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martedì 21 aprile 2026

Masterclass Rosso Piceno Superiore, Vinitaly 2026

Nel corso dell'edizione 58 di Vinitaly, degustazione guidata dai sommelier di Ais Marche, organizzata dal Consorzio Vini Piceni, dal titolo: "Rosso Piceno Superiore, eccellenza marchigiana, espressione di un territorio".
Il tema di fondo è stato il concetto del tutto vinicolo di "terroir", espressione francese che coniuga contesto pedoclimatico e fattore umano al fine di tradurre il tratto distintivo delle produzioni: da un lato quindi le caratteristiche chimico fisiche del terreno, l'esposizione, il microclima, dall'altro il background vitivinicolo maturato su storie di vita, di vigna, di cantina.
La degustazione ha inteso appunto rivendicare il ruolo della tipologia Superiore come driver dell'areale di riferimento.
Zona di produzione Doc: la Denominazione d'Origine Controllata Rosso Piceno o Piceno, istituita nel 1968, è la più vasta della regione Marche poichè comprende 4 delle 5 province marchigiane, con esclusione della provincia di Pesaro-Urbino, della zona del Rosso Conero in provincia di Ancona e di tutta la fascia collinare sub appenninica.
Solo nella parte meridionale di tale macro area, delimitata a sud dalla via Salaria e a nord dalla strada Ripatransone-Grottammare, può essere prodotta la tipologia Superiore.
In occasione dell'evento veronese i responsabili del Consorzio Vini Piceni hanno tuttavia fornito un'anticipazione su un possibile ampliamento futuro di tale zona produttiva, previa richiesta al Ministero di modifica del Disciplinare di Produzione.
La menzione Superiore in etichetta, forse una caso più unico che raro in Italia, ha una duplice valenza: geografica e produttiva.
- La prima valenza equivale alla menzione "Classico" utilizzata in altre Denominazioni e sta quindi a circoscrivere l'area storicamente vocata, a tale proposito è utile ricordare che riferimenti storico documentali comprovano tale vocazione territoriale, in particolar modo il trattato "De Naturalis Vinorum Historia" risalente al 1596 dell'archiatra pontificio Andrea Bacci originario di Sant'Elpidio a Mare (Fm), dove nel 5° dei 7 libri nei quali si occupa della storia, delle caratteristiche delle varietà, degli usi e delle virtù dei vini allora conosciuti, il Bacci introduce "In Picenis", un percorso enologico della zona, partendo da Ascoli Piceno e dalla valle del Tronto "dove si producono vini assai potenti, specialmente nelle zone dove giunge l’area del mare " (Cit. Autore).
- La seconda valenza, quella produttiva, fa invece riferimento a disposizioni del Disciplinare di Produzione più restrittive rispetto alla tipologia normale, per ciò che concerne ad esempio le rese, il titolo alcolometrico, la messa in commercio: solo per la tipologia Superiore è previsto un obbligo d'invecchiamento minimo, non può infatti essere immessa al consumo in data anteriore al 1° novembre dell'anno successivo alla vendemmia.
