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domenica 17 dicembre 2023

Le Marche nel Bicchiere 2024, guida vini Ais Marche

La guida, giunta alla sedicesima edizione, illustra l'ampio panorama della produzione enologica marchigiana, con sezioni dedicate agli spumanti e ai vini passiti, ma anche ai vini da tartufo e agli oli monovarietali.
Uno strumento per conoscere il territorio e le sue eccellenze, con schede di analisi sensoriale di 627 vini e 55 oli, l'enogastronomia delle Marche in un comodo volume tascabile a meno di 10 euro.
Curatore: Associazione Italiana Sommelier Marche.
Elenco vini premiati col simbolo dell'eccellenza e del salvadanaio

martedì 17 luglio 2018

Champagne dalla tradizione alla scienza, il Metodo Classico.

Il Metodo Classico in libreria.
Bruno Duteurtre, ex direttore tecnico di una prestigiosa Maison di Champagne, fa il punto sul metodo classico, come lo intendono i francesi.
Libro molto scorrevole, benché un pò tecnico.
Destinato a coloro che desiderano comprendere meglio l’elaborazione del metodo classico, passo a passo.
Lo Champagne, dalla tradizione alla scienza, si rivolge agli enologi, ai produttori vitivinicoli, agli studenti in enologia, ma anche agli enoappassionati.
Dopo alcuni cenni storici, che permettono di comprendere la notorietà dello Champagne, sono trattati:
• la specificità della viticoltura in Champagne
• le varie fasi dell'elaborazione dei vini base e dei rosati: pressatura, fermentazioni ed assemblaggio
• le tappe dell'elaborazione del metodo classico illustrando chiaramente le fasi d’imbottigliamento, di presa di spuma, di affinamento su fecce fini in bottiglia, di remuage e di sboccatura
• i diversi elementi che contribuiscono alla particolare effervescenza e alla stabilità del cordone: vetro, bicchiere, temperatura di mescita, ecc.
• i descrittori utilizzati in degustazione, dai professionisti o dagli enoappassionati
• cenni sui vari metodi d'elaborazione dei vini effervescenti nel Mondo
• i problemi ambientali e di sviluppo sostenibile, relativi alla viticoltura e all'elaborazione del metodo classico
• una riflessione sull’evoluzione della filiera Champagne nei prossimi decenni.
Libro premiato dall'OIV (Organisation Internationale de la Vigne et du Vin).
Prima pubblicazione 2014.
Autore: Bruno Duteurtre
Pagine: 424
Prezzo di vendita: € 59
ISBN: 978-88-88792-12-5
Casa editrice Eno-One, in Reggio Emilia - Italia.
Disponibile alla vendita su
http://www.enoone.com/it/catalogo-libri-eno-one/champagne-dalla-tradizione-alla-scienza.html
(+ 4 € spese sped.) o da ordinare presso la vostra libreria di fiducia.
A proposito dell'Autore:
Bruno Duteurtre, ingegnere ENSAIA di Nancy, dopo un’esperienza in Kronenbourg (capo progetto in microbiologia), sviluppa e dirige in Moët & Chandon, per oltre 20 anni, il dipartimento R&S in vari settori: viticoltura, fermentazioni, affinamento su fecce fini, effervescenza e spuma.
A proposito della Casa Editrice:
Questa collana nasce dalla collaborazione con alcune case editrici straniere specializzate nel mondo del vino.
Le pubblicazioni propongono opere tematiche, sia in viticoltura che in enologia, che sintetizzano il patrimonio tecnico-scientifico attuale. Le opere a firma di prestigiosi autori (docenti, ricercatori o studiosi al livello internazionale), tradotte in italiano, sono tutte recenti. Sono un punto di riferimento per coloro che si occupano di vino o semplicemente ne sono appassionati.

venerdì 20 ottobre 2017

Vini da Scoprire in libreria, Thomas Niedermayr winery.

