Visualizzazione post con etichetta Vigneti Santa Liberata. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Vigneti Santa Liberata. Mostra tutti i post

martedì 2 giugno 2026

Birra bionda Monovasia, Agri Birrificio Jester

Birra bionda Monovasia, birrificio agricolo Jester.
Stile IGA (italian grape ale).
Prodotta da azienda agricola biologica Porziuncola di Morlacca Erri, Agri Birrificio Jester con sede in 63848 Petritoli (Fm), distribuita e cooprodotta da Vigneti Santa Liberata con sede e punto vendita in Via Nazionale 194 a Lido di Fermo, 63900 Fermo (Fm).
Info e tasting.
Birra bionda di alta fermentazione, brassata con malto aziendale, arricchita di luppolo, lieviti e mosto di uva Malvasia, secondo lo stile IGA che unisce due antiche tradizioni contadine, la vinicola e la brassicola.
Aspetto: colore giallo dorato con una delicata velatura.
Bouquet e sapori: sentori di malto e del mosto d’uva che la caratterizza, con profili di fiori bianchi, frutta a pasta gialla e tropicale, poco luppolata quindi con tratto amarotico basso, carbonazione medio alta per conferire leggera effervescenza e piacevole freschezza finale.
Abbinamenti: primi piatti, tagliere di formaggi, fritti, pesce, pizza.
Ingredienti: acqua, malto d’orzo, mosto d’uva vitigno malvasia, luppolo, lievito.
Temperatura: 5-7 °C.
IBU (acronimo di International Bitterness Unit, la scala internazionale impiegata per misurare l’amaro di una birra) 17 (media IGA tra 10 e 30).
Stile: Iga (italian grape ale), riconosciuto ufficialmente in Beer Judge Certification Program (BJCP) nel 2015. 
ABV: 5%
Bottiglia: 33 cl. e 75 cl.
La birra stile IGA (Italian Grape Ale) è uno stile birrario italiano unico, che fonde birra e vino grazie all'aggiunta di mosto d'uva, in questo caso mosto d'uva Malvasia di Vigneti Santa Liberata.
You Tube short:

martedì 14 ottobre 2025

Autoctoni in degustazione a Fermo, Di Uva in Vino 2025

Nell'ambito dell'edizione 2025 di "Di Uva in Vino" svoltasi domenica 12 ottobre in Piazza del Popolo a Fermo, manifestazione che da una decina d'anni celebra la vendemmia nell'areale Fermano, degustazione guidata a cura dei sommeliers di Ais Marche delegazione di Fermo.
Il tema di quest'anno è stato: "Il territorio nel calice: gli autoctoni".
Abbiamo degustato quattro vini da uve Malvasia, Passerina, Sangiovese, Montepulciano, prodotti da altrettante cantine della provincia di Fermo, con sede legale rispettivamente a Lido di Fermo, Fermo, Sant'Elpidio a Mare, Montegiorgio.
Marche Igt Malvasia 2024 Dugnet, Vigneti Santa Liberata
12,5% vol.
Giallo paglia luminoso, tendente al giallo oro.
Mediamente complesso, ma intenso al gusto e all'olfatto, esalta il tratto varietale semiaromatico.
Troviamo note fruttate e floreali, frutta gialla e tropicale, pesca nettarina, delicate aspersioni che ricordano ginestra e biancospino.
Va accompagnato su preparazioni non troppo strutturate, su cucina di mare, antipasti, linguine allo scoglio.
Marche Igt Passerina 2021 Chrisor, Cantina Ortenzi
12,5% vol.
Lo stile aziendale predilige caratteri evoluti su tutta la gamma; non fa eccezione questa Passerina, sottoposta a modalità di vinificazione piuttosto insolite per la tipologia, ma finalizzate ad arricchire il quadro.
Vinificato in acciaio, matura 6 mesi in rovere, più ulteriori 18 mesi d'affinamento in bottiglia.
Appare giallo oro carico, sfodera note di frutta gialla macerata, che arriva fino al frutto a guscio, appaiono note eteree e di surmaturazione, cera d'api e cera lacca, fiori gialli e ginestra; chiusura rinfrescata dalla carica acidica.
Un vino che sembra ammiccare a stili produttivi praticati in passato dai viticoltori locali.
Pasticceria salata, crescia e ciauscolo.
Marche Igt Sangiovese 2020 Abalone, Agostino Romani
14% vol.
Matura 18 mesi in barrique, appare rosso rubino carico, brillante.
Intenso e complesso al naso, esprime in questa fase toni surmaturi, frutto nero macerato, prugna matura, humus, grafite, in misura minore spezie dolci, cannella, tabacco biondo.
In bocca la carica acidica galoppa, le sensazioni sono meno austere, virano sull'amaricante, su frutto rosso e ribes, la piega edulcorata tende ad incrementarsi, il quadro ne beneficia in succosità e freschezza.
Carni alla brace.
Marche Rosso Igt 2020 Furnace, La Pila
14,5% vol.
Ottenuto da uve Montepulciano, matura 24 mesi in rovere piccolo, più ulteriore affinamento di almeno 6 mesi in bottiglia.
Appare rosso rubino carico, impenetrabile, consistente, con unghia violacea sul bordo.
Vino di notevole struttura, oserei dire poderoso, forse deborda nell'impetuoso, ma nell'intento di esaltare il tratto varietale.
I caratteri sono quelli riconducibili ai Montepulciano da invecchiamento: il frutto nero stramaturo, la marasca sotto spirito e in confettura, le spezie dolci, le note vanigliate da legno piccolo, i tannini impetuosi ma bene assorbiti.
Quadro di grande complessità e sapido, arricchito da note terziarie che ricordano la nocciola tostata e il rabarbaro.
In abbinamento su brasati e lunghe cotture, selvaggina da pelo.