Base Ampelografica Doc: uve Montepulciano dal 35 al 85 %, uve Sangiovese dal 15 al 50%, possono inoltre concorrere da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 15% tutti gli altri vitigni non aromatici, a bacca rossa, idonei alla coltivazione nella Regione Marche.
Tasting notes
1) Rosso Piceno Superiore Doc 2023 Picus, Simone Capecci
13,5% vol.
Montepulciano 70% e Sangiovese 30%, macerazione 14 giorni in acciaio, maturazione 12-15 mesi in rovere.
Appare rosso rubino, profumi sottili, fiori e frutti rossi, medio corpo.
2) Rosso Piceno Superiore Doc 2022 Vigna Messieri, Cocci Grifoni
14% vol.
50% Montepulciano e 50% Sangiovese, macerazione in acciaio 10-12 giorni, maturazione in botti di rovere da 50 ettolitri per circa 18 mesi.
Siamo sulla falsariga del precedente, ma con maggiore incidenza della carica acidica e tannica.
3) Rosso Piceno Superiore Doc 2022 Podere72, Poderi San Lazzaro
14,5% vol.
50% Montepulciano e 50% Sangiovese, macerazione in acciaio 6-8 giorni, maturazione in barrique 16 mesi.
Si sale di struttura, frutto nero maturo, speziatura, cacao, dinamicità fino in chiusura.
4) Rosso Piceno Superiore Doc 2022 Oro, De Angelis
14% vol.
Montepulciano 70% e Sangiovese 30%, macerazione 10-15 giorni, maturazione 15 mesi in rovere grande stagionato e parte in barrique.
Rosso rubino con riflesso amaranto, diretto e verticale sia al naso che al palato, note di frutto nero maturo, ma anche sfumature abbastanza inaspettate, perlomeno per quanto mi riguarda, di tipo erbaceo e pirazinico che ricordano grafite e bosso.
5) Rosso Piceno Superiore Doc 2022 Il Caimano, Collevite
14,5% vol.
80% Montepulciano, 10% Sangiovese e altri, macerazione 10-15 giorni in acciaio, maturazione in rovere 12 mesi.
Rosso rubino carico, impronta matura, spessore materico, frutto nero, vaniglia e spezie dolci, tannini, spalla acidica marcata specie in chiusura.
6) Rosso Piceno Superiore Doc 2022 Castellano, Cantina dei Colli Ripani
14% vol.
70% Montepulciano e 30% Sangiovese, macerazione 28 giorni in acciaio, maturazione in rovere 18 mesi.
Rosso rubino, note di vaniglia e ciliegia, spezie dolci, cannella, equilibrato e scorrevole al palato.
7) Rosso Piceno Superiore Doc 2022 Roggio del Filare, Velenosi
14,5% vol.
70% Montepulciano e 30% Sangiovese, macerazione in acciaio 28 giorni, maturazione in barriques nuove 18 mesi.
Rosso rubino con riflesso amaranto, liquirizia, note boisèe, marasca sotto spirito, frutti maturi e fiori, viole e amarene, corpo e finezza, complessità.
Vino di pregio.
8) Rosso Piceno Superiore Doc 2020 Morellone, Le Caniette
14% vol.
70% Montepulciano e 30% Sangiovese, macerazione 28 giorni in acciaio, maturazione in barrique 24 mesi.
Rosso rubino carico, note balsamiche a mentolate, ritroviamo anche qui accenni floreali di viola, ma soprattutto amarene, ciliegia sotto spirito e in confettura, frutti neri a dare profondità e impronta matura.