Pubblicato da Giunti Editore il libro “Vini da scoprire”, viaggio tra vignaioli e vini meritevoli di essere conosciuti: tra le mete consigliate il maso Hof Gandberg di San Michele Appiano, culla dei vini da varietà resistenti Piwi.
Sorprendenti da bere e ora anche da “leggere”.
256 pagine
€ 17
(on line GiuntialPunto.it)
Sono i vini altoatesini da uve resistenti di Thomas Niedermayr, da qualche giorno disponibili in libreria oltre che in enoteca o al ristorante.
E’ appena uscito infatti per i caratteri di Giunti il libro “Vini da scoprire – La riscossa dei vini leggeri”, sequel del fortunato successo editoriale dello scorso anno firmato dai tre talent scout enoici Armando Castagno, Giampaolo Gravina e Fabio Rizzari.
Tra i vini consigliatissimi nel libro ci sono quelli del viticoltore di Appiano sulla Strada del vino (BZ), che a 500 metri d’altitudine coltiva i vitigni Piwi, incroci naturali tra viti europee e varietà americane e/o asiatiche capaci di difendersi dalle malattie funginee e consentire così una viticoltura quasi sempre libera da ogni trattamento.
A distanza di dodici mesi dal primo libro, nella nuova pubblicazione, come sottolinea il riferimento ai vini leggeri contenuto nel sottotitolo, gli autori hanno focalizzato la loro attenzione su vini spesso freschi e di pronta beva, talvolta più complessi ma sempre particolarmente agili e spontanei.
Thomas Niedermayr
nella vigna Souvignier Gris
Un elogio all’eleganza e alla bevibilità che trova tra i suoi migliori interpreti il T.N. 06 Piwi Weiss di Thomas Niedermayr, ottenuto dal vitigno Souvignier Gris e definito nel libro “un bianco di poderosa energia, incredibilmente luminoso e contrastato, pieno di succo, dal finale lunghissimo e di cristallina purezza”.
Facendo uno strappo al canovaccio del libro, che propone un vino per cantina, le pagine dedicate al viticoltore altoatesino suggeriscono l’assaggio di altri due vini di sua produzione capaci di conquistare gli autori nel loro peregrinare tra vigneti italiani alla ricerca di bottiglie da raccontare: il Pinot Bianco T.N. 76 e il bianco macerato T.N. 06 Abendrot.
info Thomas Niedermayr Hof Gandberg, cenni storici vitigni Piwi, schede degustazione vini:

lunedì 3 aprile 2017

Il Piceno e il Pecorino, Slow Food editore.

