giovedì 30 aprile 2020

Indagine IRI per Vinitaly, trend mercato vinicolo fino a Pasqua 2020

Il mercato del vino nella "Distribuzione Moderna", tra gennaio e Pasqua.
I dati elaborati da IRI Information Resources Srl per Vinitaly nel periodo tra il 1 gennaio e il 19 aprile 2020.
Le vendite crescono del 7,9% a volume e del 6,9% a valore.
L’analisi tiene conto del fatto che i primi due mesi dell’anno non sono stati toccati dall’emergenza Covid19, a differenza di marzo e aprile.
Il confronto con i dati del 2019.
©Veronafiere_FotoEnnevi
Verona, 30 aprile 2020 – L’emergenza Covid19 ha colpito l’intera filiera vitivinicola italiana.
Pesa la chiusura di bar, ristoranti e il calo dell’export.
Gli italiani che in queste settimane hanno acquistato vino lo hanno fatto negli unici canali di vendita aperti: la Distribuzione Moderna, i negozi alimentari e lo shop on line.
Per quanto riguarda la Distribuzione Moderna, l’istituto di ricerca IRI ha elaborato per Vinitaly (riprogrammato dal 18 al 21 aprile 2021) i dati relativi al periodo che va da gennaio al 19 aprile 2020, dunque comprese le settimane di Pasqua.
Nei primi 3 mesi e mezzo dell’anno le vendite di vino nella Distribuzione Moderna (Iper, Super, Libero Servizio Piccolo, Discount) hanno registrato una crescita a volume del 7,9% (+ 6,9% a valore) rispetto allo stesso periodo del 2019.
Nel dettaglio, i vini Doc e Docg sono cresciuti del 6,8% (+ 7,6% a valore), i vini Igp e Igt del 10,5% (+7,7% a valore), i vini comuni del 7,2% (+4,1% a valore), le bollicine dell’1,2% (+1,6% a valore).
L’analisi di questo periodo è complessa perché i primi due mesi non sono stati toccati dall’emergenza Covid19, al contrario di marzo e aprile, con la variante delle settimane pasquali tra il 6 e il 19 aprile, di norma caratterizzate dai consumi da ricorrenza.
A marzo i vini Doc e Docg sono aumentati del 9,9%, mentre i vini Igt del 4,0%.
In calo le bollicine che sono scese del 5,4%, mentre il Prosecco è cresciuto dell’8,3%.
In ripresa il vino in brik, che a marzo è cresciuto dell’8,8%.
Il Bag in Box (il formato da due litri e mezzo con il rubinetto) è cresciuto del 36,8% (Iper, Super, Libero Servizio Piccolo).
Nelle due settimane pasquali le vendite di vino sono aumentate del 10,2%, mentre si è verificata una sensibile flessione delle bollicine: -38%.
Prosegue intanto la crescita del vino biologico che nel primo trimestre 2020 ha venduto 1 milione e 559 mila litri, con un aumento del 19%.
“Nella Distribuzione Moderna si è comprato più vino perché il consumo a casa ha sostituito, in parte, quello fuori casa, ma è diminuita la spensieratezza e quindi la volontà di stappare uno spumante – ha commentato Virgilio Romano, Business Insight Director di IRI – Da inizio anno la crescita maggiore la fanno registrare il vino IGP ed il vino comune (da tavola). La crescita dei vini Doc/Docg, pur sostenuta, è frenata probabilmente dalla minore scelta assortimentale presente nei negozi più piccoli e dal minor tempo dedicato all’acquisto, conseguenza delle indicazioni fornite dai punti vendita di ridurre i tempi della spesa”.
La crescita degli acquisti di vino nella Grande Distribuzione in regime di lockdown è significativa, in particolare a volume, ma non basta a colmare il gap di domanda che si è creato con la chiusura del canale Horeca, specie per la fascia alta delle etichette – ha osservato Giovanni Mantovani, Direttore Generale di Veronafiere – I dati dimostrano, inoltre, una oggettiva propensione al risparmio, specie nel mese di aprile, da parte dei consumatori in questo momento particolare in cui anche Vinitaly è al fianco del settore per favorire il rilancio attraverso il business in tutte le sue declinazioni”.
Per capire la peculiarità dei dati sulle vendite di vino nella Distribuzione Moderna nei primi mesi del 2020, può essere utile confrontarli con quelli dell’anno 2019.
Nell’anno passato sono stati venduti quasi 670 milioni di litri nella Distribuzione Moderna (super, iper, libero servizio e discount) per un valore di poco superiore ai 2 miliardi di euro.
Con un aumento in volume dell’1,2% e in valore dell’1,8%.
Le bottiglie di vini a denominazione d’origine (Doc, Docg e Igt) hanno venduto 303 milioni di litri con una crescita del 2,8% sull’anno precedente.
Il prezzo medio (al litro) è di 4,66 euro, con un aumento dell’1,3%.
Dunque il 2019 può essere archiviato come un anno di crescita moderata, in cui prosegue la ridefinizione verso l’alto del valore del prodotto vino.
Le tipologie più vendute sono il rosso fermo (in calo dello 0,5%), il bianco fermo (che cresce dell’1,8%) e le bollicine (aumentate del 9,5%).
La classifica dei vini più venduti vede nell’ordine: Lambrusco, Montepulciano d’Abruzzo, Chianti Docg, Sangiovese, Barbera.
Va sottolineata la crescita del Chianti Docg: +6,9%.
Analizzando i vini con maggior tasso di crescita invece, la classifica vede ai primi posti: Lugana (con una crescita notevole del 30%), Ribolla, Pinot Grigio, Valpolicella, Aglianico.
Le vendite di vino e spumante biologico raggiungono i 5 milioni di litri (con una crescita del 10,5%) per un valore di 31 milioni di euro.
In collaborazione con:

lunedì 27 aprile 2020

Piceno Superiore Doc '15 Gotico, Ciù Ciù winery

Ciù Ciù della famiglia Bartolomei è azienda di primo piano dell'areale Piceno.
Affonda le sue radici negli anni '70 e vanta ad oggi oltre 150 ettari vitati.
Standard qualitativi medio alti su tutta la gamma.
Una conferma di ciò la troviamo in questo Piceno Superiore Doc, franco e fruttato, dal favorevole rapporto qualità/prezzo, non arriva infatti alla doppia cifra sullo scaffale, facilmente reperibile anche in Gdo.
Ottenuto da uve 70% montepulciano e 30% sangiovese, maturato 12 mesi in botti di rovere, più ulteriori 6 mesi in bottiglia, si presenta rosso rubino con riflessi violacei.
Impronta di vino appena maturo, vinoso, fruttato, floreale, con una scia tannica vivace nel finale.
Mora di rovo, rose e viole, vaniglia, fragoline, hanno ruolo da protagonista e indirizzano verso le freschezze.
Quadro ingrassato dallo sfondo salmastro, con accenni d'alloro e china calissaia.
Nel finale tornano calore alcolico e sapidità a levigare e corroborare persistenza e frutto rosso.
Degustato a 21°C.
Valutazione @avvinatore 85/100
In abbinamento su lasagne al forno, oca in umido, zampone e lenticchie.
Piceno Superiore Doc '15 Gotico
14% vol.
Abbinato su:
cotolette d'agnello e vitellone, impanate e fritte
Ciù Ciù Società Agricola
località S. Maria in Carro
Contrada Ciafone, 106 - Offida (AP)
Tel. +39 0736 810001
Fax: +39 0736 889772
Web:
http://www.ciuciuvini.it/
https://ciuciutenimenti.it/
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venerdì 24 aprile 2020