lunedì 14 marzo 2022

Offida Pecorino Docg '20, Tenuta De Angelis

Siamo a Castel di Lama in provincia di Ascoli Piceno, nella parte meridionale della regione Marche.
Tenuta De Angelis è azienda di primo piano dell'areale Piceno e opera in regime di viticoltura biologica certificata.
Fondata negli anni '50, dispone oggi di oltre 50 ettari di vigneto nei comuni di Offida, Cossignano, Castel di Lama, tutti in provincia di Ascoli Piceno, coltivati prevalentemente ad autoctono (montepulciano, sangiovese, trebbiano, passerina, pecorino), con significativa presenza anche di alloctono (cabernet sauvignon, chardonnay).
La produzione media annua si aggira intorno alle 500.000 bottiglie.
Dalla vasta produzione abbiamo estratto questa etichetta, di facile reperibilità, al di sotto di € 10 sullo scaffale, di fascia bassa da questo punto di vista, ma di fascia media per quanto riguarda la valenza qualitativa.
Vinificato in acciaio in modo semplice, senza l'adozione di tecniche sofisticate, si caratterizza per spiccate doti di freschezza e minerali.
L'aspetto cromatico è pulito, limpido, giallo paglierino tenue.
Mineralità, freschezza, frutti e fiori bianchi, compongono un quadro votato al varietale e al territoriale.
In particolar modo al naso la dotazione minerale appare di tutta evidenza e trova espressione in sentori di pietra focaia; il fiore di tiglio è a corredo, così come il frutto a polpa bianca, la buccia di limone.
In bocca ha più margine la dotazione citrina, rinfrescante, allungata in retrogusto.
Appunto nel finale, la fase tende ad irruvidirsi, laddove la ricchezza saccarotica comincia a cedere di fronte agli attacchi acidici ed amarotici dell'agrume ancora acerbo.
Mi pare di poter dire che la degustazione conforti l'idea di un'annata buona, di una impalcatura solida predisposta all'invecchiamento, ma di una maturità ancora di là da venire.
Valutazione @avvinatore 86/100.
Offida Pecorino Docg '20
13,5% vol.
Tenuta De Angelis
Via San Francesco, 10 - 63082 Castel di Lama (AP)
Tel/Fax +39073687429
Email: info@tenutadeangelis.it
Web: www.tenutadeangelis.it