lunedì 14 ottobre 2024

Vini rosati made in Marche, Fermano area

Nell'ambito dell'edizione 2024 di "Di Uva in Vino" svoltasi domenica 13 ottobre in Piazza del Popolo a Fermo, manifestazione che da una decina d'anni celebra la vendemmia nell'areale Fermano, degustazione guidata a cura dei sommeliers di Ais Marche di vini rosati locali.
Cinque declinazioni di rosato, diverse per tipologia di vino, per varietà di uva, per cromatismi.
A proposito di quest'ultimo aspetto, occorre precisare che la nuova scheda analitico descrittiva Ais in vigore da qualche mese, prevede tra l'altro ben cinque categorie di rosati (fiori di pesco, ramato, salmone, corallo, peonia) in tonalità di rosa crescente, dalla più tenue alla più carica; tale nuova classificazione ha sostituito quella tradizionale (rosa tenue, rosa cerasuolo, rosa chiaretto).
Colle Monteverde Rosè Brut 2022 Uvè
Terrapremiata
Ottenuto da uve Pinot Nero 80% e Chardonnay 20%.
Metodo Charmat Martinotti lungo, 8-9 mesi in autoclave prima dell'imbottigliamento, appare rosa tenue (fiori di pesco nella nuova classificazione).
Fine perlage, piuttosto persistente.
Vino spumante delicato, su accenni di lieviti e croissant, toni floreali e fruttati, glicine e lampone, piccoli frutti rossi, fragoline.
Scorrevole al palato, setoso, elegante.
Vino d'entrèe.
Marche Igt Rosato 2022 Trecentoventisei
Castrum Morisci
Trecentoventisei identifica la parcella di vigneto da cui provengono le uve.
Ottenuto da uve Sangiovese, vinificato in acciaio, appare di colore quasi ramato.
La freschezza non particolarmente marcata al palato, rivela una tendenza all'evoluto; appaiono note cremose, pasticceria, frutto rosso e nero, note vegetali d'erbette aromatiche.
Marche Igt Rosato 2023 Prima Rosa
Cantina Di Ruscio
Ottenuto da uve Sangiovese 80% e Montepulciano 20%, rientra nella categoria rosa corallo, in subordine rosa quarzo brillante, oppure rosa cerasuolo così come previsto dalla classificazione tradizionale.
Giusto equilibrio tra freschezze e dolcezze; frutti di bosco appena colti ed erbette aromatiche, more e fragole, ritorni floreali di rosa e violetta, rosmarino.
Un rosato che non sorprende, che non innova, viceversa pare proiettato su percorsi a ritroso, alla ricerca di radici perdute: non tradisce le aspettative, iconografico.
Marche Igt Rosato 2022 Primavera
Vigneti Santa Liberata
Ottenuto da uve prevalentemente Montepulciano, con saldo Ciliegiolo, vinificato in cemento con sosta di una notte sulle bucce, appare di colore ambrato piuttosto carico, tendente all'orange, quindi difficilmente inglobabile nella classificazione di colore recentemente dismessa.
Un rosato che può sorprendere, inaspettato, non solo per colore, ma anche per caratteristiche organolettiche, certamente con doti limitate d'allungo, così come è di prassi per la tipologia, ma con buon corpo, carattere, discreta complessità; troviamo dolcezze fruttate, giuggiole e fico rosso, alternate a tonalità acidule e vegetali, anice e pompelmo.
Da osare non solo come vino d'entrèe, ma anche su primi piatti, tagliatelle al ragù di carne o al pomodoro.
Marche Igt Rosato 2023 Petalus
Villa Manù
Ottenuto da uve Merlot, vinificato in acciaio con sosta sulle bucce di 10-12 ore, appare rosa cerasuolo carico seguendo la classificazione dismessa, corallo cerasuolo o di color ciliegia in quella vigente.
Fragrante di frutto e acidico, frutti di bosco, more e ciliegie, sfumato d'agrume e di spezie.
Abbastanza aggressivo al palato, come fosse ancora alla ricerca di un bilanciamento ideale, di un proprio centro di gravità; ciononostante sollecita salivazione e invita al nuovo sorso.
In abbinamento su piatti con componente grassa, salumi e formaggi.
Annata 2022 pluripremiata, in tasting d'archivio:

giovedì 12 ottobre 2023

Il Fermano nel Calice, degustazione guidata Ais Marche

Domenica 8 ottobre nel corso dell'edizione 2023 della manifestazione "Di Uva in Vino", in Piazza del Popolo a Fermo, celebrativa del periodo di vendemmia, degustazione guidata a cura dei sommeliers di Ais Marche.
Abbiamo degustato cinque vini annata 2022, due bianchi, un rosato, due rossi, di cantine della provincia di Fermo: Vigneti Santa Liberata di Lido di Fermo, Villa Manù di Lapedona, Bastianelli di Monte San Pietrangeli, Luci di Mezzo di Sant'Elpidio a Mare, Lumavite di Rapagnano.
1) Marche Igt Malvasia 2022 Dugnet, Vigneti Santa Liberata
12,5% vol.
Vinificato in acciaio, appare giallo paglierino luminoso.
Intensità olfattiva di vitigno semiaromatico, fiori e frutta gialla, rose e pesca nettarina, sfumature d'erbette aromatiche, salvia e finocchietto.
Dolcezze fruttate e freschezza procedono di pari passo.
Vino immediato, di facile approccio, adatto come vino d'entrèe.
2) Falerio Doc 2022 Sinfonia, Villa Manù
13% vol.
Ottenuto da trebbiano, passerina e pecorino, vinificato in acciaio, appare giallo paglia limpido, tendente al verde.
Profumi sottili, non particolarmente incisivi: fiorellini bianchi, pomacee, mela, pera.
Al gusto è particolarmente fresco, ricco di carica acidica, ma meno volumico del precedente, tant'è che avrebbe potuto precederlo in progressione gustativa.
3) Marche Rosato Igt 2022 Denan, Bastianelli
13% vol.
Ottenuto da uve sangiovese, merlot, alicante o grenache e da breve macerazione con le bucce, appare rosa tenue.
Quadro intrigante, variamente articolato: mineralità, sentori vegetali e floreali, geranio, piccoli frutti rossi, lampone e fragoline, erbette aromatiche.
Fine, elegante.
4) Marche Rosso Igt 2022 Morhus (edition one), Luci di Mezzo
13% vol.
80% cabernet sauvignon, 20% montepulciano, vinificazione in acciaio.
Colore rosso rubino limpido, non particolarmente carico.
Impronta floreale e fruttata, rose e violette, piccoli frutti rossi, prugne e amarene, leggera pepatura.
In bocca è fresco e immediato.
Vino da primi piatti, salumi, formaggi non stagionati.
5) Marche Rosso Igt 2022 Il Cuore Altrove, Lumavite
13,5% vol.
Nome del vino a mio parere strepitoso, ispiratore d'emozioni, dalle quali evito accuratamente di farmi travolgere con la volutamente fredda analisi che segue. 
Ottenuto da uve montepulciano, vinificato in acciaio, macerato sulle bucce per una ventina di giorni, ha dotazione cromatica impattante, rosso rubino carico, tendente al porpora.
Proiettato su frutti di bosco, ciliegie, more e mirtilli allo stato puro, note di cipria appena accennate.
L'irruenza polifenolica al palato, è rivelatrice del vino ancor giovane, quasi acerbo, destinato tuttavia a maturare con il riposo in bottiglia.
Post correlato
Di Uva in Vino 2023:
"l'evoluzione del bianco tradizionale"