Lockdown e consumi vino, indagine Vinitaly Nomisma Wine Monitor

VINO, INDAGINE VINITALY-NOMISMA WINE MONITOR: LOCKDOWN HA FRENATO CONSUMI DEGLI ITALIANI, MA NEL POST COVID TUTTO TORNERÀ COME PRIMA, PORTAFOGLIO PERMETTENDO.
MANTOVANI (DG VERONAFIERE): CAMBIERANNO LE AZIENDE, DA NOI CONTRIBUTO DI CONOSCENZA E MERCATO.
Verona, 24 aprile 2020 - ‘Nulla sarà come prima’, il refrain post-emergenza, non vale per il popolo del vino: i consumatori italiani (l’85% della popolazione) si dichiarano infatti in buona sostanza fedeli alle proprie abitudini già a partire dalla fase 2, compatibilmente con la loro disponibilità finanziaria.
Nel frattempo, non è come prima la dinamica dei consumi in regime di lockdown: il bicchiere è più mezzo vuoto che mezzo pieno e la crescita degli acquisti in Gdo non compensa l’azzeramento dei consumi fuori casa.
E se il 55% dei consumatori non ha modificato le proprie abitudini, tre su dieci affermano invece di aver bevuto meno vino (ma anche meno birra) in quarantena, a fronte di un 14% che indica un consumo superiore.
Lo afferma l’indagine – la prima a focus emergenza a cui ne seguiranno altre nei prossimi mesi – a cura dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor ‘Gli effetti del lockdown sui consumi di vino in Italia’, realizzata su 1.000 consumatori di vino della popolazione italiana.
La presentazione della survey, moderata dal Ceo di Bertani Domains, Ettore Nicoletto, è in programma questa sera alle 17 nel corso della diretta streaming di ‘Italian wine in evolution’ ( https://winejob.it/webinar-italian-wine-in-evolution-3-appuntamento/ ), a cui parteciperanno il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani e il responsabile di Nomisma Wine Monitor, Denis Pantini.
Il ‘dopo’ sarà come ‘prima’ per l’80% dei consumatori.
O più di prima, con i millennials che prevedono un significativo aumento del consumo in particolare di vini mixati (il 25% prevede di aumentarne la domanda), a riprova della voglia di tornare a una nuova normalità con i consueti elementi aggreganti, a partire dal prodotto e dai suoi luoghi di consumo fuori casa (ristoranti, locali, wine bar), che valgono una fetta di 1/3 del campione in termini di volume (il 42% tra i millennials).
Il vino – evidenzia l’indagine – non può dunque prescindere dal suo aspetto socializzante, se è vero che la diminuzione riscontrata è da addurre in larga parte (58%) al regime di isolamento imposto dall’emergenza Covid-19 che ha cancellato le uscite nei ristoranti, le bevute in compagnia e gli aperitivi.
Per contro, chi dichiara un aumento ha scelto il prodotto enologico quale elemento di relax (23%, in particolare donne del Sud), da abbinare alla buona cucina di casa (42%), specie tra gli smart worker del Nord.
Per il dg di Veronafiere, Giovanni Mantovani: “Se poco sembra modificarsi nelle abitudini al consumo – e questa è una buona notizia –, le imprese del vino sono invece chiamate a profondi cambiamenti, alle prese con la necessità di reagire alle tensioni finanziarie e allo stesso tempo di difendersi dalle speculazioni. Il mercato e i suoi nuovi canali di riferimento saranno le principali cure per un settore che oggi necessita di un outlook straordinario sulla congiuntura e di un partner in grado di fornire nuovi orizzonti e soluzioni. Come Veronafiere – ha concluso – da qui ai prossimi mesi vogliamo prenderci ancora di più questa responsabilità a supporto del settore”.
In generale la quarantena sembra aver appiattito anche gli stimoli alla conoscenza, con la sperimentazione delle novità di prodotto in calo sul pre-lockdown (dal 73% al 59%), la preferenza verso i piccoli produttori (dal 65% al 58%), i vini sostenibili (dal 65% al 61%) e gli autoctoni (dall’81% al 76%).
Tendenze queste che a detta degli intervistati torneranno identiche a prima, nel post quarantena.
Ciò che è cambiato, ma è da verificare se lo sarà anche in futuro, è la preferenza del canale di acquisto online, balzata dal 20% al 25%.
Per il responsabile di Nomisma Wine Monitor, Denis Pantini: “Per quanto il lockdown abbia cambiato modalità di acquisto e consumo di vino da parte degli italiani, il desiderio di ritornare ‘ai bei tempi che furono’ sembra prevalere sull’attuale momento di crisi e su comportamenti futuri che giocoforza saranno improntati ad una maggior precauzione e distanza sociale. Si tratta di un asset molto importante in termini di fiducia sulla ripresa e che va preservato soprattutto alla luce della imminente fase 2, anche perché il crollo stimato sul Pil italiano per i mesi a venire rischia di avere impatti sui consumi in considerazione di una domanda rispetto al reddito che nel caso del vino risulta elastica, e come tale, a rischio riduzione in virtù della recessione economica”.

