venerdì 26 ottobre 2012

Arhonto ’09 Cabernet Sauvignon Montenegro

Uno sguardo oltre confine per testare territori e tradizioni vinicole meno note.
Nel caso di specie: Montenegro.
Regione di tradizione vinicola millenaria, che però è andata disperdendosi nel corso dei secoli.
C’è da considerare infatti che le decine di vitigni coltivati oggi in Europa, non sono altro che i pronipoti dell’unico vitigno impiantato circa duemila anni fa, per decisione dell’imperatore Probo, nei territori conquistati dalle legioni romane: il cosidetto “Heunisch”, così chiamato perché proveniente dal territorio abitato dagli Unni, ovvero dall’antica Illiria, di cui l’attuale Montenegro faceva parte.
Oggi questa antichissima tradizione vinicola montenegrina pare ritrovare vigore, per lo spirito d’iniziativa d’imprenditori e la passione di viticoltori.
Produzione limitata di sole 4000 bottiglie per questo vino di nicchia difficile da reperire sul mercato, ottenuto da uva Cabernet Sauvignon, affinato per 12 mesi in rovere di Slavonia.
Rosso rubino scuro, quasi nero.
Limpido, mediamente consistente, con qualche trasparenza sull’unghia.
Interessante bouquet di profumi, giocato su sensazioni lievemente affumicate, tabacco, cioccolato fondente e la tipica nota erbacea di peperone.
Di buona coerenza gustolfattiva, al palato è lineare, rotondo.
Una struttura di medio calibro, senza grip tannico nè freschezza, tuttavia evidenzia sensazioni di frutto nero maturo e, più marcate, sensazioni erbacee, speziature dolci, cannella, che gli consentono una discreta persistenza.
Sostanzialmente fine, autentico, d’espressione varietale tipica.
Montenegro Cabernet Sauvignon Arhonto ’09
alcool 13 % - circa € 20
Vinarija Krgovic – Rogami, Podgorica
Reperibile on line:
http://vinotekabeograd.com/categories.php?category=Izbor-po-vinariji/Crnogorske-vinarije/Vinarija-Krgovic

sabato 20 ottobre 2012

Barrique and chips

Potrei sottotitolare:  La legalizzazione dell’etichetta ingannevole”.
Perché di questo si tratta: una beffa per il consumatore enoico, che in etichetta trova l’indicazione relativa all’affinamento in legno, ma non quella dell’infusione di chips.
Il regolamento UE 1507/2006 disciplina l’utilizzo dei chips (trucioli enologici) nei vini, nel senso che li consente ad eccezione che nei vini di qualità (in Italia: Docg e Doc).
Però l’azienda vinicola che ne faccia uso, non è obbligata ad indicarlo in etichetta, nonostante a suo tempo numerose furono le opposizioni a tale disposizione (in pratica esse vertevano sull’obbligo di specificare in etichetta la dicitura: “vino aromatizzato con trucioli enologici).
Il rigetto di tali istanze fu giustificato dal fatto che i chips non potevano essere considerati come ingredienti aromatici.
Decisione perlomeno discutibile, poiché i trucioli in realtà cedono aromi, come ad esempio acido vanilico e acido siringico, trasmettendo costituenti del legno di quercia.
Non solo, attualmente sono disponibili sul mercato, kit di diverse specie botaniche in grado di conferire svariate aromatizzazioni, non solo di quercia.
Conseguenza diretta di questa voluta opacità delle modalità di commercializzazione: la drastica diminuzione d’importazioni di barrique in Italia, nonostante i chips siano consentiti solo ai vini di fascia bassa o medio bassa, che di solito non sono rifiniti in barrique.
Tutt’altra cosa è il tradizionale affinamento in legno, che non è aggiunta di aromi, ma è scambio complesso di reazioni ossidative dovute alla microssigenazione.