giovedì 13 ottobre 2022

Marche Igt Malvasia '21 Dugnet, Vigneti Santa Liberata

In attesa dell'annata 2022 per la quale si nutrono aspettative da top wine, in considerazione dei parametri di vendemmia e dei 21 gradi Babo rilevati sui mosti, occupiamoci di quest'annata 2021 dignitosissima e rappresentativa dei canoni varietali.
Vinificato in acciaio in modo tradizionale, con macerazione a freddo di poche ore del mosto fiore, al fine di arricchire di profumi e di sapori, appare giallo paglia su sfondo dorato, piuttosto carico.
Impronta varietale netta, ben definite pesca nettarina e albicocca matura; infiorescenze selvatiche, sambuco, anice stellato, alimentano l'intensità aromatica e la freschezza.
Veste leggiadra su note suadenti di frutto giallo, altresì impudica, sensuale, ammicca al selvatico e svela, dalle trasparenze, i segreti e le forme.
Adatto come vino d'entrèe, su cucina di mare, antipasti, insalate di mare, frittura, vongole in guazzetto.
Valutazione @avvinatore 89/100
Marche Igt Malvasia '21 Dugnet
12,5% vol.
Ottenuto da uve Malvasia di Candia, una delle tre varietà consentite in regione Marche insieme a Malvasia Bianca e Malvasia Bianca Lunga.
Tale varietà è classificata con dotazione aromatica intermedia tra "sapore semplice" e "sapore semiaromatico".
Oggi in Italia, che è primo produttore di Malvasia in Europa e nel mondo, le varietà iscritte al Registro Nazionale delle Varietà di Viti sono una ventina, tant'è che sarebbe più appropriato parlare di Malvasie; sono originate da biotipi differenti, ce ne sono a bacca bianca, a bacca nera, a bacca rosa, a sapore semplice, semiaromatico, aromatico a sapore di moscato, in relazione alla maggiore o minore intensità dei caratteri organolettici.
Le diverse varietà possiamo trovarle in ogni angolo d'Italia, dal sud al nord, con caratteristiche in comune oppure con caratteristiche contrapposte.
L'estrema diversificazione di varietà all'interno di un unico termine identificativo è dovuta quindi ad un doppio ordine di fattori, da un lato la mutazione genetica legata all'adattamento del vitigno ai vari contesti ambientali, dall'altro la ricerca di una semplificazione lessicale avvenuta in passato, volta ad includere uve differenti sotto lo stesso "ombrello" di successo per facilitarne il commercio.
Approfondimento:
Punto vendita e Cantina
via Nazionale 194, 63900 Fermo (Fm)
Tel: +39 0734 640100
Fax: +39 0734 640100
Web: http://www.vinisantaliberata.it/
Email: info@vinisantaliberata.it

venerdì 29 luglio 2022

Malvasia vitigno

Il nome Malvasia si fa derivare da Monemvasia un porto del Peloponneso conosciuto dai navigatori delle Repubbliche Marinare di Genova e di Venezia fin dal tredicesimo secolo, utilizzato dai mercanti della Serenissima come punto d'imbarco per trasferire in patria le barbatelle alla base dei vini dolci passiti di Creta (Candia) di cui erano grandi estimatori.
A seguito di tale massiccia importazione, tra il 1500 e il 1700 il vitigno Malvasia divenne il più diffuso in Europa, in tutta la Penisola Italica, in Francia, Spagna, Portogallo, Dalmazia, dando però vita a mutazioni, a cloni, a varietà che meglio si adattarono alle condizioni climatiche, ambientali e del suolo.
Oggi in Italia, che è primo produttore di Malvasia in Europa e nel mondo, le varietà iscritte al Registro Nazionale delle Varietà di Viti sono una ventina, tant'è che sarebbe più appropriato parlare di Malvasie; sono originate da biotipi differenti, ce ne sono a bacca bianca, a bacca nera, a bacca rosa, a sapore semplice, semiaromatico, aromatico a sapore di moscato, in relazione alla maggiore o minore intensità dei caratteri organolettici.
Le diverse varietà possiamo trovarle in ogni angolo d'Italia, dal sud al nord, con caratteristiche in comune oppure con caratteristiche contrapposte.
L'estrema diversificazione di varietà all'interno di un unico termine identificativo è dovuta quindi ad un doppio ordine di fattori, da un lato la mutazione genetica legata all'adattamento del vitigno ai vari contesti ambientali, dall'altro la ricerca di una semplificazione lessicale avvenuta in passato, volta ad includere uve differenti sotto lo stesso "ombrello" di successo per facilitarne il commercio.
cartina Malvasie d'Italia a cura di
Alcune varietà possono avere caratteristiche comuni, note di frutto fragrante, pesca e albicocca, connotazioni mielate, residuo zuccherino, ma con diverso grado d'intensità; ad esempio Malvasia di Candia diffusa in centro Italia è classificata "sapore semplice", viceversa Malvasia di Candia Aromatica diffusa nel Piacentino e Malvasia delle Lipari, sono classificate "sapore aromatico" e possono essere alla base di vini passiti di eccellente livello.
Connotazioni contrapposte possiamo invece averle confrontando Malvasie Bianche e Malvasie Nere, laddove in quest'ultime prevale un fruttato di ciliegia e fragola, con sentori vinosi e floreali di violetta.
In foto e video, un Marche Igt Malvasia di bella fattura, fresco e fruttato, ottenuto da uve Malvasia di Candia, una delle tre varietà consentite in regione Marche, caratterizzato da dotazione aromatica intermedia tra "sapore semplice" e "sapore semiaromatico", connotato di pesca nettarina e di albicocca, adatto come vino d'entrèe, su cucina di mare, antipasti, insalate di mare, frittura, vongole in guazzetto, adatto quindi al consumo estivo, previa ovviamente, adeguata refrigerazione.
Tasting Marche Igt Malvasia Dugnet, Vigneti Santa Liberata:
Malvasia vitigno
You Tube Channel