lunedì 20 aprile 2020

Montecucco Doc Rosso '14 Rigoleto, Collemassari winery

Siamo all'interno della Doc Montecucco, in provincia di Grosseto, nella regione Toscana.
Castello di Collemassari di Maria Iris Bertarelli e Claudio Tipa, si trova a Cinigiano (Gr) ai piedi del monte Amiata ed è una delle tenute toscane di proprietà, oltre a quelle di Bolgheri e Montalcino.
Ottenuto da uve 70% sangiovese, 15% ciliegiolo, 15% montepulciano, coltivate alle pendici del monte Amiata, fermentato in acciaio, invecchiato circa dieci mesi, metà in acciaio e metà in legni di secondo e terzo passaggio, più ulteriori 6 mesi in bottiglia, si presenta alla vista rosso rubino cupo, non particolarmente consistente, con riflessi granata.
Quadro olfattivo d'impronta matura, caratterizzato da note speziate, pepe, chiodo di garofano, frutto e fiore appassiti, idrocarburo, accenni d'erbette aromatiche.
Palato coerente, sobrio, senza particolari ambizioni, connotato dal pepe, da uno sfondo rusticano di terra umida e di legno antico, altresì dotato di carica acidica rinfrescante e tannino vivace.
Concepito per l'uso quotidiano, non arriva alla doppia cifra sullo scaffale.
Versatile nell'abbinamento a tutto pasto, spaghetti al ragù, spezzatino di vitellone.
Temperatura di servizio 16°-18°C.
abbinato su:
trippa in umido
con patate
Montecucco Doc Rosso '14 Rigoleto
13,5% vol.
ColleMassari SpA Società Agricola
Località Poggi del Sasso 58044 Cinigiano (Gr)
Phone: +39 0564 990496
Fax: +39 0564 990498
Email: info@collemassari.it
Web: https://www.collemassariwines.it/

lunedì 13 aprile 2020

Marche Igt Bianco '16 Padreterno, Castrum Morisci winery

Siamo a Moresco (Fm) nella regione Marche, nel primo entroterra collinare, a meno di 10 chilometri dalla costa Adriatica.
Qui ha sede Castrum Morisci, azienda vinicola di antica tradizione risalente agli anni '30, che in questi ultimi anni è passata dal semplice conferimento, all'imbottigliamento ed elaborazione di uve di proprietà.
L'azienda vinifica sia in modo tradizionale che in anfore di terracotta.
Questo vino fa parte della linea anfora, innovativa, impegnativa, caratterizzata da bassa resa uva/vino, altresì dotata di etichettatura futurista, con codice Braille per non vedenti, QR Code, tappo a corona, disegnata dall'artista Chris Rocchegiani.
La gamma oggi comprende quattro vini, i cui nomi prendono spunto da altrettante contrade della città di Moresco (Fm).
In estrema sintesi potremmo etichettare questo vino come innovativo e conservativo: sposa da un lato la filosofia delle avanguardie vinicole del nord est italico ed europeo che da qualche anno a questa parte provano ad innovare strizzando l'occhio al passato, a pratiche arcaiche, all'ecosostenibilità in viticoltura, dall'altro lato però conserva uno stile pacato, oserei dire genuino, non cedendo a forzature, ad appesantimenti, all'enfasi estrema.
Ottenuto da uve Vermentino, Malvasia, Moscato, sottoposte a criomacerazione prefermentativa, vinificate separatamente in anfore di terracotta con lieviti indigeni, sottoposte a lunga macerazione sulle bucce e batonnage, successiva svinatura, assemblaggio e sosta sur lies di circa due mesi, decantazione a freddo prima dell'imbottigliamento, appare giallo paglia carico, tendente al verde oro.
Ventaglio olfattivo intrigante, connotato dall'impronta surmatura: frutto a polpa gialla, financo a guscio, cedro candito, pompelmo.
L'agrume predomina al gusto; la ricca materia e le glicerine trovano contrappunto nelle nervature acidiche rinfrescanti e nelle note amarotiche finali.
Tappo a corona.
Versatile su cucina di mare.
abbinato su:
lasagne al forno
con salsiccia,
rucola, funghi
Marche Igt Bianco '16 Padreterno
12% vol.
Cantina Castrum Morisci
Contrada Molino, 18
63826 Moresco (Fm)
cantina@castrummorisci.it

lunedì 6 aprile 2020

Falerio Doc, second half tastings

La Denominazione d'Origine Controllata marchigiana Falerio fa riferimento all'intero territorio amministrativo delle provincie di Ascoli Piceno e Fermo.
Si fa derivare il nome della Doc Falerio dall'antica città "Faleria Augusta", l'attuale Falerone in provincia di Fermo: situata tra le opulente città di Ausculum (Ascoli Piceno) e Firmum (Fermo), era nota già ai tempi della Roma Imperiale per le ottime uve e per le produzioni agrarie in genere.
Ancor oggi nella moderna Falerone possiamo ammirare i resti dell'anfiteatro e del tempio romano a testimonianza di quella fama e delle radici storiche.
A partire dagli anni '70 Falerio diventa sinonimo di vino quotidiano, territoriale, di larga diffusione.
Accompagna egregiamente i piatti della tradizione, sia di terra che di mare: molluschi, crostacei, frittura di paranza, spaghetti alle vongole, zuppe di pesce, passatelli, maccheroncini al ragù, ciauscolo, formaggi freschi o semistagionati, olive all'ascolana, pollo in potacchio, persino focaccia farcita e pizza napoletana.
Preferibilmente in abbinamento a piatti con tendenza dolce, di media grassezza o morbidezza, che ne esaltino per contrasto i caratteri organolettici.
Due sono quindi le ragioni del successo avuto in passato: favorevole rapporto qualità/prezzo, versatilità d'abbinamento.
Per quanto riguarda le caratteristiche organolettiche, possiamo addentrarci in qualche ulteriore analisi.
Il vino Falerio essendo ottenuto da un blend di uve, può presentare delle variabili, anche in considerazione del terroir di provenienza; tuttavia si può a grandi linee individuarne i marcatori principali.
Il vino Falerio si presenta generalmente di color giallo paglierino brillante, occasionalmente con sfumature verdi.
Al naso non è molto intenso e complesso; presenta fini note floreali, frutta bianca, raramente di tipo tropicale, sfumature vegetali.
Al gusto è secco e sapido, si avvertono sensazioni fresche di acidità, pomacea, una certa ruvidezza dettata dalla maggiore o minore incidenza delle varie componenti del blend, di solito con finale lievemente ammandorlato.
Proprio tali caratteristiche organolettiche che favoriscono la versatilità d'abbinamento, lo hanno potuto etichettare come vino quotidiano e della tradizione.
Purtroppo nonostante tali valori enologici e tale retroterra storico culturale, la Denominazione è andata nel corso degli anni progressivamente squalificandosi, per il disinteresse dei produttori, per la crescente tendenza verso produzioni da monovitigno, per gli espianti di Trebbiano.
Oggi sul mercato non è raro trovare Falerio Doc anonimi, tendenzialmente acerbi, connotati da eccessiva magrezza.
Stante questa situazione, mi pare di poter dire che sia oggi complicato realizzare un progetto valido di recupero della tipologia; tuttavia è anche vero che per fissare il tratto distintivo territoriale, fattore sempre più indispensabile per ritagliarsi spazi di mercato e dare prospettiva, sarebbe utile ripartire dalle fondamenta.
Occorrerebbe cioè, secondo il mio punto di vista, avere il coraggio di ripercorrere sentieri dismessi o in stato di abbandono, per renderli di nuovo praticabili, provando a recuperare tipologie tradizionali in grado di veicolare storia.
Info di base Denominazione d'Origine Controllata.
La Doc Falerio fu istituita nel 1975, successivamente più volte modificata fino al 2014.
Base ampelografica, Trebbiano 20%-50%, Passerina 10%-30%, Pecorino 10%-30%; possono concorrere altre uve a bacca bianca autorizzate in regione Marche fino a un massimo del 20% (n.d.r.: Trebbiano funge da uva neutra, che non modifica il profilo fruttato di Passerina e quello acido/sapido di Pecorino).
Nel 2011 fu istituita la Doc Falerio Pecorino la cui base ampelografica è almeno 85% Pecorino.
Esiste un unico disciplinare per le due Doc, che norma le differenze tra le due tipologie per ciò che riguarda rese per ettaro, fittezza sesti d'impianto, composizione varietale, titolo alcolometrico.
Di seguito tre Falerio Doc di aziende vinicole del Fermano, paradigmatici degli attuali standard, tutto sommato dignitosi, freschi e fruttati, inadatti all'invecchiamento, da consumarsi preferibilmente nell'arco di due/tre anni.
Prezzo sullo scaffale € 6-7.
Degustati a 15°C, quindi a temperatura superiore a quella standard per i vini bianchi (10°-12°C), allo scopo di dilatare i marcatori e favorirne la percezione.
Falerio Doc '19 La Lunga
12% vol.
(trebbiano, passerina, pecorino, malvasia)
Vigneti Santa Liberata
Giallo paglia brillante, con riflessi oro.
Mediamente intenso al naso, verticale; frutta bianca, mela, pera, susina, banana, sfumature pietrose minerali.
Accenni di tipo vegetale incrementano le sensazioni fresche.
Vieppiù citrino al palato, con finale ammandorlato, come di prammatica per la tipologia .
A dispetto del nome, non eccelle in lunghezza.
Frittura di paranza, uova di seppia in insalata di stagione, pizza napoletana.
Valutazione @avvinatore 73/100.
Falerio Doc '18 Monte del Grano
12,5% vol.
(trebbiano, pecorino, passerina)
Rio Maggio Vini
Giallo paglia carico, tendente al verde oro.
Il cromatismo fotografa lo stato evolutivo.
Quadro di media struttura sebbene ingrassato dall'impronta surmatura: nocciola, mango e albicocca maturi, lieviti.
Sentori soffusi, non prepotenti nè particolarmente impattanti sui recettori.
Procede più in ampiezza che in verticalità.
In bocca le note d'agrume clementina, contrappuntano la vena glicerica e rinfrescano.
Un Falerio sui generis, rotondo, avvolgente, con una sua cifra stilistica.
A mio parere potrebbe fornire linee d'indirizzo per l'emancipazione della tipologia, senza svincolarla dal cordone ombelicale di terra madre.
Risotto al nero di seppia, pagello alla piastra.
Valutazione @avvinatore 78/100.
Falerio Doc '19 Eva
13% vol.
(trebbiano, passerina, pecorino)
Terra Fageto
Giallo paglierino tenue, limpido.
Evidenzia doti di mineralità.
Quadro proiettato su toni di resine vegetali, tè verde e cetriolo, fiori di campo e banana, frutto esotico.
Ottima corrispondenza gustolfattiva.
Fresco di frutto e agrumato, di discreta persistenza, chiude lievemente ammandorlato.
Versatile su cucina di mare, cozze in guazzetto, olive all'ascolana.
Valutazione @avvinatore 77/100.
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lunedì 30 marzo 2020