venerdì 24 luglio 2020

Offida Pecorino Docg '17, Tenuta De Angelis

La degustazione ribadisce le doti di tenuta del Pecorino coltivato nel sud delle Marche e la capacità di evolvere compiutamente a qualche anno dalla vendemmia.
Vinificato in acciaio in modo semplice, senza l'adozione di tecniche sofisticate, si caratterizza per spiccate doti cromatiche e minerali.
Appare giallo oro cristallino, con profilo organolettico non particolarmente complesso, imperniato su note floreali, agrume e frutta bianca, pietra focaia.
In bocca è polposo; la raggiunta maturità tende ad arrotondare le genetiche spigolature acidiche e minerali.
La nota amarotico/sapida di tipo ammandorlato che contraddistingue la fase, a mio parere enfatizza appropriatamente il tratto distintivo territoriale, l'anima rusticana.
Direi prestazione impeccabile sotto tutti i punti di vista, anche in considerazione della facile reperibilità e del favorevole rapporto qualità/prezzo, non arriva infatti alla doppia cifra sullo scaffale.
Degustato a 17°C, quindi a temperatura superiore a quella standard per i vini bianchi (10°-12°C), allo scopo di dilatare i marcatori e favorirne la percezione.
Valutazione @avvinatore 87/100.
Offida Docg Pecorino '17
14% vol.
Versatile a tutto pasto su cucina di mare, abbinato su:
ombrina al forno
Tenuta De Angelis è azienda di primo piano dell'areale Piceno e opera in regime di viticoltura biologica certificata.
Fondata negli anni '50, dispone oggi di oltre 50 ettari di vigneto nei comuni di Offida, Cossignano, Castel di Lama in provincia di Ascoli Piceno, coltivati prevalentemente ad autoctono (montepulciano, sangiovese, trebbiano, passerina, pecorino), con significativa presenza anche di alloctono (cabernet sauvignon, chardonnay).
La produzione media annua si aggira intorno alle 500.000 bottiglie.
Tenuta De Angelis
Via San Francesco, 10 - 63082 Castel di Lama (AP)
Tel/Fax +39073687429
Email: info@tenutadeangelis.it
Web: www.tenutadeangelis.it