martedì 12 aprile 2022

Marche Rosso Igt '20 Daidalos, Vigneti Santa Liberata

Siamo nell'ambito dei vini quotidiani, destinati al consumo di massa, alla portata di tutte le tasche e di tutti i palati, fascia di prezzo intorno a euro 10.
Ottenuto da uve merlot, petit verdot, sangiovese, vinificato in acciaio in modo tradizionale, si veste di rosso rubino, tendente al granato.
Frutto rosso ed essenze floreali, interludio pirazinico di tipo erbaceo, ribes e geranio, confezionano un quadro sottile, ben calibrato, ove nulla appare di troppo.
Parimenti in bocca l'impatto è tutt'altro che prepotente o a lunga gittata, edulcorato da prugna e lampone, rinfrescato dalla dotazione acidica, appena amaricante su note di rabarbaro con molta probabilità conferite dal petit verdot.
Tenuto conto dell'articolato blend e degli obiettivi non certo ambiziosi, mi pare di poter asseverare la pulizia gustolfattiva, i dosaggi calibrati, il buon lavoro dell'enologo o enologa.
In abbinamento su maccheroncini di Campofilone con ragù di carne, zuppa di lenticchie, salsicce e finocchiona.
Valutazione @avvinatore 86/100
Marche Rosso Igt '20 Daidalos
13% vol.
Punto vendita e Cantina
via Nazionale 194, 63900 Fermo (Fm)
Tel: +39 0734 640100
Fax: +39 0734 640100
Web: http://www.vinisantaliberata.it/
Email: info@vinisantaliberata.it

martedì 29 marzo 2022

Rosso Piceno Doc '15 Vigna Cacià, Vigneti Santa Liberata

Fondata intorno alla metà degli anni '30, Vigneti Santa Liberata della famiglia Savini è azienda storica dell'Agro Fermano, con possedimenti anche in provincia di Ascoli Piceno.
Estesa su circa 90 ettari di vigneti gestiti in biologico, suddivisi nelle 3 tenute di Petritoli (Fm), Sant'Elpidio a Mare (Fm) e Carassai (Ap), coltivati prevalentemente con uve locali (Passerina, Pecorino, Montepulciano, Sangiovese), ma anche alloctone, riserva all'imbottigliato circa 150.000 pezzi all'anno.
Gamma produttiva destinata al mercato vasto, con favorevole rapporto qualità/prezzo.
Abbiamo estratto uno dei vini di punta, reperibile sul mercato tra € 16 e € 18, ottenuto da selezione di uve, prodotto in numeri limitati e solo nelle annate favorevoli, come ad esempio non fu la 2014.
Ottenuto da uve sangiovese e montepulciano in percentuali pressochè paritarie, con piccolo saldo cabernet sauvignon e canaiolo mi pare di capire finalizzato a contenere l'esuberanza dell'autoctono e a dare finezza, matura a lungo in tonneaux (ufficialmente 18 mesi, anche se mi pare di poter dire che tale periodo sia approssimato per difetto).
Appare alla vista rosso rubino compatto, profondo, impenetrabile, con riflesso porpora.
Sprigiona profumi intensi, avvolgenti, speziati, frutto nero stramaturo, amarena e lampone, confettura, radice di china, liquirizia, accenni erbacei, finocchio selvatico.
Quadro complesso e materico.
Anche al palato l'impalcatura è solida, la ricchezza polifenolica eleva i parametri, il frutto è succoso, concessi a piene mani ciliegia e lampone, accennati il caffè espresso e la vaniglia; la carica acidica rinfrescante argina derive marmellatose, il tannino asciuga un finale che tende ad indurirsi.
Prestazione in ogni caso di tutto rispetto per struttura e cifra stilistica.
In abbinamento su selvaggina da piuma e da pelo, arrosti, carni alla brace.
Valutazione @avvinatore 90/100
Rosso Piceno Doc '15 Vigna Cacià
14% vol.
Punto vendita e Cantina
via Nazionale 194, 63900 Fermo (Fm)
Tel: +39 0734 640100
Fax: +39 0734 640100
Web: http://www.vinisantaliberata.it/
Email: info@vinisantaliberata.it