Offida Rosso Docg '11 Grifola, Poderi San Lazzaro

Fondata all'inizio degli anni 2000, Poderi San Lazzaro si trova ad Offida (AP) nella parte meridionale della regione Marche.
Collocata a circa 290 metri sul livello del mare, a 15 chilometri dalla costa Adriatica e 25 dall'Appennino, dispone di circa 15 ettari vitati, per una produzione media annua di 50.000 bottiglie, destinate essenzialmente alla valorizzazione dell'autoctono.
L'azienda è in grado di proporre elevati standard su tutta la gamma, può quindi essere di riferimento a chi intenda cogliere lo stile produttivo, le peculiarità del territorio.
Una conferma di tale sintonia territoriale possiamo trovarla in questo Offida Rosso Docg Grìfola dell'annata 2011, ruvido quanto basta per ricordarci il tratto rurale d'origine, altresì aperto a gusti e tendenze metropolitane.
Ottenuto da uve Montepulciano provenienti da vigneti vecchi di 40 anni, maturato 16 mesi in barrique, affinato 6 mesi in bottiglia, si presenta rosso granato, mattonato sull'unghia, impenetrabile, con depositi tartarici.
Profilo olfattivo austero, scostante, più complesso che intenso; i toni sono quelli catramosi del vino d'antan.
Cenni speziati, radice di liquirizia, humus, riducono il frutto a ruolo di comprimario.
L'elevato tenore alcolico punge, sovrasta, si attenua solo dopo ossigenazione.
Al palato questa sorta di scontrosità olfattiva trova parziale smentita.
Le glicerine e il legno piccolo contrastano da par loro le durezze, ammorbidiscono un quadro ciononostante solido e puntuto.
Ritornano i contorni varietali fruttati, la ciliegia sciroppata e in confettura, financo sfumature torrefatte, creme brulèe.
Chiusura vibrante di tannino e di tenore acido/sapido.
Degustato a 19°C.
Valutazione @avvinatore 89/100.
Offida Rosso Docg '11 Grìfola
15% vol.
Consigliato su arrosti, coniglio in potacchio.
Abbinato su:
tagliata di manzo con rucola, balsamico, grana
Poderi San Lazzaro
contrada San Lazzaro, 88
63073 Offida (AP)
Tel. 3358252640
Email: info@poderisanlazzaro.it
Web: https://www.poderisanlazzaro.it/