Al fine di superare gli ostacoli interpretativi e recuperare trasparenza, da più parti si avanzano proposte per inserire tali vini o pseudovini truciolizzati, nell’ambito dei “vini aromatizzati” o “bevande aromatizzate a base di vino”.
Ipotesi questa sostenuta in particolare dal dott. Claudio Modesti, sommelier Ais, che la argomenta nel n° 27 della rivista quadrimestrale “Sommeliers Marche Magazine” edita da Ais Marche.
In sostanza si può oggi affermare che sono in circolazione vini o pseudovini truciolizzati, all’insaputa del fruitore finale, che non è messo nelle condizioni di scegliere.
Qual è la ratio di tutto ciò?
Alla luce di altri indizi significativi (ad esempio la nuova disciplina UE in materia di vino biologico che tra l’altro non consente l’indicazione in etichetta delle percentuali di solfiti:
http://vinidiconfine.blogspot.it/2012/02/nuova-disciplina-ue-in-materia-di-vino.html ),
credo si possa concludere che sia in atto oggi a livello comunitario, un tentativo di omologazione delle produzioni verso il basso, invece di perseguire l’obiettivo di un riallineamento con quelle più avanzate e di tradizione consolidata.
L’esistenza stessa di siffatte norme può dar luogo a pericolosi contraccolpi per l’intero settore, poiché esse legittimano nel viticoltore l’idea dell’opportunità e convenienza di tali scorciatoie.
L’impressione cioè, è che finora in Europa si stia procedendo al contrario, abbassando il livello di qualità di tutto il comparto agroalimentare, non per sostenere il mercato ma per deprimerlo.
Ciò a mio parere finirebbe per penalizzare le distintività, salvaguardando invece gl'interessi particolari di chi propina spazzatura alimentare ed enoica.

approfondimento:
http://ilfattaccio.org/2012/09/15/addio-sovraita-alimentare-monti-dichiara-illegale-lagricoltura-a-kilometro-zero/

lunedì 15 ottobre 2012

Marche rosso Ozio '00, Cameli Irene

Ottenuto in gran parte da uva Montepulciano, questo vino offre lo spunto per una sorta di verifica sulle capacità di tenuta del vitigno.
Si presenta rosso granato uniforme, compatto, non luminoso.
Intrigante è l’impatto olfattivo.
Ampio, complesso e variegato da un lato, diretto e verticale dall’altro.
In evidenza note terziarie e speziate (pepe nero, chiodi di garofano), cuoio, humus e sottobosco, frutto nero stramaturo e amarena in confettura: il tutto avvolto da una parte alcolica ancora molto presente.
Al gusto la situazione è più complicata.
In un primo momento il ricco bouquet di profumi, pare solo parzialmente confermarsi.
In seconda battuta, dopo prolungata ossigenazione, le dinamiche si attivano, trova la giusta espressione e l’intero quadro ne beneficia.
I toni speziati, predominanti all’olfazione, sembrano ora meno incisivi.
Più evidenti le sensazioni di frutto macerato, confettura, liquirizia, cacao amaro.
La nota erbacea di sottofondo, presupporrebbe piccole percentuali di uve internazionali o comunque altro vitigno integrativo.
Questo complesso di sensazioni, unito ad una certa freschezza ed all'astringenza tannica, sbilanciano di poco gli equilibri sulle parti dure.
Mediamente persistente.
L'impressione finale è quella di un vino equilibrato, fine, probabilmente al top della maturità e del potenziale evolutivo.
la bottiglia faceva parte della collezione personale del proprietario
Marche rosso igt ’00 Ozio - alcool 14% - circa € 13.
Azienda agricola Cameli Irene - Contrada Gaico, 19 Castorano (AP)
http://www.vinorossomarche.it/
Ozio '15 degustato qui:

mercoledì 10 ottobre 2012

Slow Wine 2013, Marche

La lista dei vini marchigiani premiati dalla Guida Slow Wine 2013 che sarà presentata ufficialmente il 28 ottobre prossimo a Torino nel corso del Salone del Gusto.
In questa occasione presso la Rampa Nord del Lingotto, domenica 28 a partire dalle ore 15:00, andranno in degustazione oltre 1000 etichette.
Con il biglietto d'ingresso alla degustazione, in omaggio la Guida Slow Wine 2013.
Per acquistare biglietto d'ingresso alla degustazione: http://eventistore.slowfood.it/pagine/ita/store/evento.lasso?cod=SW12
Vini bianchi
Vini Slow
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Il Cantico della Figura 2009 - Andrea Felici
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Misco 2010 - Tenuta di Tavignano
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Salmariano Ris. 2009 - Marotti Campi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. San Paolo Ris. 2009 - Pievalta
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. La Rincrocca 2010 - La Staffa
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. San Michele 2010 - Vallerosa Bonci
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Vigneto del Balluccio 2011 - Tenuta dell'Ugolino
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Tosius 2010 - Ma.Ri.Ca.
Verdicchio di Matelica Mirum Ris. 2010 - Fattoria La Monacesca
Offida Pecorino Ciprea 2011 - Poderi Capecci San Savino
[commento a cura Slow Wine tratto dal sito: http://www.slowfood.it/slowine/pagine/ita/parliamodi.lasso?id_edit=1197
“ Alcune Riserve - suddivise nelle due denominazioni, quella storica e quella di nuova introduzione (Castelli di Jesi Verdicchio Riserva) - di grandissimo pregio: teso, asciutto e dinamico il Cantico della Figura; solido, ampio e molto varietale il Misco; intensamente floreale, succoso e di ottima intensità minerale il Salmariano; rigoroso, austero e profondamente sapido il San Paolo. Si aggiungono quattro Verdicchio Superiore più giovani ma non meno complessi e compiuti: progressivo, dinamico e pieno di personalità il La Rincrocca; esemplare espressione della riva destra dell'Esino il San Michele, incisivo e slanciato; profondo, disteso e salino il Vigneto del Balluccio; di esemplare equilibrio tra eleganza e ricchezza il Tosius. Dal territorio di Matelica la conferma di un ennesimo grande Mirum, profondo, dinamico e cremoso, di grande evoluzione. Infine dal Piceno il Pecorino Ciprea di Simone Capecci, un vino capace di esaltare al massimo la varietà con uno stile nitido e tonico, di grande freschezza e profondità ”.]
Grandi Vini
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Stefano Antonucci 2010 - Santa Barbara
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Podium 2010 - Garofoli
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Vecchie Vigne 2010 - Umani Ronchi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Villa Bucci Ris. 2009 - Bucci
Offida Pecorino Villa Angela 2011 - Velenosi
Vini Quotidiani
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Andrea Felici 2011 - Andrea Felici
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Macrina 2011 - Garofoli
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Ylice 2011 - Poderi Mattioli
Verdicchio dei Castelli di Jesi Di Gino 2011 - Fattoria San Lorenzo
Verdicchio di Matelica Terra Vignata 2011 - Borgo Paglianetto
Offida Pecorino Artemisia 2011 - Tenuta Spinelli
Offida Pecorino Kiara 2011 - San Giovanni
Offida Pecorino Fiobbo 2010 - Aurora
Tra i Metodo Classico italiani che meritano segnalazione.