venerdì 3 luglio 2020

Marche Malvasia Igt '19 Dugnet, Vigneti Santa Liberata

Questo vino è ottenuto da uve Malvasia di Candia coltivate in biologico nella tenuta di Petritoli (Fm).
Come premessa possiamo dire che Malvasia di Candia è diffusa in centro Italia ed è una delle numerose varietà di Malvasia (a sapore semplice, semi aromatica, aromatica a sapore di moscato, a bacca bianca, a bacca rossa o nera, a bacca rosa), presenti sul territorio nazionale; è un'uva delicata, sensibile alle malattie fungine (oidio, peronospora), richiede quindi particolari attenzioni di coltivazione, specie in biologico.
Giallo paglia cristallino, tendente al giallo oro.
Fase olfattiva mediamente intensa; risaltano i marcatori varietali, la pesca nettarina, il frutto di passione, le tonalità tropicali, vaghi accenni floreali.
Al palato predominano i toni verdi; il tratto è quello citrino del vino d'annata e va a contrappuntare il varietale leggiadro e fruttato, innesca salivazione.
Più importanti connotazioni saline e di tipo vegetale, foglia di pomodoro, trovano spazio con l'innalzamento della temperatura di servizio.
Quadro nel complesso fine, mai sopra le righe, intermedio tra Malvasia a sapore semplice e Malvasia semi aromatica.
Degustato a 16°C, quindi a temperatura superiore a quella standard per i vini bianchi (10°-12°C), allo scopo di dilatare i marcatori e favorirne la percezione.
Valutazione @avvinatore 86/100.
Marche Igt Malvasia '19 Dugnet
13% vol.
A mio parere adatto come vino d'entrèe, su crudi di mare, frittura, carpaccio di polpo con rucola e datterini, vongole in guazzetto.
Abbinato su:
conchiglia Saint Jacques
(capasanta)
gratinata
Fondata intorno alla metà degli anni '30, Vigneti Santa Liberata della famiglia Savini è azienda storica dell'Agro Fermano, con possedimenti anche in provincia di Ascoli Piceno.
Estesa su circa 90 ettari di vigneti gestiti in biologico, suddivisi nelle 3 tenute di Petritoli (Fm), Sant'Elpidio a Mare (Fm) e Carassai (Ap), coltivati prevalentemente con uve locali (Passerina, Pecorino, Montepulciano, Sangiovese), ma anche alloctone, riserva all'imbottigliato circa 150.000 pezzi all'anno.
Gamma produttiva destinata al mercato vasto, con favorevole rapporto qualità/prezzo.
Punto vendita e Cantina
via Nazionale 194, 63900 Fermo (Fm)
Tel: +39 0734 640100
Fax: +39 0734 640100
Web: http://www.vinisantaliberata.it/
Email: info@vinisantaliberata.it
Degustazioni: martina@vinisantaliberata.it
post correlato:

domenica 10 maggio 2020

Rosso Piceno Doc '13 Vigna Cacià, Vigneti Santa Liberata

Fondata intorno alla metà degli anni '30, Vigneti Santa Liberata della famiglia Savini è azienda storica dell'Agro Fermano, con possedimenti anche in provincia di Ascoli Piceno.
Estesa su circa 90 ettari di vigneti gestiti in biologico, suddivisi nelle 3 tenute di Petritoli (Fm), Sant'Elpidio a Mare (Fm) e Carassai (Ap), coltivati prevalentemente con uve locali (Passerina, Pecorino, Montepulciano, Sangiovese), ma anche alloctone, riserva all'imbottigliato circa 150.000 pezzi all'anno.
Gamma produttiva destinata al mercato vasto, con favorevole rapporto qualità/prezzo.
Questo Rosso Piceno Doc viene prodotto in poco più di 10.000 bottiglie.
Ottenuto da uve Sangiovese, Montepulciano, Cabernet Sauvignon, Canaiolo coltivate nella tenuta di Petritoli a circa 200 metri sul livello del mare, prende il nome dal primo appezzamento impiantato negli anni '30.
Matura 18 mesi in tonneaux, più ulteriori 24 mesi d'affinamento in bottiglia.
Si presenta alla vista di un bellissimo colore rosso rubino carico, tendente al porpora.
Bouquet di profumi intenso e abbastanza complesso: miscela toni severi e frutto.
Sentori vinosi e amarena appaiono di primo acchito, ma dopo breve ossigenazione lasciano il passo a cuoio, idrocarburo, liquirizia.
In bocca ritroviamo grosso modo le stesse sensazioni austere.
In questa fase il quadro tende all'amarotico e al tostato, con protagonista il tannino da un lato, torrefazione, noccioline americane, marmellata stracotta dall'altro, a conferma di uno stato evolutivo avanzato.
Buon corpo e media persistenza.
Degustato a 20°C.
Valutazione @avvinatore 88/100.
In abbinamento su:
petto d'anatra al Rosso Piceno con tortino di  verdure
Rosso Piceno Doc '13 Vigna Cacià
14% vol.
Punto vendita e Cantina
via Nazionale 194, 63900 Fermo (Fm)
Tel: +39 0734 640100
Fax: +39 0734 640100
Web: http://www.vinisantaliberata.it/
Email: info@vinisantaliberata.it
Degustazioni: martina@vinisantaliberata.it
post correlato:
valutazione @avvinatore: 90/100