Sabato 1 aprile 2017 a Sant'Elpidio a Mare (Fm) abbiamo partecipato alla presentazione del libro "Il Piceno e il Pecorino" edito da Slow Food e realizzato su iniziativa del Consorzio Vini Piceni.
L'incontro ha inaugurato la stagione 2017 di Artevinando (cartellone di eventi curato dall’associazione culturale Di Arte In Vino di Sant’Elpidio a Mare, nelle Marche), i cui prossimi appuntamenti sono previsti per sabato 6 maggio, sabato 13 maggio, domenica 14 maggio, sabato 8 luglio.
www.artevinando.com
info@diarteinvino.com
Nel corso del convegno, hanno relazionato:
-Giorgio Savini e Paola Cocci Grifoni, presidente e vice presidente Consorzio Tutela Vini Piceni
-Armando Falcioni, direttore Consorzio Tutela Vini Piceni
-Francesco Quercetti, curatore Marche Guida Slow Wine
-Marino Calvigioni, presidente associazione Di Arte in Vino
La discussione ha preso lo spunto dal libro, per inquadrare l'attività del Consorzio Vini Piceni, per ripercorrere la storia del vitigno Pecorino nelle Marche ed indicarne le prospettive.
Il Consorzio Vini Piceni è l'organismo cui spetta per legge l'attività di tutela e promozione delle denominazioni di riferimento: Falerio Doc, Falerio Pecorino Doc, Rosso Piceno o Piceno Doc, Terre di Offida Doc, Offida Docg.
La sua attività inerisce quindi al territorio marchigiano dell'ex provincia di Ascoli Piceno, oggi corrispondente per estensione a quelle di Fermo e di Ascoli Piceno.
In un territorio che ha storicamente prediletto gli uvaggi e per giunta a vocazione rossista come oggettivamente è sempre stato il sud della regione Marche, l'ampliamento della superficie vitata a Pecorino avvenuto in questi ultimi anni, se non altro fotografa il cambiamento di stile produttivo, oggi più rivolto all'esaltazione dei vini da monovitigno; al contempo però testimonia la rapida scalata delle produzioni verso i vertici della piramide qualitativa, poichè nell'arco di poco più di vent'anni si è passati dalla categoria più bassa di Vino da Tavola al riconoscimento della Docg.
Volendo fare un breve excursus, possiamo dire che furono Teodoro Bugari (pioniere dell'Associazione Italiana Sommelier nella regione Marche) e Guido Cocci Grifoni (fondatore dell'omonima azienda vinicola di Ripatransone) a riesumare negli anni '80 questo vitigno semi-abbandonato in quanto precoce e poco produttivo, ma che al Cocci Grifoni interessava come uva da taglio e migliorativa del Falerio Doc (la denominazione istituita nel 1975 prevede nell'uvaggio Trebbiano massimo 50%, Passerina massimo 30%, Pecorino massimo 30%, eventualmente altre uve a bacca bianca autorizzate nella zona per un massimo del 20%)
Esattamente nel 1982 a Pescara del Tronto (AP), tristemente balzata alle cronache per le vicende del terremoto agosto/ottobre 2016 in centro Italia, Guido Cocci Grifoni su invito e stimolo di Teodoro Bugari, individuò e selezionò le vigne produttive da cui poi trasse le marze che l'anno successivo portò nella sua azienda a Ripatransone per innestarle su piante di Passerina, per metà esposte a sud e per metà a nord.
Fu da quest'ultime che nel 1987 nacque il primo vigneto di Pecorino.
La dislocazione delle piante in zona di montagna favorì tale progetto di recupero, poichè l'epidemia di fillossera non arrivò in altura e risparmiò le piante a piede franco trovate negli anni '80 a Pescara del Tronto a 676 metri sul livello del mare; tali piante successivamente si acclimatarono in zona collinare adeguatamente esposta, a circa 250 metri di altezza.
Nel 1990 uscirono sul mercato le prime bottiglie di Pecorino classificate come Vino da Tavola, però con anno di vendemmia in etichetta, operazione non consentita dalla normativa; ciò portò paradossalmente l'azienda Cocci Grifoni che così bene aveva operato al servizio della biodiversità, al pagamento di sanzioni amministrative, non proprio beneauguranti, in occasione dell'esordio del nuovo vino.
Fu solo dal 1997 con l'istituzione dell'Indicazione Geografica Tipica (Marche Igt) che si potè scrivere l'annata in etichetta, ma il processo di sviluppo era ormai stato avviato e continuò inesorabile negli anni successivi con l'istituzione della Doc nel 2001 e della Docg nel 2011.
L'uva Pecorino presenta parametri alti per ciò che concerne ph, acidità, grado zuccherino e produce vini adatti all'invecchiamento, esprimendosi al meglio ad almeno un anno dalla vendemmia.
Ciò è sintomatico di potenziale notevole, tuttavia impegnativo, difficilmente domabile.
Allo scopo di risolvere le criticità legate al suo ricco bagaglio cromosomico, si è proceduto nel tempo ad una serie di sperimentazioni, volte ad arrotondare, a smussare le pungenze, inizialmente affidandosi alla cantina e ai legni, per poi indirizzarsi sulle vendemmie precoci e su una rimodulazione del rapporto tra operazioni di vigna e di cantina, in modo da non snaturare i caratteri varietali.
Il lavoro e la sperimentazione hanno portato ad avere oggi un quadro più chiaro.
Lo stesso confronto tra i relatori del convegno elpidiense ha permesso di inquadrare persino alcune prospettive di sviluppo.
Ad esempio oggi si comincia a sentire l'esigenza di qualche integrazione o rivisitazione dei disciplinari di produzione, sia per quanto riguarda il tema della differenziazione delle zone di produzione all'interno della macro area Piceno/Fermana, sia per quanto riguarda l'eventuale creazione di una tipologia nobile come ad esempio potrebbe essere la tipologia Riserva, commercializzabile a non meno di un anno dalla vendemmia; questa seconda operazione avrebbe lo scopo di contemperare le oggettive esigenze di mercato con la capacità d'invecchiamento propria della tipologia, posto che l'attuale disciplinare non tiene nel dovuto conto questo aspetto, nel momento in cui permette la commercializzazione già dalla primavera dell'anno successivo alla vendemmia.
Il Piceno e il Pecorino
pagine 155
€ 22
Slow Food Editore
coautori:
Antonio Attorre
Francesco Quercetti
Leonardo Seghetti
Maurizio Silvestri
Il libro non è in vendita in libreria, ma può essere richiesto a Slow Food Editore.
www.slowfood.it
bookstore@slowfood.it
Tel +39 0172 419763

giovedì 1 dicembre 2016

Il grande viaggio nel vino italiano, Slow Food editore.