Verdicchio dei Castelli di Jesi Brut Ubaldo Rosi Ris. 2006 di Colonnara
http://www.slowfood.it/slowine/pagine/ita/parliamodi.lasso?id_edit=1178
Vini rossi
Vini Slow
Valturio 2010 - Valturio
Conero Dorico Ris. 2008 - Moroder
Barricadiero 2010 – Aurora
[commento a cura Slow Wine tratto dal sito: http://www.slowfood.it/slowine/pagine/ita/parliamodi.lasso?id_edit=1207
Valturio è un altro ottimo Sangiovese di montagna, proveniente dal territorio sperduto di Macerata Feltria, un angolo di Marche che respira l'aria della Romagna; un vino fine ed equilibrato, dal sorso vivo e dal gusto complesso che non perde mai la tensione che lo rende elegante. Si riconferma il Dorico, ottimo esempio di Montepulciano del Conero vinificato con eleganza: tornito e senza eccessi di struttura, unisce la polposità del frutto con il tratto gustativo sobrio e non pesante, in continua tensione. Infine una delle migliori versioni di sempre di Barricadiero (Montepulciano con piccolo saldo di Merlot), vino simbolo di Aurora: offre frutto succoso e croccante, con un palato energico e robusto e con una fitta tannicità che lo rende profondo e progressivo”.]
Grandi Vini
Kurni 2010 - Oasi degli Angeli
[commento a cura Slow Wine tratto dal sito: http://www.slowfood.it/slowine/pagine/ita/parliamodi.lasso?id_edit=1207
Kurni è l'inconfondibile versione di Montepulciano che da anni ci propongono Marco Casolanetti ed Eleonora Rossi. Questo millesimo ci sembra uno dei migliori di sempre, meno concentrato e più elegante del solito senza mai perdere quell'esaltazione del frutto e quella complessità gustativa che lo hanno sempre contraddistinto. Un'interpretazione di Montepulciano unica e inimitabile, figlia di una viticoltura attentissima e storicamente naturale".]
Vini Quotidiani
L'Intruso 2009 - Piergiovanni Giusti
Rosso Conero Moroder 2009 - Moroder
Rosso Piceno Sup. 2010 - Clara Marcelli
Rosso Piceno Sup. 2009 - Tenuta de Angelis
Rosso Piceno Sup. Brecciarolo 2009 – Velenosi
Legenda
Vino Slow (tipicità, riconducibilità a vitigno e territorio).
Grande Vino (livello assoluto).
Vino Quotidiano (qualità-prezzo).

sabato 6 ottobre 2012

Rosso Piceno superiore Katharsis '08, Azienda Agricola S. Filippo

L’area di produzione del Rosso Piceno nella tipologia Superiore occupa gran parte della provincia di Ascoli Piceno (all’incirca 13 comuni).
Fa riferimento ad un’estensione territoriale di gran lunga inferiore a quella dell’intera doc Rosso Piceno, che è la denominazione più vasta della regione Marche, in quanto va ad incidere sul territorio di ben 4 provincie: Ancona (esclusa l’area della doc Rosso Conero), Macerata, Fermo, Ascoli Piceno.
In pratica il termine Superiore intende salvaguardare e delimitare l'areale storicamente vocato.