lunedì 6 aprile 2020

Falerio Doc, second half tastings

La Denominazione d'Origine Controllata marchigiana Falerio fa riferimento all'intero territorio amministrativo delle provincie di Ascoli Piceno e Fermo.
Si fa derivare il nome della Doc Falerio dall'antica città "Faleria Augusta", l'attuale Falerone in provincia di Fermo: situata tra le opulente città di Ausculum (Ascoli Piceno) e Firmum (Fermo), era nota già ai tempi della Roma Imperiale per le ottime uve e per le produzioni agrarie in genere.
Ancor oggi nella moderna Falerone possiamo ammirare i resti dell'anfiteatro e del tempio romano a testimonianza di quella fama e delle radici storiche.
A partire dagli anni '70 Falerio diventa sinonimo di vino quotidiano, territoriale, di larga diffusione.
Accompagna egregiamente i piatti della tradizione, sia di terra che di mare: molluschi, crostacei, frittura di paranza, spaghetti alle vongole, zuppe di pesce, passatelli, maccheroncini al ragù, ciauscolo, formaggi freschi o semistagionati, olive all'ascolana, pollo in potacchio, persino focaccia farcita e pizza napoletana.
Preferibilmente in abbinamento a piatti con tendenza dolce, di media grassezza o morbidezza, che ne esaltino per contrasto i caratteri organolettici.
Due sono quindi le ragioni del successo avuto in passato: favorevole rapporto qualità/prezzo, versatilità d'abbinamento.
Per quanto riguarda le caratteristiche organolettiche, possiamo addentrarci in qualche ulteriore analisi.
Il vino Falerio essendo ottenuto da un blend di uve, può presentare delle variabili, anche in considerazione del terroir di provenienza; tuttavia si può a grandi linee individuarne i marcatori principali.
Il vino Falerio si presenta generalmente di color giallo paglierino brillante, occasionalmente con sfumature verdi.
Al naso non è molto intenso e complesso; presenta fini note floreali, frutta bianca, raramente di tipo tropicale, sfumature vegetali.
Al gusto è secco e sapido, si avvertono sensazioni fresche di acidità, pomacea, una certa ruvidezza dettata dalla maggiore o minore incidenza delle varie componenti del blend, di solito con finale lievemente ammandorlato.
Proprio tali caratteristiche organolettiche che favoriscono la versatilità d'abbinamento, lo hanno potuto etichettare come vino quotidiano e della tradizione.
Purtroppo nonostante tali valori enologici e tale retroterra storico culturale, la Denominazione è andata nel corso degli anni progressivamente squalificandosi, per il disinteresse dei produttori, per la crescente tendenza verso produzioni da monovitigno, per gli espianti di Trebbiano.
Oggi sul mercato non è raro trovare Falerio Doc anonimi, tendenzialmente acerbi, connotati da eccessiva magrezza.
Stante questa situazione, mi pare di poter dire che sia oggi complicato realizzare un progetto valido di recupero della tipologia; tuttavia è anche vero che per fissare il tratto distintivo territoriale, fattore sempre più indispensabile per ritagliarsi spazi di mercato e dare prospettiva, sarebbe utile ripartire dalle fondamenta.
Occorrerebbe cioè, secondo il mio punto di vista, avere il coraggio di ripercorrere sentieri dismessi o in stato di abbandono, per renderli di nuovo praticabili, provando a recuperare tipologie tradizionali in grado di veicolare storia.
Info di base Denominazione d'Origine Controllata.
La Doc Falerio fu istituita nel 1975, successivamente più volte modificata fino al 2014.
Base ampelografica, Trebbiano 20%-50%, Passerina 10%-30%, Pecorino 10%-30%; possono concorrere altre uve a bacca bianca autorizzate in regione Marche fino a un massimo del 20% (n.d.r.: Trebbiano funge da uva neutra, che non modifica il profilo fruttato di Passerina e quello acido/sapido di Pecorino).
Nel 2011 fu istituita la Doc Falerio Pecorino la cui base ampelografica è almeno 85% Pecorino.
Esiste un unico disciplinare per le due Doc, che norma le differenze tra le due tipologie per ciò che riguarda rese per ettaro, fittezza sesti d'impianto, composizione varietale, titolo alcolometrico.
Di seguito tre Falerio Doc di aziende vinicole del Fermano, paradigmatici degli attuali standard, tutto sommato dignitosi, freschi e fruttati, inadatti all'invecchiamento, da consumarsi preferibilmente nell'arco di due/tre anni.
Prezzo sullo scaffale € 6-7.
Degustati a 15°C, quindi a temperatura superiore a quella standard per i vini bianchi (10°-12°C), allo scopo di dilatare i marcatori e favorirne la percezione.
Falerio Doc '19 La Lunga
12% vol.
(trebbiano, passerina, pecorino, malvasia)
Vigneti Santa Liberata
Giallo paglia brillante, con riflessi oro.
Mediamente intenso al naso, verticale; frutta bianca, mela, pera, susina, banana, sfumature pietrose minerali.
Accenni di tipo vegetale incrementano le sensazioni fresche.
Vieppiù citrino al palato, con finale ammandorlato, come di prammatica per la tipologia .
A dispetto del nome, non eccelle in lunghezza.
Frittura di paranza, uova di seppia in insalata di stagione, pizza napoletana.
Valutazione @avvinatore 73/100.
Falerio Doc '18 Monte del Grano
12,5% vol.
(trebbiano, pecorino, passerina)
Rio Maggio Vini
Giallo paglia carico, tendente al verde oro.
Il cromatismo fotografa lo stato evolutivo.
Quadro di media struttura sebbene ingrassato dall'impronta surmatura: nocciola, mango e albicocca maturi, lieviti.
Sentori soffusi, non prepotenti nè particolarmente impattanti sui recettori.
Procede più in ampiezza che in verticalità.
In bocca le note d'agrume clementina, contrappuntano la vena glicerica e rinfrescano.
Un Falerio sui generis, rotondo, avvolgente, con una sua cifra stilistica.
A mio parere potrebbe fornire linee d'indirizzo per l'emancipazione della tipologia, senza svincolarla dal cordone ombelicale di terra madre.
Risotto al nero di seppia, pagello alla piastra.
Valutazione @avvinatore 78/100.
Falerio Doc '19 Eva
13% vol.
(trebbiano, passerina, pecorino)
Terra Fageto
Giallo paglierino tenue, limpido.
Evidenzia doti di mineralità.
Quadro proiettato su toni di resine vegetali, tè verde e cetriolo, fiori di campo e banana, frutto esotico.
Ottima corrispondenza gustolfattiva.
Fresco di frutto e agrumato, di discreta persistenza, chiude lievemente ammandorlato.
Versatile su cucina di mare, cozze in guazzetto, olive all'ascolana.
Valutazione @avvinatore 77/100.
Post correlato:
https://vinidiconfine.blogspot.com/2020/03/falerio-doc-time-degustazioni.html