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi di Staffolo ne “Il grande viaggio nel vino italiano”.
Esce il libro di Slow Food con 26 storie di eccellenza che raccontano il futuro dell’enologia del paese.
A rappresentare le Marche è la cantina La Staffa del giovanissimo Riccardo Baldi
comunicato stampa Italia nel Bicchiere
Ventisei tappe in altrettante aziende vitivinicole italiane d’eccellenza per raccontare il presente e il futuro dell’enologia del nostro paese.
E’ il percorso raccontato nel volume “Il grande viaggio nel vino italiano" (Slow Food Editore), che esce in questi giorni in libreria e racconta anche un angolo vocato delle Marche.
A rappresentare la regione del Verdicchio e del Pecorino, della Lacrima di Morro d’Alba, del Montepulciano e degli altri vitigni autoctoni dal grande potenziale distribuiti dal Metauro al Piceno è stata scelta l’azienda agricola La Staffa di Staffolo (Ancona) guidata da ventiseienne Riccardo Baldi.
Nel libro viene riscostruita la storia di Baldi, soprannominato “l’enfant prodige di Staffolo”, dal primo passo fatto nella vigna di famiglia avvenuto soli cinque anni fa, fino ai riconoscimenti nazionali e internazionali ottenuti con i due Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore “La Staffa” e “Rincrocca”, capaci di scalare le classifiche delle principali guide e riviste del settore in Italia, Stati Uniti e Inghilterra.
E’ stata davvero una bella sorpresa scoprire di essere stato scelto come azienda simbolo della crescita e delle prospettive dell’enologia marchigiana – commenta felice Riccardo Baldi – ed è un’importante iniezione di fiducia per proseguire lungo la strada intrapresa. Il mio Verdicchio si può riassumere con tre aggettivi: artigianale, biologico e classico. Il rispetto della tradizione e della natura, uniti a minimi interventi in vigna e in cantina, sono il modo in cui cerco di fare esprimere in pienezza il territorio di Staffolo in ogni bottiglia”.
Nel capitolo del libro in cui si parla delle Marche non mancano anche i riferimenti ad alcuni personaggi noti dell’enogastronomia locale, dal vignaiolo Lucio Canestrari della Fattoria Coroncino (sempre a Staffolo) al ristoratore Andrea Tantucci della Trattoria Gallo Rosso di Filottrano (An).
Il grande viaggio nel vino italiano
Pagine: 368
Prezzo al pubblico: € 29,90
Prezzo online: € 25,42
Prezzo soci Slow Food: € 23,92
Shop on line:
http://www.slowfoodeditore.it/it/slowbook/il-grande-viaggio-nel-vino-italiano-673.html

martedì 12 luglio 2016

Vigne Surrau, cinema in cantina e romanzo d'autore.

Le Cantine Surrau sono liete di invitarvi alla presentazione in anteprima del nuovo romanzo di Fabio Columbano “La Spiaggia del Principe”, venerdì 15 Luglio alle ore 19:00.
La Costa Smeralda, appena nata, fa da sfondo all'amore tanto impetuoso quanto tormentato tra James e Maria. Due mondi a confronto nella Sardegna degli anni '60.
Fabio Columbano è nato a Sassari nel 1969 e vive a Telti (OT).
“La Spiaggia del Principe” (2016) è il suo secondo romanzo dopo quello d’esordio: “Arrivederci, Tavolara” (2015).
L'estate di Vigne Surrau continua con tante iniziative all'insegna dell'intrattenimento e della cultura: cinema e concerti sotto la magia del cielo estivo, presentazioni di libri e vernissages, il tutto accompagnato dai vini Surrau.
Fino al 22 luglio inoltre, nella art gallery delle Cantine sará possibile ammirare una sintesi del miglior genio creativo sardo: gli oggetti d'arredo disegnati da Roberto Virdis e realizzati dagli artigiani di Mogoro Luigi e Vincenzo Casu; "House for sale", la mostra di opere del fotografo Tore Ligios e dalla pittrice Narcisa Monni; le sculture in ceramica dai bagliori metallici della collezione "Terremerse", di Mauro Scassellati e Teresa Addis, realizzate con la tecnica del bucchero.
Per info e prenotazioni:
Surrau società agricola
S.P. Portocervo Arzachena Km 1,
07021 Arzachena (OT)
Sardegna - Italia
+39 0789 82933
accoglienza@surrau.it
www.vignesurrau.it