Questo Rosso Piceno Superiore Katharsis '08 dell’Azienda S. Filippo, è quanto di più tipico e tradizionale ci si possa aspettare.
Ottenuto com’è ovvio da uve Montepulciano e Sangiovese, si presenta di color rosso tendente al granato.
Di media consistenza.
Dà immediatamente l’idea di un vino non estremamente concentrato.
Al naso sprigiona un bel bouquet di profumi, inizialmente giocato su note d'amarena ed erbacee.
Poi dopo breve ossigenazione acquista una certa complessità: cuoio, frutto nero macerato, carruba e anche tracce floreali in appassimento.
Al gusto è giocato prevalentemente su toni morbidi, sufficientemente fresco e sapido, con tannino ben integrato.
La nota d’amarena avvertibile all’attacco, lascia ben presto spazio a toni più maturi di tabacco, caffè, rimandi di rovere antico.
Mediamente persistente.
La buona complessità avvertita in fase d'olfazione resta solo in parte confermata.
Mi pare di poter dire che siamo di fronte ad un vino di non grande spessore né muscolare, tuttavia in grado di fotografare al meglio i caratteri tipici della Doc.
Vino "quotidiano" dall'ottimo rapporto qualità-prezzo.

Degustata anche l’annata ’09: ugualmente tipico e bevibile, con caratteri lievemente meno maturi, dovuti sia all’annata che al rinnovo delle attrezzature d’affinamento.

Rosso Piceno superiore ’08 Katharsis - alcool 13,5% - circa € 8.
Prodotto con uve biologiche, controllato da organismo autorizzato MiPAAF IT Bio 004, operatore controllato n° 17376.
Società Agribiologica S. Filippo
contrada Ciafone 17/A, località Borgo Miriam, Offida (AP).
http://www.vinisanfilippo.it/

lunedì 1 ottobre 2012

Marche rosso Solo '08, Fattoria Dezi

Sangiovese in purezza e vino di punta, insieme all'altro cavallo di battaglia "Regina del Bosco",
dell’azienda condotta da Stefano e Davide Dezi in quel di Servigliano (Fm).

Rosso rubino scuro, compatto, consistente, non limpidissimo, non filtrato e con abbondante residuo rilevato a fine degustazione.
Immediati al primo impatto olfattivo, emergono caratteri di finezza, rotondità, armonia, rilevabili anche nelle successive fasi.
Nota alcolica importante, anche fin troppo avvolgente ed in parte coprente, almeno ad un primo step.
Sensazioni floreali in bella evidenza e prevalenti sul fruttato di mora.
In sottofondo anche lieve sensazione catramosa.

Al gusto l’attacco iniziale è contraddistinto da sfumature dolciastre d’amarena.
Successivamente trovano spazio fiori in appassimento, note erbacee di peperone, tabacco da pipa, anche frutti rossi e neri non stramaturi e marasca.

Indubbiamente è vino di notevole stazza, destinato al lungo invecchiamento; tuttavia quest'annata appare non muscolare, non gridata, declinata nel senso dell’espressività non debordante, dell’eleganza, dell’equilibrio tra parti dure e morbide.
Tannino vellutato e una freschezza appena percettibile, finiscono per ridimensionare in parte il grip di persistenza.
Per quanto riguarda l'abbinamento: tagliatelle ai funghi porcini, carni bianche, anatra al forno, formaggi semi stagionati o anche stagionati, ma non piccanti.

Marche rosso igt '08 Solo - alcool 14,5% - circa € 28.
Fattoria Dezi
contrada Fontemaggio 14, Servigliano (Fm)
tel: 0734 710090 - mob: 348 4930312