lunedì 23 marzo 2020

Vinitaly rinviato al 2021, possibile evento innovativo in autunno 2020

CdA straordinario per la ridefinizione di tutti gli assetti organizzativi e dei calendari Italia ed estero.
GRUPPO VERONAFIERE: NEW DEAL PER AFFRONTARE IL POST EMERGENZA CORONAVIRUS.
Il presidente Danese: «Ridefinizione di obiettivi e strategie del Gruppo per proseguire l’attività in Italia e all’estero e ripartire prontamente quando si tornerà a pieno regime».
Il direttore generale Mantovani: «Il post emergenza per noi si chiama rinascita. Rivoluzionato il calendario per sostenere il business delle imprese e dei settori. Vinitaly al 2021, nelle date già fissate nel calendario del prossimo anno: 18-21 aprile. Investimenti straordinari sugli eventi di settore all’estero».
Verona, 23 marzo 2020 – Il Gruppo Veronafiere ridefinisce gli assetti per riorganizzare la propria attività e affrontare sia l’attuale emergenza, sia la riprogettazione di tutte le azioni in vista della ripresa. «Il perdurare dell’emergenza Coronavirus a livello nazionale, con il susseguirsi dei decreti urgenti della presidenza del Consiglio dei ministri, e la più recente propagazione dello stesso a livello europeo e non solo, hanno reso improcrastinabili alcune decisioni. Per tali ragioni il consiglio di amministrazione, d’intento con la direzione generale e il management, ha deliberato oggi in merito a molteplici aspetti essenziali per il proseguimento dell’attività del Gruppo. Fra questi, la ridefinizione di obiettivi, strategie e investimenti per la messa in sicurezza dei prodotti, della propria clientela e del business dei settori correlati», sottolinea il presidente di Veronafiere Maurizio Danese. «Occorre ricordare – conclude Danese – che questa situazione complessa ha avuto un impatto dirompente anche sull’industria fieristica europea. Ad oggi, sono oltre 200 le manifestazioni sottoposte a revisione di calendario, con una perdita complessiva che sfiora i 6 miliardi di euro e 51.400 posti di lavoro a rischio, senza considerare l’indotto e la perdita di 39 miliardi di euro di export generati dalle rassegne internazionali per le PMI europee».
Di seguito i punti principali dei provvedimenti adottati dal CdA del Gruppo Veronafiere, riunitosi oggi in convocazione straordinaria.
Per la prima volta nella propria storia, anche Vinitaly dovrà posticipare la sua 54 ª edizione.
Con essa sono rinviate anche le concomitanti Sol&Agrifood ed Enolitech.
Le nuove date delle manifestazioni sono perciò riprogrammate al 18-21 aprile 2021, mentre Veronafiere concentrerà la seconda parte dell’anno 2020 al sostegno del business delle aziende italiane sui mercati.
Per il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani: «Il post emergenza per noi si chiama rinascita, che fino all’ultimo abbiamo continuato a confidare potesse avvenire a giugno. Ma la crisi sanitaria si è, come evidente a tutti, decisamente inasprita e ciò che inizialmente sembrava possibile ora non lo è più. Vinitaly, In accordo con le organizzazioni di filiera, Vinitaly, Sol&Agrifood ed Enolitech si spostano quindi al prossimo anno. Per questo – conclude Mantovani –, oltre a lavorare con investimenti straordinari sui nostri eventi internazionali Vinitaly Chengdu, Vinitaly China Road Show, Wine South America (23-25 settembre 2020), Vinitaly Russia (26 e 28 ottobre 2020), Vinitaly Hong Kong (5-7 novembre 2020), Wine To Asia (9-11 novembre 2020) e le iniziative della Vinitaly International Academy, ci mettiamo a disposizione del settore e del sistema della promozione per considerare la realizzazione di un evento innovativo il prossimo autunno a servizio delle aziende».
La decisione del riposizionamento di Vinitaly al 2021 è stata presa d’intesa con i rappresentanti delle associazioni di settore: Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini, Riccardo Ricci Curbastro, presidente di Federdoc, Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, Sandro Boscaini, presidente di Federvini, Luca Rigotti, coordinatore settore vino Alleanza Cooperative e Matilde Poggi, presidente della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti.
Modifiche al calendario degli eventi.
Veronafiere, in quanto organizzatore diretto delle proprie rassegne, a causa dell’epidemia di Coronavirus ha dovuto necessariamente riposizionare nel giro di due settimane un calendario di eventi che ne conta circa 70 in programma nel corso dell’anno tra Italia ed estero, alcuni fortemente radicati nella loro stagionalità.
Di seguito il calendario con i principali eventi organizzati direttamente da Veronafiere o da terzi che hanno subito modifiche. 
EVENTO ITALIADATA IN CALENDARIONUOVA DATA
Model Expo Italy - Elettroexpo7-8 marzo 202021-22 novembre 2020
SportExpo6-8 marzo 2020Posticipato a data da definire
Samoter - Asphaltica -ICCX Southern Europe16 -20 maggio 202021-25 ottobre 2020
LetExpo16-20 maggio 2020Posticipato a data da definire
Automotive Dealer Day19-21 maggio 202015-17 settembre 2020
Veronafil22-24 maggio 202021-23 maggio 2021
Verona Mineral Show Geo business22-24 maggio 202021-23 maggio 2021
Vinitaly - Sol&Agrifood - Enolitech14-17 giugno 202018-21 aprile 2021
Opera Wine                                    13 giugno 202017 aprile 2021
Vinitaly And the City12 -15 giugno 202016-19 aprile 2021
Innovabiomed15-16 giugno 2020Posticipato a data da definire
Art Verona16-18 ottobre 202011-13 dicembre 2020
Oil&NonOil20-22 ottobre 202021-23 ottobre 2020 
EVENTO ESTERODATA IN CALENDARIONUOVA DATA
Vinitaly Chengdu22-25 marzo 2020Posticipato a luglio 2020
Fieragricola Marocco @Siam14-19 febbraio 2020Annullato
Living Italy @Design Shanghai12-15 marzo 202026-29 maggio 2020
Bellavita Expo Varsavia21-23 aprile 202030 giugno-2 luglio 2020
Vinitaly China - Road Show15-19 giugno 2020Posticipato
Bellavita Expo Amburgo20-24 giugno 202012-16 marzo 2021
Aggiornamento del 16/03/2021
Vinitaly 54^ edizione posticipata al 2022:

giovedì 12 marzo 2020

Verdicchio Castelli di Jesi Doc Classico Superiore '18 Verde Ca'Ruptae, Moncaro winery

Fondata intorno alla metà degli anni '60 Terre Cortesi Moncaro è una delle cantine cooperative più importanti della regione Marche.
Dispone di circa 1.200 ettari vitati suddivisi tra le provincie di Ancona ed Ascoli Piceno, per una produzione media annua di 7/8 milioni di bottiglie; ha tre cantine di trasformazione, due in provincia di Ancona (a Montecarotto nell’areale del Verdicchio e a Camerano nell’areale del Rosso Conero), una in provincia di Ascoli Piceno (ad Acquaviva Picena nell’areale del Rosso Piceno).
Innumerevoli sono le etichette, rivolte a diverse fasce commerciali, capaci quindi di soddisfare qualsiasi esigenza.
Verde Ca' Ruptae è un Classico Superiore di bella stoffa, stabile su alti livelli in tutte le edizioni, riferimento d'eccellenza per la tipologia, altresì destinato al consumo di massa in considerazione del favorevole rapporto qualità/prezzo.
Ottenuto da uve Verdicchio provenienti da tre vigneti dell'area classica d'età compresa tra 8 e 30 anni sottoposte a criomacerazione prefermentativa, fermentato in acciaio con lieviti selezionati, maturato sulle fecce fini per circa 4 mesi, affinato in bottiglia, appare giallo paglierino limpido su tonalità verdi.
Profilo organolettico imperniato su freschezze agrumate, iodate, fiori e frutti bianchi, anice, mineralità, pietra focaia.
Pungente e citrino più al naso che al palato, laddove tornano le glicerine e gli effetti compensativi prodotti da sosta sur lies e batonnage.
Vena acido/sapida e toni ammandorlati appaiono nel finale a ricordarci il tratto distintivo.
Vino di territorio, fine e corposo, varietale.
Degustato a 15°C ad una /temperatura superiore a quella standard per i vini bianchi (10°-12°), al fine di dilatare i marcatori e favorirne la percezione.
Valutazione @avvinatore: 87/100.
Consigliato su cucina di mare o carni bianche, crostacei, sgombro al forno, risotto alla marinara.
Abbinato su frittura di mare:
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore '18 Verde Ca'Ruptae
13,5% vol.
Moncaro
Via Piandole, 7/a 60036 Montecarotto (An)
Tel: 0731 89245
Fax: 0731 89237
Email: ecommerce@moncaro.com
Web: http://www.moncaro.com/it/

