maceratino (Ribona) è ottenuto questo Brut Metodo Classico di notevole eleganza, che sosta 48 mesi sui lieviti e il cui livello qualitativo mi pare di poter dire disveli prospettive fino a ieri inimmaginabili per il vitigno.
Si presenta alla vista giallo paglierino lucente con fine e persistente perlage.
Fragrante al naso su note di pomacea, fiore di campo, lieviti e burro fuso.
Nella successiva fase conferma la frutta bianca, la mela golden, polpa d’agrume e mineralità spiccata.
Oggettivamente piacevole al palato, bene equilibrato, accarezzato da carbonica setosa.
Ottiene “4 viti” sulla Guida Vitae 2017.
Consigliato su risotto agli scampi, pesce bianco, crostacei bolliti.
Valutazione @avvinatore: eccellente
Marche rosato igt Metodo Classico Extra Brut '13 Cuvèe Rosè
(sboccatura 2016)
alcool 12,5% - circa € 30
Cantine Fontezoppa
Ottenuto da uve Vernaccia Nera con sosta di 18 mesi sui lieviti, si presenta alla vista di color rosa tenue, con fine perlage e buona persistenza.
Fruttato medio al naso, imperniato su toni di tipo vegetale e floreale.
Agrumato in bocca, senza tuttavia essere graffiante, sviluppa nel finale sensazioni di piccoli frutti rossi e lampone.
Valutazione @avvinatore: buono
Vino Spumante Brut Rosè Metodo Classico ’14 Mont’illi
(sboccatura dicembre 2016)
alcool 12,5% - circa € 15
Casale Vitali
www.casalevitali.it
24 mesi sui lieviti per questo Metodo Classico del Fermano, ottenuto da uva Sangiovese.
Si presenta alla vista rosa tenue delicato, con grana fine di media persistenza.
Naso diretto, verticale, su sentori di lieviti e crosta di pane.
In bocca tornano tali sensazioni e pan brioches, tuttavia adeguatamente contrappuntate da rinfrescanti note di piccoli frutti rossi e lampone, specie in chiusura.
Carbonica setosa.
Valutazione @avvinatore: buono
Vino Spumante Brut Metodo Classico ’13 Mèroe (sboccatura 2016)
alcool 13% - circa € 18
Tenuta Spinelli
www.tenutaspinelli.com
Ottenuto da uva Pecorino con sosta di 24 mesi sui lieviti, si presenta alla vista di color giallo paglierino luminoso, con riflessi dorati.
Perlage fine e persistente.
Naso invitante sui toni della pomacea, dei lieviti, della frutta tropicale.
In bocca viceversa è sferzante, fresco di frutto e di carica acidica, aggredisce la papilla con carbonica fitta, sapido con finale amarognolo.
Vino di spessore, più in stile Trento Doc che Franciacorta.
Valutazione @avvinatore: buono
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Metodo Classico Brut Millesimato ’10
(sboccatura 2016)
alcool 12% - circa € 18
Vallerosa Bonci
www.vallerosa-bonci.com
5 anni sui lieviti per questa etichetta della prestigiosa azienda di Cupramontana che a partire dagli anni ’80 ritroviamo tra i pionieri del rilancio spumantistico marchigiano da autoctono.
Alla vista si presenta giallo paglierino luminoso, con riflessi verdi.
Grana fine e persistente.
Naso imperniato su lieviti, frutta bianca, crosta di pane.
In bocca è dritto, deciso, su toni agrumati, anice, sfumature di frutto tropicale, richiami varietali ammandorlati.
Supportato da discreta carica acidica, appare quasi leggiadro nonostante la lunga permanenza sulle fecce fini.
Etichetta in pianta stabile tra le certezze spumantistiche regionali, anche in questa edizione 2010 a mio parere inferiore alla precedente.
Valutazione @avvinatore: ottimo

mercoledì 18 maggio 2016

Metodo Classico Brut Cuvèe '13 Mont'illi, Casale Vitali winery

Nella regione Marche, le province di Ascoli Piceno e Fermo non vantano grande tradizione spumantistica.
In questi ultimi anni il ricambio generazionale avvenuto in viticoltura ed esigenze di tipo commerciale, hanno prodotto maggiore sensibilità sulla tipologia, tant’è che risulta in continua crescita il numero delle aziende di questo territorio che si cimentano in produzione di Metodo Classico.
Una di queste aziende è Casale Vitali, piccola realtà a conduzione familiare, di antiche tradizioni mezzadrili risalenti agli anni ’70, oggi gestita dalla terza generazione perseguendo pratiche agricole a basso impatto ambientale ed estesa su 40 ettari di cui 20 di vigneto, 10 di frutteto ed il resto di ulivi, orto e seminativo.
Ci troviamo nel cuore della campagna marchigiana, nell’antico borgo medievale di Montelparo (Fm), a cavallo tra il Piceno e il Fermano.
I 20 ettari di vigneto coltivati esclusivamente con uve autoctone, danno una produzione media annua di 50.000 bottiglie.
L'azienda dispone di sito e-commerce per la vendita diretta on line.
Brut Metodo Classico Cuvèe ’13 Mont’illi ci pare un tentativo ben riuscito di recupero del gap storico che divide questo territorio da altri spumantisticamente più avanzati.
Ottenuto da uve Passerina 50% e Sangiovese 50%, con sosta di 25 mesi sui lieviti, si presenta alla vista di color giallo paglierino dorato, con fine e persistente perlage.
Bouquet di profumi intenso, con evidenze di crosta di pane e lieviti, poi sentori floreali, pera,  frutto a polpa bianca.
In bocca è citrino e minerale, su toni di frutta fresca, ananas e polpa d’agrume. 
Il sorso risulta gradevole, fruttato, con carbonica ben calibrata e non graffiante.
4.000 bottiglie prodotte.
Chiusura con cordoncino di canapa a serrare il sughero, in sostituzione della gabbietta metallica, a rimembrare tradizioni rurali arcaiche.
Casale Vitali
ad Artevinando 2016
Abbiamo avuto l'opportunità di testare questo vino spumante nel corso delle giornate dedicate alle degustazioni libere di sabato 14 e domenica 15 maggio, all'interno della 2^ edizione di Artevinando, una manifestazione costituita da cinque eventi eno-artistici diluiti tra i mesi di aprile e luglio, organizzata nel centro storico di Sant'Elpidio a Mare (Fm) dall'Associazione Culturale Di Arte in Vino.
Metodo Classico Brut  Cuvèe ’13 Mont’illi – alcool 12% - circa € 15 - sboccatura aprile 2016
Casale Vitali
http://www.casalevitali.it/