domenica 23 settembre 2012

Vini veri, vini costruiti

Prendo lo spunto da un editoriale di Alessandro Franceschini, postato su Lavinium in data 17 maggio 2005 ma ancor oggi attuale, per una riflessione sulle tecniche di degustazione in rapporto all'evoluzione dei gusti.
http://www.lavinium.com/italiano/luca_gargano.shtml
Riassumo in estrema sintesi il tema di fondo del post di Franceschini.
Nel corso di un incontro informale con gli operatori della comunicazione di settore, Luca Gargano patron della VELIER e della Triple A, precisa come sia ormai arrivato il tempo per una rivisitazione del sistema di degustazione e conoscenza dei vini.
A tale proposito egli sottolinea come al mutamento del panorama vitivinicolo di questi ultimi anni, indotto dalla crescente importanza assunta dal tema della sostenibilità, non abbia fatto riscontro un adeguamento dei sistemi di valutazione e giudizio, dai quali dipende la classificazione dei valori produttivi e di conseguenza la percezione del concetto di qualità da parte del mercato.
Per risolvere tale questione egli propone di adottare un diverso sistema di degustazione, che non faccia più leva sulle tre fasi visiva, olfattiva, gustativa, ma solo sulla terza (sostanzialmente consisterebbe nel bere il contenuto di un calice tutto di un fiato e concentrarsi successivamente su bevibilità, scorrevolezza, piacevolezza gustativa).
Questa tecnica consentirebbe secondo Gargano, di rilevare meglio i caratteri del vino, per poter distinguere il vino cosiddetto autentico da quello cosiddetto costruito.

La proposta a mio parere non è convincente.
Come del resto l'autore del post, ritengo anch'io che proporre un sistema di degustazione avanzato, diverso da quello tradizionale, sia tutto sommato inutile.
Credo che le difficoltà di distinguere un vino "costruito" da uno non costruito o "vero" come Gargano lo definisce, comunque rimangano, a prescindere dalla tecnica di degustazione; a meno che non si proceda di volta in volta a precise verifiche empiriche, espressamente indicate nel post (di fatto impossibili da realizzare nel momento della degustazione).

Al contrario io direi, che solo dopo un intenso e prolungato allenamento sensoriale, implicato dalle tre fasi della tecnica tradizionale, si può avere una qualche possibilità in più di riuscire a distinguere un vino, che io diversamente da Gargano, definirei di tipo "industriale", da uno di tipo "artigianale".

Al di là di ciò però, io credo che il sistema di degustazione adottato dalle varie associazioni di settore (Ais,Fisar,Onav), abbia come obiettivo primario non tanto di valorizzare questa o quella impostazione produttiva, quanto di essere fondamentale punto di riferimento per il degustatore.
Da questa sorta di base di partenza, ciascuno può, se vuole, procedere ad un'evoluzione degustativa personale, in base alla proprie conoscenze e gusti, aggiungendo al suo bagaglio le tematiche dell'autenticità, della territorialità o quant'altro.
Il discorso invece cambia totalmente a proposito di Guide, pubblici riconoscimenti, critica specializzata.
Qui sono più in linea con la visione di Gargano.
Credo cioè che nell'elaborare un giudizio di qualità, le Guide o comunque la critica in genere, abbiano tra l'altro il compito di tener conto dei mutamenti, dell'evoluzione e delle tendenze in atto nel mondo produttivo.
A loro spetta di comunicare tali flussi, sottolineando e premiando di più gli aspetti dell'autenticità, peraltro oggi da più parti invocata e cercata (l'impostazione articolata della Guida Slowine ad esempio, mi sembra rispondere in parte a questa esigenza).
Credo cioè che Guide e critica specializzata, siano in grado di veicolare meglio il messaggio di Gargano, di quanto non lo possa fare l'utilizzo di una tecnica di degustazione diversa da quella tradizionale.

martedì 18 settembre 2012

Rosso Piceno Granarijs '07, Tenute Rio Maggio

L’area della Doc Rosso Piceno è la più vasta della regione Marche, poiché va ad interessare il territorio di ben quattro province: Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Ancona (con l’esclusione all’interno di quest’ultima, dei territori appartenenti alla zona di produzione del Rosso Conero).
Solo nella parte più meridionale di questa zona di produzione, in una ristretta area a ridosso della sponda sinistra del fiume Tronto che dal mare Adriatico arriva fino ad Ascoli Piceno delimitata a sud dalla via Salaria e a nord dalla strada Ripatransone-Grottammare, si può ottenere la tipologia Superiore (che è mero riferimento territoriale posto a tutela dell’area classica, storicamente vocata).
Di fatto però, anche al di fuori di tale area Doc storicamente vocata, non è poi così raro trovare dei Rosso Piceno di un certo livello.
L’accurata selezione in vigna finalizzata ad ottenere un frutto ricco, perfettamente maturo, di grande carica polifenolica, è base indispensabile per estrarre sostanza e carattere in fase di vinificazione.
In estrema sintesi è questa la linea seguita per realizzare il Rosso Piceno di punta (70% Montepulciano 30% Sangiovese) dell’azienda Rio Maggio.