venerdì 6 marzo 2020

Falerio Doc time, degustazioni

La Denominazione d'Origine Controllata marchigiana Falerio fa riferimento all'intero territorio amministrativo delle provincie di Ascoli Piceno e Fermo.
Si fa derivare il nome della Doc Falerio dall'antica città "Faleria Augusta", l'attuale Falerone in provincia di Fermo: situata tra le opulente città di Ausculum (Ascoli Piceno) e Firmum (Fermo), era nota già ai tempi della Roma Imperiale per le ottime uve e per le produzioni agrarie in genere.
Ancor oggi nella moderna Falerone possiamo ammirare i resti dell'anfiteatro e del tempio romano a testimonianza di quella fama e delle radici storiche.
A partire dagli anni '70 Falerio diventa sinonimo di vino quotidiano, territoriale, di larga diffusione.
Accompagna egregiamente i piatti della tradizione, sia di terra che di mare: molluschi, crostacei, frittura di paranza, spaghetti alle vongole, zuppe di pesce, passatelli, maccheroncini al ragù, ciauscolo, formaggi freschi o semistagionati, olive all'ascolana, pollo in potacchio, persino focaccia farcita e pizza napoletana.
Preferibilmente in abbinamento a piatti con tendenza dolce, di media grassezza o morbidezza, che ne esaltino per contrasto i caratteri organolettici.
Due sono quindi le ragioni del successo avuto in passato: favorevole rapporto qualità/prezzo, versatilità d'abbinamento.
Per quanto riguarda le caratteristiche organolettiche, possiamo addentrarci in qualche ulteriore analisi.
Il vino Falerio essendo ottenuto da un blend di uve, può presentare delle variabili, anche in considerazione del terroir di provenienza; tuttavia si può a grandi linee individuarne i marcatori principali.
Il vino Falerio si presenta generalmente di color giallo paglierino brillante, occasionalmente con sfumature verdi.
Al naso non è molto intenso e complesso; presenta fini note floreali, frutta bianca, raramente di tipo tropicale, sfumature vegetali.
Al gusto è secco e sapido, si avvertono sensazioni fresche di acidità, pomacea, una certa ruvidezza dettata dalla maggiore o minore incidenza delle varie componenti del blend, di solito con finale lievemente ammandorlato.
Proprio tali caratteristiche organolettiche che favoriscono la versatilità d'abbinamento, lo hanno potuto etichettare come vino quotidiano e della tradizione.
Purtroppo nonostante tali valori enologici e tale retroterra storico culturale, la Denominazione è andata nel corso degli anni progressivamente squalificandosi, per il disinteresse dei produttori, per la crescente tendenza verso produzioni da monovitigno, per gli espianti di Trebbiano.
Oggi sul mercato non è raro trovare Falerio Doc anonimi, tendenzialmente acerbi, connotati da eccessiva magrezza.
Stante questa situazione, mi pare di poter dire che sia oggi complicato realizzare un progetto valido di recupero della tipologia; tuttavia è anche vero che per fissare il tratto distintivo territoriale, fattore sempre più indispensabile per ritagliarsi spazi di mercato e dare prospettiva, sarebbe utile ripartire dalle fondamenta.
Occorrerebbe cioè, secondo il mio punto di vista, avere il coraggio di ripercorrere sentieri dismessi o in stato di abbandono, per renderli di nuovo praticabili, provando a recuperare tipologie tradizionali in grado di veicolare storia.
Info di base Denominazione d'Origine Controllata.
La Doc Falerio fu istituita nel 1975, successivamente più volte modificata fino al 2014.
Base ampelografica, Trebbiano 20%-50%, Passerina 10%-30%, Pecorino 10%-30%; possono concorrere altre uve a bacca bianca autorizzate in regione Marche fino a un massimo del 20% (n.d.r.: Trebbiano funge da uva neutra, che non modifica il profilo fruttato di Passerina e quello acido/sapido di Pecorino).
Nel 2011 fu istituita la Doc Falerio Pecorino la cui base ampelografica è almeno 85% Pecorino.
Esiste un unico disciplinare per le due Doc, che norma le differenze tra le due tipologie per ciò che riguarda rese per ettaro, fittezza sesti d'impianto, composizione varietale, titolo alcolometrico.
Di seguito tre Falerio Doc annata 2018 paradigmatici degli attuali standard, tutto sommato dignitosi, freschi e fruttati, inadatti all'invecchiamento, da consumarsi preferibilmente nell'arco di due/tre anni.
Prezzo sullo scaffale circa € 6.
Degustati a 16°C, quindi a temperatura superiore a quella standard per i vini bianchi (10°-12°C), allo scopo di dilatare i marcatori e favorirne la percezione.
Falerio Doc '18
12% vol.
Società Agricola San Filippo
http://www.vinisanfilippo.it/
Limpido, giallo paglierino scarico.
Intenso al naso, ma non molto complesso.
Discreto equilibrio al palato tra parti dure e morbide: note agrumate, biancospino, impronta di tipo vegetale.
Sviluppa scarsamente in ampiezza e persistenza, tuttavia conserva l'impronta autentica, ammandorlata.
Può giovarsi di ossigenazione.
Valutazione @avvinatore: 73/100.
Falerio Doc '18
12,5% vol.
Tenuta De Angelis
http://tenutadeangelis.no-ip.biz/index.php/it/
Cristallino, giallo paglia con riflessi oro.
Mediamente intenso e complesso.
Polpa d'agrume, fiori bianchi, pulito, tendente al morbido con doti d'avvolgenza, laddove il ricco bagaglio glicerico, oppositore della vena acido/sapida, e il frutto tropicale, neutralizzatore del tratto "rurale" tipico, ammorbidiscono da un lato, ma offuscano il tratto distintivo dall'altro.
Valutazione @avvinatore: 73/100.
Falerio Doc '18 Oris
13% vol.
Azienda Vitivinicola Ciù Ciù
http://www.ciuciuvini.it/
Giallo paglia con riflessi verdi e oro, cristallino.
Mediamente intenso e complesso.
Spunti floreali in evidenza, fiore di zagara, mela golden, sottofondo di tipo vegetale, ruvidezze sapide e ammandorlate.
Calore alcolico e glicerine danno ampiezza, discreta persistenza, controbattono la vena acido/sapida che torna decisa nel finale, non pregiudicano la riconoscibilità.
Direi un Falerio nel segno della tradizione.
Valutazione @avvinatore: 77/100.