domenica 22 maggio 2016

Epistenologia in Terroir Marche Vini e Vignaioli Bio

"Epistenologia - il vino e la creatività del tatto" edito da Mimesis, è il libro scritto da Nicola Perullo professore associato di Estetica all’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, che lo stesso autore, introdotto da Alessandro Morichetti collaboratore di varie testate on line di settore, ha presentato sabato 21 maggio 2016 ad Ascoli Piceno nel corso della seconda edizione di "Terroir Marche - Vini e Vignaioli Bio in Fiera".
Il libro teorizza un approccio diverso al vino, nella ricerca di modelli di consumo nuovi.
Di fronte a decenni di dominio incontrastato di assolutismo enoico, con bottiglie vivisezionate in rigide schede di assaggio e gusto ridotto a valore numerico, l'autore propone un approccio di tipo emozionale equiparabile all'incontro con una persona, non tanto come sostitutivo del sistema valutativo vigente, quanto piuttosto come opzione possibile a disposizione del consumatore.
L'idea di fondo sarebbe quella di togliere un po' d'intellettualità e aggiungere emozione all'atto degustativo, in considerazione del fatto che il vino per sua natura ci cambia, ci trasforma, consente di relazionarci.
L'assaggio quindi diventa un'estensione del rapporto individuale, un percorso personale sul vino non più inteso come oggetto da misurare.
Epistenologia quindi, intende essere il passaggio dal sapere sul vino al sapere con il vino, liberando il giudizio nell'immaginazione.
Acquisto on line € 8,50:
http://www.ibs.it/perullo-nicola/epistenologia-vino-creativita.html

La tesi proposta potrebbe in un primo momento destare delle perplessità; tuttavia a ben riflettere, rivela connotati oserei dire rivoluzionari, in quanto pur partendo da un dato certamente circoscritto come la sollecitazione emozionale dell'individuo indotta dall'assaggio, in realtà svela una progettualità di larga scala, volta a sperimentare percorsi formativi per un nuovo tipo di consumatore emozionalmente partecipe e su questa base provare poi a scardinare i modelli consumistici vigenti, imposti dal mercato e incancreniti su standard qualitativi sempre più bassi.
Nel corso dell'incontro abbiamo avuto la possibilità di applicare tali teorie emozionali, all'assaggio di ben 11 Vini Biologici bianchi, rossi e rosè, delle aziende aderenti al Consorzio Terroir Marche http://www.terroirmarche.com/
Parte dei vini degustati:
1) Metodo Classico Extra Brut da uve Verdicchio, Liana Peruzzi
2) Marche Passerina Igt '15 Chicca, Pantaleone
3) Offida Pecorino Docg '15, La Valle del Sole
4) Offida Pecorino Docg '14 Donna Orgilla, Fiorano
5) Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Doc '14, Col di Corte
6) Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva Docg '13 San Paolo, Pievalta

mercoledì 30 marzo 2016

Enografia dentro e fuori il bicchiere, incontro con Gianmarco Navarini.

I mondi del vino: Enografia dentro e fuori il bicchiere - ovvero "Dal vino come opera d'arte al linguaggio come senso del gusto".
Incontro con il sociologo Gianmarco Navarini autore per "Il Mulino" del libro
I MONDI DEL VINO.
Seminario Extra Program dell'Executive Master WEM4.
Venerdì 8 aprile 2016 h 16:30
PALAZZO della RICERCA e della CONOSCENZA - sala seminari Fondazione Edmund Mach - San Michele all'Adige (TN).
Entrata libera, registrazione obbligatoria.
Il seminario avrà come fuoco principale gli elementi che compongono la fenomenologia sociale del mercato, quali ad esempio: i processi culturali di differenziazione dei mondi del consumo e della produzione, lo sviluppo dei legami tra i sistemi di classificazione del vino come prodotto e le classificazioni sociali dei consumatori (dai consumatori agli appassionati ai wine snob), i discorsi differenziali sulla definizione della qualità nel mercato, il linguaggio dei sensi e la comunicazione del gusto.

Rotondo, ovvero morbido, levigato, avvolgente: nella nuova cultura dei consumi il vino non si beve, si degusta.
Alle prese con un linguaggio sempre più tecnico ed esoterico, gli enofili cercano di muoversi con disinvoltura fra terroir e crus, giurie e sommelier, wine auctions e classificazioni, degustazioni e concorsi, vini quotidiani ed etichette dal valore astronomico, oltre che – naturalmente – tra vigne e cantine.
Se il filo conduttore è il piacere della conoscenza, la ricerca dell’eccellenza e l’amore per la qualità, molteplici sono gli approcci: il vino è passione, hobby, educazione al gusto, così come studio, lavoro, profitto, distinzione sociale, e anche arte, collezione e comunicazione.
Accompagnandoci nell’esplorazione dei tanti e sfaccettati mondi del vino, il libro illustra quel grande racconto sociale che sottende la nuova cultura del bere nei suoi tratti qualificanti, mode e snobismi compresi.
Perché se un buon connaisseur sa tutto dell’annata migliore, un wine snob conosce il nome del cantiniere.