Prende il nome da Mons Granarijs, antico toponimo di Montegranaro (Fm) (città adibita a deposito di grano ai tempi dell’Impero Romano).
Si presenta rosso rubino scuro e concentrato.
All’analisi olfattiva emergono in particolare note intense di prugna macerata e in confettura, nota alcolica e cuoio.
Al gusto le sensazioni di frutto maturo rilevate all’olfazione, virano decisamente verso note di cioccolato, tabacco, spezie dolci, liquore al caffè, sostenute da una sfumatura acidula particolare, simile al frutto del melograno.
Sapido in centro bocca, con componente tannica ben presente e viva.
L’estrazione glicerica piuttosto marcata, mantiene in equilibrio il rapporto tra parti dure e morbide, anzi con leggero sbilanciamento sulle seconde.

Rosso Piceno doc ’07 Granarijs
alcool 14,5 % - circa € 17
Imbottigliato all’origine da Tenute Rio Maggio
Montegranaro (FM)
http://www.riomaggio.it/

Abbinato su carne alla griglia

giovedì 13 settembre 2012

Tre Bicchieri 2013 Marche della Guida Vini d'Italia del Gambero Rosso

La lista dei vini marchigiani premiati con i Tre Bicchieri dalla Guida Vini d’Italia 2013 del Gambero Rosso, che sarà in uscita dal prossimo mese.

Barricadiero 2010 Aurora
Il Pollenza 2009 Il Pollenza
Kurni 2010 Oasi degli Angeli
Rosso Piceno Superiore Roggio del Filare 2009 Velenosi

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Crisio Riserva 2010 Casal Farneto
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Il Cantico della Figura Riserva 2009 Felici Andrea
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico San Sisto Riserva 2009 Fazi Battaglia
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Stefano Antonucci Riserva 2010 Santa Barbara
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Vigna Novali Riserva 2009 Terre Cortesi Moncaro
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Villa Bucci Riserva 2009 Bucci

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Capovolto 2010 La Marca di San Michele
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Pallio di San Floriano 2011 Monteschiavo
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Podium 2010 Garofoli
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore San Michele 2010 Vallerosa Bonci
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Vecchie Vigne 2010 Umani Ronchi

Verdicchio dei Castelli di Jesi Brut Ubaldo Rosi Riserva 2006 Colonnara

Verdicchio di Matelica Mirum Riserva 2010 La Monacesca


Il numero dei premiati è grosso modo lo stesso degli ultimi anni.
Molta attenzione in particolare sul Verdicchio dei Castelli di Jesi, nelle versioni Classico Superiore e Classico Riserva, considerato ormai unanimemente ambasciatore principe della viticoltura marchigiana. Quest’anno premiato per la prima volta un metodo classico al di sotto del Po, appunto da uve Verdicchio.
Personalmente qualche perplessità sulla scarsa considerazione riservata ai rossi.
Sia nell’areale anconetano che in quello delle Marche meridionali, era a mio parere possibile individuare qualche vino interessante e di pregio, non solo a denominazione, ma anche a indicazione geografica, rappresentativo della viticoltura del territorio.

domenica 9 settembre 2012

Spumante brut Lo Spudorato di Buglioni

Vino spumante Brut metodo Charmat-Martinotti, ottenuto da uve Garganega e Durella, vinificate e spumantizzate assieme.
Si presenta di un bel colore paglierino cristallino, con tendenza al dorato.
Quadro organolettico non particolarmente complesso, giocato sia al naso che al gusto su toni agrumati e sensazioni cremose.
In particolare evidenza al palato, note di frutta esotica e pesca nettarina.
Di bell’ampiezza, anche armonico: con baricentro spostato verso le parti morbide, ma con acidità calibrata che invita al nuovo sorso.
Piuttosto persistente il finale, per nulla stucchevole.
L’impressione di un vino sostanzialmente fine è corroborata dall’effervescenza setosa, dovuta a minor apporto di carbonica (tipo Crèmant o Satèn).
Vino d’entrèe.
Abbinato su cozze dell'Adriatico in guazzetto
Vino Spumante Brut “Lo Spudorato”
alcool 12,5 % - circa € 15
spumantizzato con metodo Martinotti da I.C.Q. VR 1103 per conto della Cantina Buglioni.
Azienda Agricola Buglioni
via Campagnole 55, S. Pietro in Cariano loc. Corrubbio (VR)
http://www.buglioni.it/
post correlato:
http://azienda-buglioni-al-vinitaly-2011.html

giovedì 6 settembre 2012

Corso di secondo livello Sommelier Ais

L'Associazione Sommeliers AIS Marche Delegazione di Fermo e Porto San Giorgio, organizza il corso per Sommelier di secondo livello a partire da 1 ottobre 2012.
Le lezioni si svolgeranno dalle ore 20,30 alle ore 23,00 circa, presso Hotel Il Timone -  Via Kennedy, 63822 Porto San Giorgio (FM).
http://www.aismarche.it/