mercoledì 4 marzo 2020

Vinitaly rinviato a giugno,Veronafiere riposiziona le date

VINITALY, VERONAFIERE RIPOSIZIONA LA DATA:
DAL 14 AL 17 GIUGNO 2020
IL 13 GIUGNO L’ANTEPRIMA DI OPERAWINE CON WINE SPECTATOR
DECISIONE CONCERTATA CON LE PRINCIPALI ASSOCIAZIONI DI SETTORE, IL PRESIDENTE DELLA REGIONE VENETO E IL SINDACO DI VERONA
Verona, 3 marzo 2020 –In considerazione della rapida evoluzione della situazione internazionale che genera evidenti difficoltà a tutte le attività fieristiche a livello continentale, Veronafiere ha deciso di riposizionare le date di Vinitaly, Enolitech e Sol&Agrifood dal 14 al 17 giugno 2020, ovvero nel periodo migliore per assicurare a espositori e visitatori il più elevato standard qualitativo del business”. Così Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere in chiusura del Consiglio di amministrazione della Spa, riunitosi oggi.
Vinitaly, insieme ad OperaWine – ha proseguito il direttore generale –, si svolgerà quindi in un contesto temporale in cui grandi eccellenze del made in Italy, quali Cosmoprof e Salone del mobile, per esempio, avranno il compito di rilanciare con forza l’attenzione dei mercati internazionali e l’immagine dell’Italia. In questo frangente ringraziamo le aziende per la fiducia che ci stanno dimostrando”.
La decisione è stata frutto di un’attenta analisi dei dati disponibili oltre che dell’ascolto delle posizioni degli stakeholder del mercato, incluse le principali associazioni di settore: Unione Italiana Vini, Assoenologi, Federvini, Federdoc, Federazione Vignaioli Indipendenti e Alleanza delle Cooperative settore vitivinicolo.
Lo spostamento a giugno di Vinitaly e di altre importanti manifestazioni internazionali nelle città di Milano e Bologna – spiega Maurizio Danese, presidente di Veronafiere – è un segnale che il made in Italy scommette su una pronta ripresa economica nei settori chiave del sistema-Paese. Auspichiamo quindi che il nuovo calendario fieristico nazionale possa generare una rinnovata fiducia ed essere strumento con cui capitalizzare la ripartenza del nostro Paese”.
Veronafiere attiverà una task force per assistere i propri clienti in ogni ambito necessario alla riorganizzazione delle manifestazioni posticipate e in stretta collaborazione con le associazioni di riferimento predisporrà tutte le azioni di incoming necessarie a garantire la presenza di buyer e operatori professionali qualificati.
Sulle nuove date, inoltre, Confcommercio Verona e Cooperativa Albergatori Veronesi hanno espresso massima disponibilità per favorire lo spostamento delle prenotazioni.
Nel 2021 Vinitaly sarà in calendario nelle sue date consuete (18-21 aprile); date che sono frutto dell’accordo con Union des Grands Crus de Bordeaux (UCGB) col quale dal 2013 c’è un accordo nato per incontrare le esigenze dei protagonisti del mondo del vino, buyer e stampa internazionale in particolare.
TUTTE LE NUOVE DATE DELLE INIZIATIVE DI VINITALY
Vinitaly Design International Packaging Competition 25 marzo 2020
5StarWines / Wine without Walls 15-17 aprile 2020
VIA-Vinitaly International Academy 8-12 giugno 2020
Vinitaly and the City 12-15 giugno 2020
OperaWine 13 giugno 2020
Vinitaly-Sol&Agrifood-Enolitech 14-17 giugno 2020
LE DICHIARAZIONI DELLE ASSOCIAZIONI DI SETTORE
Ernesto Abbona, presidente Unione Italiana Vini: “Condividiamo in pieno le scelte di Veronafiere, sia per quanto riguarda la decisione presa, sia per la relativa collocazione temporale insieme ad altri grandi eventi come Cosmoprof di Bologna e il Salone del Mobile di Milano, che daranno un segnale importante per la ripresa del Paese”.
Sandro Boscaini, presidente Federvini: “Occorre dare un messaggio forte al Paese. Se agiamo uniti nel contesto dello spostamento di data, non solo di Vinitaly, ma di altri grandi eventi internazionali che si svolgeranno in Italia a giugno, potremo contribuire in modo corale al rilancio dell’immagine positiva che merita il made in Italy”.
Riccardo Cotarella, presidente di Assoneologi: “La decisione assunta da Veronafiere su Vinitaly e supportata dalle associazioni della filiera, deriva da considerazioni intelligenti e imprenditoriali. Non si può immaginare un Vinitaly fiore all’occhiello del settore vitivinicolo italiano, nonché evento che tutto il mondo ci invidia, ridimensionato più o meno fortemente nelle presenze di operatori che al momento danno previsioni non soddisfacenti. Questo significa tutelare l’operatività dei nostri produttori e allo stesso tempo proteggere l’immagine del vino italiano e di Vinitaly nel mondo”.
Matilde Poggi, presidente Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti: “Siamo d’accordo con Veronafiere sulla necessità di modificare le date in calendario di Vinitaly. Giugno è l’ultima data utile per un evento sul vino. Come Fivi siamo comunque pronti ad un grande impegno per partecipare, dal momento che questo mese è dedicato tradizionalmente alle lavorazioni in vigna”.
Riccardo Ricci Curbastro, presidente Federdoc: “La nostra posizione è di non dare messaggi negativi al mercato, specie in un momento cruciale per il sistema Paese e per il settore. La situazione negli ultimi giorni è stata diversa da quella sperata e per questo ci sentiamo di condividere la scelta di Veronafiere e di stare sulla stessa linea di Vinitaly, pur consapevoli che ci sarà molto da fare”.
Luca Rigotti, coordinatore settore vino di Alleanza Cooperative: “Condividiamo la scelta di Veronafiere per lo spostamento delle date di Vinitaly. Ora lavoriamo assieme alla fiera affinché il mondo del vino possa dare un messaggio positivo all’economia nazionale”.
Vinitaly 54^ edizione rinviata al 2021:

venerdì 28 febbraio 2020

Vinitaly 2020 confermate le date.

