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domenica 18 novembre 2018

Festa della Cicerchia a Serra de' Conti, Grand Tour delle Marche

Il 23, 24 e 25 novembre 2018, Serra de’ Conti è sede di tappa del Grand Tour delle Marche.
Con la Cicerchia, Dieta Mediterranea in festa.
L’antico legume servito nella “pagnotta” di pane appositamente scavata.
Per il Bel Paese, il penultimo weekend di novembre coincide con la “Settimana della cucina italiana nel mondo”, un tributo all’Italian Style dedicato quest’anno alla Dieta Mediterranea e proposto nelle ambasciate italiane dell’intero pianeta.
A Serra de’ Conti, grazioso centro dell’Anconetano adagiato tra le dolci colline del Verdicchio dei Castelli di Jesi, il 23-24 e 25 novembre con la Festa della Cicerchia si celebrano la Dieta Mediterrana e lo stile di vita sano, genuino e gustoso.
Qualcuno si chiederà: ma cos’è la cicerchia?
È un legume antico, con notevoli proprietà nutritive, detentore di proteine nobili, ma per molto tempo dimenticato.
Intorno a questa icona dello stile di vita mediterraneo, a Serra de’ Conti è nata l’Associazione Festa della Cicerchia, intento della quale è: “celebrare un legume povero che per secoli ha fatto parte della nostra cultura alimentare”.
A fare da corollario, una bella festa per riscoprire i sapori della memoria, promuovere i prodotti tipici di qualità, salvaguardare dall’estinzione realtà produttive minori e difendere il diritto alla sovranità alimentare.
La Festa della Cicerchia è, insieme, esaltazione del buongusto, dei colori e dei profumi d’autunno.
Lo stupendo scrigno medioevale di Serra de’ Conti (An) è pronto ad accogliere i viaggiatori del gusto e gli amanti dei sapori autentici con un piatto veramente irresistibile, ossia la cicerchia cucinata nella ricetta tradizionale e servita dentro alla “pagnotta” di pane scavata al suo interno per accogliere la succulenta zuppa.
Ci saranno gli “agricoltori custodi della biodiversità”, i presidi slow food e la comunità ospite del Molise.
Tutto da scoprire anche il “Mercato di Campagna Amica” ed una miriade di prodotti di “supernicchia”, quali: il lonzino di fico, il fagiolo solfino, i frutti dimenticati ed il vino di visciola.
Per l’occasione, i locali del centro storico si trasformeranno in “cantine del buongusto”, con tante sfiziosità e la cicerchia da gustare in ricette che svariano dalla polenta preparata con farina derivata dal prezioso legume, alle tagliatelle al ragù di cicerchia.
Un omaggio al “vivere all’italiana” che, oltre al cibo, propone anche gli antichi mestieri del “making” e che è tappa del Grand Tour delle Marche, il circuito di eventi proposto da Tipicità ed ANCI Marche per vivere esperienze autentiche nelle comunità ospitanti.
Le attrattive turistiche, i suggerimenti per lo shopping aziendale e le proposte di ospitalità sono consultabili sul sito internet www.tipicitaexperience.it oppure sull’applicazione di Tipicità scaricabile gratuitamente dallo store.
INFO:
0734.277893
segreteria@tipicita.it
www.tipicitaexperience.it