PRENOTAZIONE LIBRO: è possibile prenotare copia del libro, che verrà consegnato dall'autore al termine del seminario, al prezzo scontato di € 13,00.
IMPORTANTE: Al termine dell'incontro verrà estratto un numero di codice iscrizione dei partecipanti e assegnato un libro gratis.

Gianmarco Navarini: insegna Sociologia della cultura ed Etnografia nell’Università di Milano-Bicocca. Fra i suoi libri: «Le forme rituali della politica» (Laterza, 2001), «L’ordine che scorre: introduzione allo studio dei rituali» (2003) e «Teorie dell’azione sociale: i classici» (2005), pubblicati da Carocci.
L'evento si terrà all'ora, data e località seguenti:
Venerdì 8 aprile 2016 dalle 16:30 alle 19:00 (CEST)
Fondazione Edmund Mach - Palazzo della Ricerca e della Conoscenza Via Mach, 1 38010 San Michele all'Adige (TN).
web: www.fmach.it

post correlato:
http://das-kabarett.blogspot.it/2016/03/gianmarco-navarini-i-mondi-del-vino.html

venerdì 8 gennaio 2016

Il Verdicchio fra Jesi e Matelica, presentazione e degustazione.

"Un vino rosso...travestito da bianco."
Così viene spesso definito il Verdicchio.
Ne parleremo con Francesco Annibali che presenterà il suo ultimo libro:
"Il Verdicchio fra Jesi e Matelica".
Durante la serata degusteremo insieme alla sommelier Ines Laubbichler, un Verdicchio di Matelica (Collestefano) e un Verdicchio di Jesi (La Staffa).
Saranno presenti i produttori.
Siete tutti invitati a partecipare.
Sabato 16 gennaio 2016 alle ore 17:30
Civica Enoteca Maceratese
Corso della Repubblica 51, 62100 Macerata
tel: 0733 234399
email: info@enotecamaceratese.it

lunedì 27 luglio 2015

Atlante Geologico dei Vini d’Italia

Presentato ad Expo Milano 2015 nella prima decade del mese di luglio
l'Atlante Geologico dei Vini d’Italia
edito da Giunti e realizzato con la collaborazione del CREA Viticoltura ed Enologia.
Una guida per esperti e non, che scopre le relazioni tra vitigno, terreno e fattori climatici.
"Il testo ha come obiettivo di portare ad una platea molto ampia di appassionati e di tecnici la conoscenza delle caratteristiche geologiche e pedologiche dei suoli viticoli italiani e le ricadute che hanno sulle caratteristiche dei vini", spiega Attilio Scienza, titolare della cattedra di Vitivinicoltura all'Università Statale di Milano e tra i massimi studiosi al mondo della vite e del vino. "La nostra ricchezza di vini non è paragonabile a quella di nessun altro Paese. Il segreto va ricercato nella varietà di suoli a cui si affianca una grande diversità di viti, tradizioni e costumi".
Il volume, frutto di un lavoro decennale che ha messo assieme le competenze di geologici, enologi e viticoltori, è un viaggio attraverso l'Italia e le sue peculiarità geologiche.
La Penisola ha una storia travagliata, costellata di vulcani, frizioni tra placche, innalzamenti di montagne e di fondali marini.
In ogni regione si trovano terreni differenti che rendono unico il vino lì prodotto.
L'Atlante, spiegano gli autori Attilio Scienza (Università di Milano), Diego Tomasi e Federica Gaiotti (Crea Viticoltura e Enologia), Federico Graziani (Sommelier) mentre alla parte suolo e clima hanno contribuito la geologa Alessandra Giorgianni (Università di Palermo), il cartografo Paolo Carnevali e l'agronomo Luigi Mariani (Università di Milano), vuole essere uno strumento operativo per contrastare la banalizzazione del gusto ed evitare che il vino diventi una bevanda alcolica senz'anima, uniforme e artificiale.
ATLANTE GEOLOGICO DEI VINI D'ITALIA
Vitigno, suolo e fattori climatici
Giunti - Firenze 2015
Attilio Scienza, A. Giorgianni, D. Tomasi, F. Gaiotti, F. Graziani, L. Mariani, P. Carnevali
Euro 40,80 su Amazon
http://www.amazon.it/Atlante-geologico-dei-vini-dItalia/