Veronafiere: Vinitaly conferma la data nella terza decade di Aprile 2020 (19/22).
Decisione concertata con le principali associazioni di settore, il presidente della Regione Veneto e il sindaco di Verona.
Il dg Mantovani: «Il settore vino sia svolta positiva per il Paese».
Verona, 26 febbraio 2020 – Veronafiere conferma le date della 54ª edizione di Vinitaly che sarà regolarmente in calendario nella terza decade di aprile, e precisamente da domenica 19 a mercoledì 22.
La decisione, frutto anche di un’attenta analisi dei dati disponibili oltre che dell’ascolto delle posizioni degli stakeholder e del mercato – incluse le principali associazioni di settore –, è stata adottata oggi pomeriggio dal consiglio di amministrazione di Veronafiere.
Si tratta di una decisione concertata inoltre, con il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia e con il sindaco di Verona, Federico Sboarina.
«Il mondo del vino italiano già in passato ha dato un segnale positivo di svolta. Veronafiere è convinta che, anche in questa occasione, il settore potrà contribuire alla ripresa della nostra economia e a rilanciare un clima di fiducia nel Paese», sottolinea il direttore generale Giovanni Mantovani.
Veronafiere, nel mantenere alta l’attenzione, ha programmato in tempi brevi un incontro con i rappresentanti della filiera per attivare tutte le risorse e le azioni di incoming e promozione sui mercati internazionali.
«Siamo consapevoli – aggiunge Mantovani – delle difficoltà del momento e dell’immagine distorta dell’Italia percepita all’estero, ma siamo persuasi che l’emergenza rientrerà, consentendoci di organizzare regolarmente la manifestazione, che rappresenta il traino per il vino italiano nel mondo».
Confermate Sol&Agrifood ed Enolitech con Vinitaly nella terza decade di Aprile 2020 (19/22)
Il concorso Vinitaly Design International Packaging Competition in calendario il 25 marzo; OperaWine con Wine Spectator sabato 18 aprile.
Il dg Mantovani: «Olio Evo, food di qualità, birre artigianali e tecnologie per la produzione pilastri del made in Italy».
Verona, 27 febbraio 2020 – Veronafiere conferma le date di Sol&Agrifood, con il nuovo salone dedicato alle birre artigianali Xcellent Beers, ed Enolitech in contemporanea alla 54ª edizione di Vinitaly: le rassegne saranno regolarmente in calendario nella terza decade di aprile, precisamente da domenica 19 a mercoledì 22.
La decisione è stata adottata nel consiglio di amministrazione di ieri sera, che ha confermato le date delle principali manifestazioni di Veronafiere in aprile.
Leggero spostamento di data per il Vinitaly Design International Packaging Competition, con la riunione della giuria che slitta dal 3 al 25 marzo; mentre OperaWine conWineSpectator, ouvertoure di Vinitaly 2020, è in programma regolarmente sabato 18 aprile.
«Insieme al mondo del vino, quello dell’olio evo, del food di qualità, delle birre artigianali e delle tecnologie per la produzione, sono pilastri del Made in Italy che contribuiscono in modo importante sia alla economia agroalimentare del paese, sia alla sua positiva immagine nel mondo – evidenzia il direttore generale Giovanni Mantovani -. Pur mantenendo alta l’attenzione e consapevoli delle difficoltà del momento, Veronafiere è convinta che questi comparti, unitamente a quello del vino, contribuiranno a rilanciare un clima di fiducia nel Paese».
Web: www.veronafiere.it
Vinitaly 54^ edizione rinviata al 2021:

sabato 22 febbraio 2020

Rosso Piceno Superiore Doc '15 Trufo, Tenuta RipaWine

Ottenuto da uve montepulciano 60%, sangiovese 30%, cabernet sauvignon 10%, maturato 18 mesi in barrique, si presenta con veste brillante, rosso rubino carico, impenetrabile.
Profilo organolettico dinamico, ricco di fiore e di frutto rosso, geraniolo, confettura di mirtilli, crema chantilly, pirazine, accenna all'erbette aromatiche.
Al gusto è caldo, pulito.
L'elevato tenore alcolico implementa doti d'avvolgenza e contribuisce al bilanciamento delle varie componenti quali, glicerine e carica acido-tannica evidente in chiusura.
Direi prestazione degna di nota per questo Rosso Piceno Superiore, certamente non massiccio, proiettato sulla finezza, dotato di frutto e freschezza.
In abbinamento su carni rosse o animali di bassa corte, spezzatino di vitello, faraona arrosto con salsa di ribes.
Degustato a 21°C.
Valutazione @avvinatore: 86/100.
Tenuta RipaWine è cantina cooperativa costituitasi in questi ultimissimi anni.
Dispone di oltre 105 ettari di vigneto, suddivisi in 13 tenute comprese prevalentemente nel territorio amministrativo del comune di Ripatransone (AP), ma anche nel territorio amministrativo dei limitrofi comuni di Carassai (AP) e Castignano (AP).
Società Cooperativa Agricola RipaWine
Via Fonte Abeceto, 34
63065 Ripatransone (AP)
Tel. 333.1419368
Email: info@ripawine.it
Web: https://ripawine.it/
Rosso Piceno e Rosso Piceno Superiore:
info di base disciplinare di produzione.

domenica 16 febbraio 2020

Marche Rosso Igt '13 Musè, La Canosa winery

Ottenuto da uve Montepulciano, maturato in tonneau da 5 hl per un anno, più ulteriori 6/8 mesi in bottiglia, appare alla vista di color rosso granato cupo, impenetrabile, con deposito tartrati e "camicia" in bottiglia.
Marche Rosso Igt '13 Musè
14% vol.
Quadro gustolfattivo rugoso, oltremodo severo, appesantito dal tempo trascorso, sembra aver perso l'originaria energia vitale.
Il frutto nero macerato appare appena percettibile; i marcatori virano sul tartufato e l'ematico, ma a caratterizzare il profilo organolettico è soprattutto il timbro catramoso idrocarburico, di solito appartenente a vini molto più datati.
Percezioni gustative tostate di tipo ossidativo e smaltate, confermano lo stato evolutivo avanzato.
Degustato a 20°C.
Valutazione @avvinatore: 71/100.
Già degustata questa stessa annata poco meno di 4 anni fa, aveva in quell'occasione fornito eccellente prestazione, quantificabile con almeno una dozzina di punti in più nella valutazione a punteggio.
Per comparazione tastings Musè 2013 ed info La Canosa winery:
https://vinidiconfine.blogspot.com/2016/05/cantina-la-canosa-rotella.html
La Canosa
contrada San Pietro 6, frazione Castel di Croce, Rotella (Ap)
tel: +39 0736 374556
fax: +39 0736 375256
email: info@lacanosaagricola.it
web: https://www.lacanosaagricola.it/