venerdì 6 marzo 2020

Falerio Doc time, degustazioni

La Denominazione d'Origine Controllata marchigiana Falerio fa riferimento all'intero territorio amministrativo delle provincie di Ascoli Piceno e Fermo.
Si fa derivare il nome della Doc Falerio dall'antica città "Faleria Augusta", l'attuale Falerone in provincia di Fermo: situata tra le opulente città di Ausculum (Ascoli Piceno) e Firmum (Fermo), era nota già ai tempi della Roma Imperiale per le ottime uve e per le produzioni agrarie in genere.
Ancor oggi nella moderna Falerone possiamo ammirare i resti dell'anfiteatro e del tempio romano a testimonianza di quella fama e delle radici storiche.
A partire dagli anni '70 Falerio diventa sinonimo di vino quotidiano, territoriale, di larga diffusione.
Accompagna egregiamente i piatti della tradizione, sia di terra che di mare: molluschi, crostacei, frittura di paranza, spaghetti alle vongole, zuppe di pesce, passatelli, maccheroncini al ragù, ciauscolo, formaggi freschi o semistagionati, olive all'ascolana, pollo in potacchio, persino focaccia farcita e pizza napoletana.
Preferibilmente in abbinamento a piatti con tendenza dolce, di media grassezza o morbidezza, che ne esaltino per contrasto i caratteri organolettici.
Due sono quindi le ragioni del successo avuto in passato: favorevole rapporto qualità/prezzo, versatilità d'abbinamento.
Per quanto riguarda le caratteristiche organolettiche, possiamo addentrarci in qualche ulteriore analisi.
Il vino Falerio essendo ottenuto da un blend di uve, può presentare delle variabili, anche in considerazione del terroir di provenienza; tuttavia si può a grandi linee individuarne i marcatori principali.
Il vino Falerio si presenta generalmente di color giallo paglierino brillante, occasionalmente con sfumature verdi.
Al naso non è molto intenso e complesso; presenta fini note floreali, frutta bianca, raramente di tipo tropicale, sfumature vegetali.
Al gusto è secco e sapido, si avvertono sensazioni fresche di acidità, pomacea, una certa ruvidezza dettata dalla maggiore o minore incidenza delle varie componenti del blend, di solito con finale lievemente ammandorlato.
Proprio tali caratteristiche organolettiche che favoriscono la versatilità d'abbinamento, lo hanno potuto etichettare come vino quotidiano e della tradizione.
Purtroppo nonostante tali valori enologici e tale retroterra storico culturale, la Denominazione è andata nel corso degli anni progressivamente squalificandosi, per il disinteresse dei produttori, per la crescente tendenza verso produzioni da monovitigno, per gli espianti di Trebbiano.
Oggi sul mercato non è raro trovare Falerio Doc anonimi, tendenzialmente acerbi, connotati da eccessiva magrezza.
Stante questa situazione, mi pare di poter dire che sia oggi complicato realizzare un progetto valido di recupero della tipologia; tuttavia è anche vero che per fissare il tratto distintivo territoriale, fattore sempre più indispensabile per ritagliarsi spazi di mercato e dare prospettiva, sarebbe utile ripartire dalle fondamenta.
Occorrerebbe cioè, secondo il mio punto di vista, avere il coraggio di ripercorrere sentieri dismessi o in stato di abbandono, per renderli di nuovo praticabili, provando a recuperare tipologie tradizionali in grado di veicolare storia.
Info di base Denominazione d'Origine Controllata.
La Doc Falerio fu istituita nel 1975, successivamente più volte modificata fino al 2014.
Base ampelografica, Trebbiano 20%-50%, Passerina 10%-30%, Pecorino 10%-30%; possono concorrere altre uve a bacca bianca autorizzate in regione Marche fino a un massimo del 20% (n.d.r.: Trebbiano funge da uva neutra, che non modifica il profilo fruttato di Passerina e quello acido/sapido di Pecorino).
Nel 2011 fu istituita la Doc Falerio Pecorino la cui base ampelografica è almeno 85% Pecorino.
Esiste un unico disciplinare per le due Doc, che norma le differenze tra le due tipologie per ciò che riguarda rese per ettaro, fittezza sesti d'impianto, composizione varietale, titolo alcolometrico.
Di seguito tre Falerio Doc annata 2018 paradigmatici degli attuali standard, tutto sommato dignitosi, freschi e fruttati, inadatti all'invecchiamento, da consumarsi preferibilmente nell'arco di due/tre anni.
Prezzo sullo scaffale circa € 6.
Degustati a 16°C, quindi a temperatura superiore a quella standard per i vini bianchi (10°-12°C), allo scopo di dilatare i marcatori e favorirne la percezione.
Falerio Doc '18
12% vol.
Società Agricola San Filippo
http://www.vinisanfilippo.it/
Limpido, giallo paglierino scarico.
Intenso al naso, ma non molto complesso.
Discreto equilibrio al palato tra parti dure e morbide: note agrumate, biancospino, impronta di tipo vegetale.
Sviluppa scarsamente in ampiezza e persistenza, tuttavia conserva l'impronta autentica, ammandorlata.
Può giovarsi di ossigenazione.
Valutazione @avvinatore: 73/100.
Falerio Doc '18
12,5% vol.
Tenuta De Angelis
http://tenutadeangelis.no-ip.biz/index.php/it/
Cristallino, giallo paglia con riflessi oro.
Mediamente intenso e complesso.
Polpa d'agrume, fiori bianchi, pulito, tendente al morbido con doti d'avvolgenza, laddove il ricco bagaglio glicerico, oppositore della vena acido/sapida, e il frutto tropicale, neutralizzatore del tratto "rurale" tipico, ammorbidiscono da un lato, ma offuscano il tratto distintivo dall'altro.
Valutazione @avvinatore: 73/100.
Falerio Doc '18 Oris
13% vol.
Azienda Vitivinicola Ciù Ciù
http://www.ciuciuvini.it/
Giallo paglia con riflessi verdi e oro, cristallino.
Mediamente intenso e complesso.
Spunti floreali in evidenza, fiore di zagara, mela golden, sottofondo di tipo vegetale, ruvidezze sapide e ammandorlate.
Calore alcolico e glicerine danno ampiezza, discreta persistenza, controbattono la vena acido/sapida che torna decisa nel finale, non pregiudicano la riconoscibilità.
Direi un Falerio nel segno della tradizione.
Valutazione @avvinatore: 77/100.