venerdì 3 luglio 2015

Dieta Mediterranea, Pro Loco in Festa 2015

Giovedì 2 luglio nel corso della 15^ edizione di Pro Loco in Festa a Porto San Giorgio (Fm)
convegno sul tema:
"La Dieta Mediterranea - Alimentazione e Turismo"
a cura del Laboratorio Piceno della Dieta Mediterranea,
con la partecipazione delle delegazioni provinciali Unpli Marche.
L'evento ( programma Pro Loco in Festa 2015: https://vinidiconfine.blogspot.com/2015/06/pro-loco-in-festa-2015-porto-san-giorgio.html )
è stato un excursus sulle origini della Dieta Mediterranea e sul ruolo che le Pro Loco oggi assumono come sue custodi a livello locale e come referenti di Unesco a livello internazionale.
Ricordiamo infatti che dal novembre 2010 con delibera dell'Unesco, la Dieta Mediterranea è diventata patrimonio immateriale dell'umanità.
La storia ebbe inizio nel secolo scorso, verso la metà degli anni '40, allorquando il fisiologo statunitense Ancel Keys intraprese un percorso scientifico volto a spiegare le ragioni della diversa aspettativa di vita in relazione agli Stati d'appartenenza.
Nel 1953 prese il via lo studio "The Seven Countries Study", al quale collaborarono una ventina di scienziati, tra cui il marchigiano Flaminio Fidanza originario di Magliano di Tenna (Fm), un personaggio purtroppo semisconosciuto al giorno d'oggi, ma che con Ancel Keys possiamo considerare come l'ideatore della Dieta Mediterranea.
"The Seven Countries Study" era uno studio medico sulla frequenza della mortalità per infarto in 16 differenti aree geografiche tra cui la città marchigiana di Montegiorgio (Fm) ed è ancor oggi a regime, poichè le rilevazioni statistiche sulla popolazione proseguono ad oltre 50 anni di distanza dall'inizio lavori.
Dallo studio risultò un aumento di mortalità in misura proporzionale al consumo di grassi saturi nelle diete alimentari e parallelamente un aumento dell'aspettativa di vita in territori posti al di sotto del 44° parallelo mediterraneo, dove diffusa era la coltivazione dell'olivo e minore il consumo di grassi saturi: da questa connotazione geografica il nome "Dieta Mediterranea".
Il fattore geografico non è quindi irrilevante nel concetto di Dieta Mediterranea, viceversa ne è parte integrante, così come lo sono la sostenibilità economica e quella ambientale, la frugalità, le competenze, la ritualità, la convivialità e la tradizione.
Tutto concorre a creare un concetto articolato di Dieta Mediterranea che va oltre il cibo e diventa stile di vita.
A testimoniare l'attrattività che questo modello esercita presso gli stati esteri, basta ricordare che persino l'amministrazione Obama lo ha proposto come linea guida per l'alimentazione Usa odierna e prossima ventura.
Bibliografia:
"Dieta Mediterranea - il Tempio della Sibilla"
Autore: Lando Siliquini
Editore: Albero Niro, collana Esperidi
http://siliquini-lando/dieta-mediterranea-tempio.html

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mercoledì 22 gennaio 2014

Il Grande Libro dei Rum presentato a Montegranaro.

Presentazione de "Il Grande Libro dei Rum" di Davide Staffa, sommelier vice campione italiano AIS WSA nel 2009.
comunicato stampa Ais Marche delegazione di Fermo
Sabato 25 gennaio la Delegazione di Fermo di AIS Marche, la Tavoletta delle Marche del Sud della Compagnia del Cioccolato, il gruppo editoriale Degusta e la Campari, organizzano a Montegranaro (FM) presso il Ristorante Villa Bianca in contrada Santa Leandra 355 (tel. 0734 893696), la 14^ tappa del Tour nazionale per la diffusione della cultura del rum e la promozione de "Il Grande Libro dei Rum" di Davide Staffa.
Dopo il saluto di Degusta editore, Davide Staffa autore del libro, ci guida alla scoperta dell'arte della degustazione dei rum, esercitandoci con il Rum Appleton: rum jamaicano distribuito in Italia dalla Campari, nelle versioni 5 anni, 12 anni e 21 anni.
Gilberto Mora, presidente dell'associazione nazionale "Compagnia del Cioccolato" ci guida all’abbinamento con il cioccolato: origine Cuba di Maglio, origine Venezuela di Domori, Spalmabile Gianera di Slitti.
A conclusione della degustazione: Cocktail Daiquiri.