lunedì 21 dicembre 2015

Dieta Mediterranea compie cinque anni

Poca carne e latticini, molta frutta, verdura, cereali e olio extra vergine d'oliva.
È il segreto della Dieta Mediterranea che cinque anni fa, era il 15 novembre 2010, ricevette il riconoscimento di patrimonio immateriale dell'umanità dell'Unesco.
In realtà la data di nascita della Dieta Mediterranea si fa risalire al 1945, quando i coniugi Keys soggiornarono a Salerno e Ancel Keys rimase folgorato dal regime alimentare italiano, dando il via alla serie di studi che sfociò nella famosa pubblicazione "Seven countries: a multivariate analysis of death and coronary heart disease" che descriveva proprio le virtù della dieta Mediterranea.
Altra tappa importante per la Dieta Mediterranea fu la III Conferenza Internazionale del Centro Interuniversitario Internazionale di Studi sulle Culture Alimentari Mediterranee, tenutasi a Parma nel 2009, quando fu elaborata la cosiddetta piramide, che stabiliva quali alimenti mangiare quotidianamente e quali solo saltuariamente.
La Dieta Mediterranea, però, non è una semplice dieta, come ricordato proprio dall'Unesco, ma uno stile di vita: “Promuove l’interazione sociale poiché il pasto in comune è alla base dei costumi sociali e delle festività condivise da una data comunità, e ha dato luogo a un notevole corpus di conoscenze, canzoni, massime, racconti e leggende. La Dieta si fonda nel rispetto per il territorio e la biodiversità, e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all’agricoltura nelle comunità del Mediterraneo”.
[fonte: Teatro Naturale per Sol&Agrifood]

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venerdì 3 luglio 2015

Dieta Mediterranea, Pro Loco in Festa 2015

Giovedì 2 luglio nel corso della 15^ edizione di Pro Loco in Festa a Porto San Giorgio (Fm)
convegno sul tema:
"La Dieta Mediterranea - Alimentazione e Turismo"
a cura del Laboratorio Piceno della Dieta Mediterranea,
con la partecipazione delle delegazioni provinciali Unpli Marche.
L'evento ( programma Pro Loco in Festa 2015: https://vinidiconfine.blogspot.com/2015/06/pro-loco-in-festa-2015-porto-san-giorgio.html )
è stato un excursus sulle origini della Dieta Mediterranea e sul ruolo che le Pro Loco oggi assumono come sue custodi a livello locale e come referenti di Unesco a livello internazionale.
Ricordiamo infatti che dal novembre 2010 con delibera dell'Unesco, la Dieta Mediterranea è diventata patrimonio immateriale dell'umanità.
La storia ebbe inizio nel secolo scorso, verso la metà degli anni '40, allorquando il fisiologo statunitense Ancel Keys intraprese un percorso scientifico volto a spiegare le ragioni della diversa aspettativa di vita in relazione agli Stati d'appartenenza.
Nel 1953 prese il via lo studio "The Seven Countries Study", al quale collaborarono una ventina di scienziati, tra cui il marchigiano Flaminio Fidanza originario di Magliano di Tenna (Fm), un personaggio purtroppo semisconosciuto al giorno d'oggi, ma che con Ancel Keys possiamo considerare come l'ideatore della Dieta Mediterranea.
"The Seven Countries Study" era uno studio medico sulla frequenza della mortalità per infarto in 16 differenti aree geografiche tra cui la città marchigiana di Montegiorgio (Fm) ed è ancor oggi a regime, poichè le rilevazioni statistiche sulla popolazione proseguono ad oltre 50 anni di distanza dall'inizio lavori.
Dallo studio risultò un aumento di mortalità in misura proporzionale al consumo di grassi saturi nelle diete alimentari e parallelamente un aumento dell'aspettativa di vita in territori posti al di sotto del 44° parallelo mediterraneo, dove diffusa era la coltivazione dell'olivo e minore il consumo di grassi saturi: da questa connotazione geografica il nome "Dieta Mediterranea".
Il fattore geografico non è quindi irrilevante nel concetto di Dieta Mediterranea, viceversa ne è parte integrante, così come lo sono la sostenibilità economica e quella ambientale, la frugalità, le competenze, la ritualità, la convivialità e la tradizione.
Tutto concorre a creare un concetto articolato di Dieta Mediterranea che va oltre il cibo e diventa stile di vita.
A testimoniare l'attrattività che questo modello esercita presso gli stati esteri, basta ricordare che persino l'amministrazione Obama lo ha proposto come linea guida per l'alimentazione Usa odierna e prossima ventura.
Bibliografia:
"Dieta Mediterranea - il Tempio della Sibilla"
Autore: Lando Siliquini
Editore: Albero Niro, collana Esperidi
http://siliquini-lando/dieta-mediterranea-tempio.html

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