giovedì 16 luglio 2015

Piceno Open Anteprima 2015, degustazione vini rossi del piceno.

L'evento Piceno Open Anteprima si è svolto nei giorni 15-16-18-19 aprile presso l'Enoteca Regionale di Offida (AP) ed è stato realizzato da Vinea Marche http://www.vineamarche.it/ per presentare al pubblico e alla stampa specializzata le nuove annate dei vini DocDocg e Igt del territorio Piceno.
Abbiamo dedicato la giornata di domenica 19 aprile alla degustazione di:
Offida Rosso Docg
Rosso Piceno Superiore Doc
Marche Rosso Igt
I test hanno preso in esame vini di buona fattura, assolutamente coerenti con la vocazione "rossista" del territorio ed inoltre evidenziato la volontà diffusa di elevare gli standard provando a conciliare espressione tipica e ricerca stilistica.
etichette testate
Marche Rosso Igt '12 Anghelos, Tenuta De Angelis
alcool 14% - circa € 18.
Ottenuto da uve Montepulciano 70% e Cabernet Sauvignon 30%, maturato in barrique per 18 mesi e successivo affinamento in bottiglia per altri 8 mesi, si presenta alla vista di color rosso rubino mediamente concentrato.
Al naso sviluppa sentori di ciliegia, vaniglia e sottofondo erbaceo.
Certamente fine in questa fase.
Anche in bocca conferma questa qualità.
Le sensazioni sono quelle del frutto nero, della ciliegia e del cacao, con spunti di freschezza e finale gradevolmente amaricante.
Vino da carni rosse, spezzatino in umido con patate.
Offida Rosso Docg '11 Lupo del Ciafone, Azienda Agricola San Filippo
alcool 15% - circa € 11.
Ottenuto da uva Montepulciano, maturato 18 mesi in barrique, appare alla vista di color rosso rubino, scuro, profondo, impenetrabile.
Sensazioni olfattive intense e complesse, giostrate intorno al tema della marasca sotto spirito, con spezie dolci, radice bagnata e liquirizia a completare.
Al palato la concentrazione glicerica rende il quadro tendenzialmente morbido, con lieve sensazione astringente in centro bocca.
I toni prevalenti sono quelli della ciliegia, con accenni vanigliati.
Caldo e mediamente complesso in questa fase.
Direi un ottimo rapporto qualità/prezzo.
Rosso Piceno Superiore Doc '10 Il Podestà, Cantina di Offida
alcool 14,5% - circa € 12.
Ottenuto da uva Montepulciano 70% e Sangiovese 30%.
Lunga maturazione in botte grande e successivo periodo di 6 mesi d'affinamento in bottiglia, per questo vino dal colore rosso rubino concentrato e dal bouquet di profumi mediamente intenso, contraddistinto da note d'amarena e di vaniglia.
In bocca si apre ampio, avvolgente, connotato da sensazioni di frutto nero maturo, ciliegia e finale amaricante.
Ottima impressione per questo Rosso Piceno Superiore morbido e fine, dotato di quadro gustativo pulito.
Offida Rosso Docg '11 Villa Piatti, Collevite srl Cantine della Marca
alcool 14% - circa € 15.
Ottenuto da uva prevalentemente Montepulciano con piccolo saldo di Sangiovese e Cabernet Sauvignon, appare alla vista di un bel rosso rubino brillante, scuro e impenetrabile.
Naso intenso e complesso, indirizzato su sentori erbacei, humus e radice bagnata, sfumature idrocarburiche e ciliegia.
In bocca tale complessità risulta in parte confermata
Frutto nero maturo e toni speziati di pepe verde contraddistinguono questa fase, non profondissima, tuttavia arrotondata, con leggera astringenza solo in chiusura.
Buon rapporto qualità/prezzo.
Rosso Piceno Superiore Doc '11 Gotico, Società Agricola Ciù Ciù
alcool 14% - circa € 11.
Ottenuto da uve Montepulciano e Sangiovese, si presenta alla vista di color rosso rubino scuro, impenetrabile.
Naso improntato alla finezza, sul tema dei piccoli frutti, del pepe e della ciliegia, con sottofondo muschiato: un quadro olfattivo intrigante che acquista complessità con l’ossigenazione.
In bocca tutto torna; non appare particolarmente materico, tuttavia coniuga perfettamente tipicità, finezza, carattere.
I descrittori ricalcano anche qui i toni di ciliegia matura, cacao, con accenni d’erbe aromatiche.
A mio parere ottimo il rapporto qualità/prezzo.
Rosso Piceno Superiore Doc '13 Atavico, Terre Cortesi Moncaro
alcool 13,5% - circa € 9.
Vino “senza solfiti aggiunti”, presenta un quadro organolettico alternativo rispetto al solito, tuttavia immediato e godibile.
Ottenuto da uve Montepulciano e Sangiovese, maturato per un anno in rovere, si presenta di color rosso rubino limpido, con riflessi porpora.
Naso più intenso che complesso, indirizzato sul frutto fresco, su sentori vanigliati e pastosi di cioccolato e mascarpone.
In bocca grosso modo, tornano le stesse impressioni.
Le dolcezze fruttate, le sensazioni morbide di crema pasticcera e d'infuso d'erbe, contrappuntano la lieve astringenza in centro bocca, garantendo piacevolezza gustativa.
La linea Atavico “senza solfiti aggiunti” della Moncaro, comprende anche un Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore e fu inaugurata un paio d’anni fa con lo scopo d’intercettare le tendenze crescenti del mercato verso prodotti più salutari.
Marche igt Sangiovese '12 Fedus, Poderi Capecci San Savino
alcool 13,5% - circa € 19.
Ottenuto da uve Sangiovese da selezione massale e da vigneti vecchi di 40 anni, fermentato in acciaio e maturato in botte piccola, appare alla vista di color rosso rubino abbastanza concentrato.
Bouquet di profumi intenso e complesso, connotato da sensazioni d'erbette aromatiche, frutto in confettura, accenni idrocarburici e di macchia mediterranea.
Molto convincente e fine in questa fase.
In bocca assume una fisionomia particolare, denotando ampi margini evolutivi.
Tornano le note catramose, il rosmarino, la confettura di piccoli frutti e il tannino incisivo, che confezionano un quadro gustativo sostanzioso e variegato.
Un vino da aspettare.
post correlato:
http://passerina-e-pecorino-ad-anteprima.html

giovedì 17 aprile 2014

Refosco Peduncolo Rosso e Rosso Piceno Superiore.