La presentazione è gratuita ed inizierà alle ore 19,00.

Al termine si potrà gustare una cena a buffet predisposta da “Ristorante Villa Bianca”: il corrispettivo è da versare direttamente al ristorante.

Per maggiori informazioni e prenotazioni per il RUM TOUR:
Gianni Strovegli
tel: 347 2731660
email: gianni.strovegli@libero.it

sabato 7 gennaio 2012

Roma Caput Vini

Il libro edito da Mondadori, è allo stesso tempo un compendio delle vicende storiche dell’Impero Romano ed un’analisi delle ragioni che nei secoli immediatamente precedenti e successivi la nascita di Cristo, hanno portato l’Impero ad essere artefice principe della diffusione della viticoltura in Europa.
Sulla base di esami genetici sulle viti, elaborati dai prof. Attilio Scienza dell’università di Milano e Carol Meredith dell’università di Davis in California, in sinergia con altrettanto mirate ricerche storico/archeologiche, si può affermare che i vitigni coltivati oggi in Europa, non sono altro che i pronipoti dell’unico vitigno impiantato circa duemila anni fa per decisione dell’imperatore Probo, nei territori conquistati dalle legioni: il cosidetto “Heunisch”, così chiamato perché proveniente dal territorio abitato dagli Unni.
E’ questa la tesi che dà impulso al volume.
L’analisi dell’autore sulle ragioni che hanno determinato la diffusione della vite nell’intero Impero Romano (dalla Pannonia, alla Britannia, all’Hispania), si risolve sostanzialmente nella sottolineatura delle motivazioni eminentemente politiche alla base del processo.
Di fatto la vite, portata e impiantata dai centurioni nei territori annessi all’Impero, rappresentò l’emblema della “pax romana” che, nel segno del “hic manebimus optime”, vide i romani costruire nei territori conquistati, infrastrutture di servizio, di svago e nelle campagne impiantare colture come la vite, proprio a testimonianza di essere potenza dominante, duratura e stabile in quei luoghi.
Dunque la viticoltura risultò essere uno degli strumenti di espansione imperialista della romanità nei territori.

Su questa base inoltre, l’autore pone in rilievo come l’insieme degli aspetti complessi e variegati che costituivano il nucleo della strategia imperialista dei romani, sia stato preso a modello dagli Stati Uniti d’America molti secoli dopo, nell’intento di realizzare un’operazione di espansione economica e politica oltre i suoi confini (emblematico a tal proposito il parallelismo tra Probo e Ronald Reagan).
In questo modo il libro trova gradualmente la sua vera fisionomia.
Di fatto ogni paragrafo tende a focalizzare le sintonie e i punti di contatto, solo raramente le differenze, tra due Imperi così distanti nel tempo, ma così vicini nel modus operandi espansionista.

Al di là della supposta polemica tra Francia e Italia, sulla primogenitura della coltivazione della vite, da cui il libro teoricamente prende lo spunto a detta dell’autore stesso, a me pare invece che sia proprio questo della concatenazione tra due entità imperialiste, l’aspetto più interessante dell’opera: ovverossia la lettura di vicende recenti o contemporanee, messe in rapporto e spiegate con la storia dell’Impero Romano.

Oltre questo aspetto basilare che connota soprattutto la prima parte dell’opera, ma che in realtà è a mio avviso il suo filo conduttore principe, il volume allarga gli orizzonti e spazia su tematiche vinicole anche oltre l’Europa, destina uno spazio ad una ricerca etimologica sui nomi di vini e vitigni ed è fonte documentale storica di usi, costumi e miserie dell’era romana.

Roma Caput Vini - pag. 216 - € 18
Autori:
Giovanni Negri (giornalista, scrittore, produttore vinicolo nelle Langhe piemontesi, ex segretario del partito radicale ed ex parlamentare)
Elisabetta Petrini (laureata in scienze internazionali e diplomatiche all’università di Bologna e in economia, istituzioni e finanza all’università di Roma).
Edizioni Mondadori