Il patrimonio ampelografico italico è costituito da oltre 1.000 vitigni, che sono parte integrante di uno scenario di biodiversità unico; dovuto ai differenti fattori microclimatici e morfologici che caratterizzano i vari territori. 
E' quindi un dato di fatto, che alcuni vitigni trovino in alcune aree geografiche e non in altre, l'habitat ideale.
A confronto in questo caso, due vini di ottima fattura, provenienti da areali non limitrofi e ottenuti da vitigni locali.
Friuli Colli Orientali Doc Refosco dal Peduncolo Rosso '09 - alcool 13,5% - circa € 20.
Azienda Livio Felluga - Brazzano di Cormons (GO)
http://www.liviofelluga.it/
E' ottenuto da uva Refosco dal Peduncolo Rosso, così chiamato per il pedicello dell'acino che diventa rosso prima della vendemmia; diffuso in tutto il Friuli e imparentato con l'uva Terrano, che nella zona del Carso dà vini a volte spigolosi.
Questo Refosco invece contraddice totalmente l'idea di vino scontroso, caratterizzandosi per doti di piacevolezza, oserei dire ruffiana, sia al naso che al palato.
Si presenta alla vista di un magnifico rosso rubino carico con riflessi porpora.
Note olfattive intense, ampie, surmature, giocate su toni di grafite, humus, frutto nero macerato e ciliegia.
Al gusto le sensazioni sembrano stemperarsi e virare verso toni più gioviali di piccoli frutti, ribes, liquirizia, radice fresca.
Avvolgente e sapido al palato, con finale leggermente tannico.
Maturato per un anno in barrique e affinato per altri 4 mesi in bottiglia.
Rosso Piceno Doc Superiore '09 Oro - alcool 13,5% - circa € 12.
Tenuta De Angelis - Castel di Lama (AP)
http://www.tenutadeangelis.it/
Quando si parla di Rosso Piceno o della tipologia Superiore, è bene precisare che la Denominazione Rosso Piceno è la più vasta della regione Marche, andando ad interessare i territori di ben quattro delle cinque provincie, con esclusione di quella di Pesaro-Urbino.
La tipologia Superiore invece, è riferimento territoriale posto a tutela dell'area classica storicamente vocata, corrispondente ad una ristretta zona a ridosso della sponda sinistra del fiume Tronto, che dal mare Adriatico arriva fino ad Ascoli Piceno, delimitata a sud dalla via Salaria e a nord dalla strada Ripatransone-Grottammare.
Detto ciò, questo Rosso Piceno Superiore ottenuto da uve selezionate 70% Montepulciano e 30% Sangiovese, prodotto in circa 30.000 bottiglie, si presenta alla vista di color rosso rubino scuro concentrato.
Non particolarmente intenso in fase olfattiva, laddove predominano sensazioni d'amarena e cuoio.
Al gusto è più convincente: deciso, tipico, esalta il tratto varietale, sfiora linee rusticaneggianti.
Contraddistinto in questa fase da toni maturi di frutto nero in confettura, spezia dolce, liquirizia, mineralità.
Finale equilibrato, pur non eccessivo in fatto di lunghezza.
Premiato quest'anno col simbolo dell'eccellenza dalla Guida "Le Marche nel Bicchiere 2014" curata da Associazione Sommelier AIS Marche (riconoscimento assegnato ai vini con valutazione pari o superiore a 85/100)