Programma
1) Lunedì 01.10.12 - Tecnica della degustazione - Somm. Claudio Giacomini
2) Martedì 9.10.12 - Piemonte e Valle d'Aosta - Somm. Alessio Cingolani
3) Martedì 16.10.12 -Veneto e Friuli Venezia Giulia - Somm. Stefania Morbidelli
4) Giovedì 18.10.12 - Lombardia e Trentino Alto Adige - Somm. Prof. Stefano Isidori
5) Martedì 23.10.12 - Marche ed Emilia Romagna - Somm. Antonio Giangrossi
6) Lunedì 29.10.12 - Liguria e Toscana - Somm. Alessio Cingolani
7) Martedì 06.11.12 - Lazio e Umbria - Somm. Valeria Cesari
8) Martedì 13.11.12 - Abruzzo, Molise e Campania - Somm. Claudio Giacomini
9) Giovedì 15.11.12 - Puglia, Basilicata e Calabria - Somm. Prof. Cesare Lapadula
10) Martedì 20.11.12 - Sicilia e Sardegna - Somm. Prof. Stefano Isidori
11) Martedì 27.11.12 - Vitivinicoltura in Francia: parte I - Somm. Prof. G. Compagnucci
12) Martedì 04.12.12 -Vitivinicoltura in Francia: parte II - Somm. Prof. G. Compagnucci
13) Giovedì 06.12.12 - Viticoltura nei Paesi europei - Somm. Cosimo Tomassini
14) Martedì 11.12.12 - Vitivinicoltura nei Paesi del mondo - Somm. Cosimo Tomassini
15) Martedì 18.12.12 -Approfondimento degustazione e autoverifica - Somm. Claudio Giacomini

Direttore del corso: Somm. Prof. Stefano Isidori.
Assistenti: Somm. Diego Ciarrocca, Somm. Stefania Morbidelli.

Quota di partecipazione € 440 comprende: la partecipazione al corso, il materiale didattico (libri di testo, quaderno di degustazione), IVA.
La caparra confirmatoria da versare all’atto dell’iscrizione è di € 200.
Obbligatorio iscrizione all’Associazione per l’anno 2012 € 80.

Per le iscrizioni rivolgersi al Direttore del corso, Somm. Prof. Stefano Isidori -  mob.:333 5825397 -
mail: fermo@aismarche.it




lunedì 3 settembre 2012

Di Vino in Vino Offida, ventunesima edizione.

A Offida (AP) 21^ edizione della tre giorni vinicola, calendarizzata quest’anno tra fine agosto e inizio settembre.
Come da tradizione ha trovato degna cornice nel trecentesco ex Monastero di S. Francesco, sede dell’Enoteca Regionale delle Marche e sede della Vinea società cooperativa agricola che organizza l’evento http://www.vineamarche.it/
In verità la formula collaudata prevede due nuclei logistici principali: l’ex Monastero di S. Francesco destinato alle degustazioni e Piazza del Popolo sede del mercatino prodotti tipici e degli stands di Street Food. A tutto ciò fanno da corollario altri eventi di tipo culturale, come da programma: http://vinidiconfine.blogspot.it/2012/08/di-vino-in-vino-2012-offida.html
La manifestazione offidana raggiunge in questo modo il duplice obiettivo di essere ambasciatrice della vocazione vinicola picena e al tempo stesso strumento di promozione turistica del territorio.
Altresì trovando nella capacità di coesione di cittadinanza, attività commerciali varie e associazioni di categoria locali, il supporto indispensabile per la riuscita dell’evento.

Fatta la dovuta premessa, vado ad alcune considerazioni sull’edizione 2012: un’edizione tra luci ed ombre.
Lo stato di crisi economica contingente, sembra infatti non averla risparmiata. Ne è prova il sensibile calo di partecipazione degli espositori, sia vinicoli che di prodotti tipici.
In compenso, e ciò è di buon auspicio, sempre alto resta l’afflusso di visitatori e appassionati. In particolare, estremo interesse e partecipazione da parte del target più giovane.
Altro dato significativo è come i tre giorni destinati alle degustazioni possano rappresentare per addetti ai lavori, organi d’informazione di settore ed appassionati, un’occasione proficua per avere un quadro indicativo e sintetico dell’andamento produttivo locale.
Personalmente sotto esame quest’anno i Pecorino 2011.
Un’annata a mio parere discreta. Apparentemente non ricchi di estratto, ma senz’altro varietali, con scheletro d’impianto sostenuto da bella acidità e mineralità. Per questo motivo non immediati, ma vini da aspettare: destinati ad evolvere positivamente nel medio periodo.
Sui rossi conferme positive.
Livello in crescita anche sui vini di fascia media, come ad esempio il Rosso Piceno sup. Katharsis ’09 di S. Filippo.
Per quanto riguarda i vini rossi di fascia alta a Igt, Offida Doc e Rosso Piceno Superiore, solo l’imbarazzo della scelta.
Alcune delle etichette degustate:
Marce rosso Igt Barricadiero ’09 di Aurora,
Marche rosso Igt Miro ’05 di Montevarmine,
Marche rosso Igt Rozzano ’05 di Villa Pigna,
Offida rosso Doc Mida ’08 di Allevi Maria Letizia,
Rosso Piceno Doc(riserva) Nero di Vite ’05 di Le Caniette,
Rosso Piceno Doc sangiovese Dolce Vite ’08 di Irene Cameli,
Rosso Piceno sup. Dop Konè ’10 di Vigneti Vallorani (alla sua prima edizione e di grande prospettiva).
A partire dal 2013 la manifestazione cambia format e diventa Vinea Festival:

domenica 26 agosto 2012

Ristorante Secondo Pensiero a Porto San Giorgio

Mini ristorantino di pesce in pieno centro cittadino a Porto S. Giorgio (Fm).
Una ventina di coperti nel locale interno climatizzato; una quindicina nella veranda esterna che si affaccia sulla pubblica via.
pescheria Delizie del Mare
Completamente a conduzione familiare, questa attività commerciale è del tutto sui generis, poichè opera a 360°: non solo ristorazione, ma anche pescheria al dettaglio, punto d'incontro per aperitivi, snacks, finger food, cibi da asporto su prenotazione.
trigliette in brodetto
(cicinelli nel gergo locale)
Cucina di mare tradizionale, semplice, ricca di sapori, generosa, mediterranea.
Largo uso di prodotti dell'orto, di condimenti e intingoli che enfatizzano, a volte fin troppo, la ricchezza e il gusto del pescato del giorno, sempre di prima qualità, piuttosto variegato nelle tipologie, nonostante il periodo di fermo pesca in Adriatico da agosto a settembre per la marineria locale.
Cantina per il momento, ancora poco fornita.
pesce San Pietro al forno con patate
Top Menù
Antipasti:
Razza bollita e verdurine.
Gamberetti e fagioli borlotti.
Seppioline arrostite e ripassate al limone.
Moscardini con patate e moscardini in potacchio.
Trigliette in brodetto (cicinelli nel gergo locale).
Canocchie bollite e scampi bolliti farciti con verdurine.
Crudità di tonno e mazzancolle.
Primo piatto:
Spaghetti con gamberi, calamaretti (casciaroli nel gergo locale), pomodorini arrostiti.
Secondi piatti:
Frittura con calamaretti (casciaroli), moscardini, triglie.
2 Pesce S. Pietro al forno con patate.
canocchie bollite e scampi farciti con verdurine
moscardini con patate e in potacchio
crudità di tonno e mazzancolle
frittura con calamari, moscardini, triglie
Totale conto finale per 7 persone € 350.
Ristorante Secondo Pensiero 
via Mazzini 64, Porto S. Giorgio (Fm)
tel.: 328 7954240
Nota importante:
nel 2014 il ristorante ha chiuso la sede di Porto San Giorgio e si è trasferito a Civitanova Marche (Mc).

martedì 21 agosto 2012

Di Vino In Vino 2012, Offida

Tradizionale appuntamento giunto alla 21^ edizione, con le eccellenze enologiche del territorio piceno, in programma 31 agosto e 1 - 2 settembre nel centro storico di Offida (AP) e nel trecentesco ex Monastero di S. Francesco, sede dell'Enoteca Regionale delle Marche.
il chiostro
dell'ex monastero
IL PROGRAMMA.

Venerdì 31 agosto.
Enoteca Regionale delle Marche: dalle ore 18.00 alle ore 22.00 degustazione dei vini delle aziende partecipanti alla rassegna. Ingresso € 5.
Piazza del Popolo: dalle ore 18.00 i grandi vini del piceno in abbinamento al cibo di strada, in collaborazione con Associazione Ristoratori Offida e Ais Marche.
Sempre dalle ore 18.00 mercatino dei prodotti tipici agroalimentari.
Enoteca Regionale delle Marche: dalle ore 20.30 Cena nel Chiostro di S.Francesco "Argento Vivo", menù degustazione con piatti a base di pesce azzurro dell'Adriatico. Costo € 25 vini esclusi. Gradita prenotazione - segr. Vinea 0736.880005 (orario ufficio) - Osteria Ophis 328.3071254.
Sabato 1 settembre.
Museo di Offida: dalle ore 11.30 nell'ambito di Offida Opera Festival organizzato dall'Amm. Comunale di Offida, inaugurazione della mostra "Maria Callas il percorso di un mito". info e prenotazioni Comune di Offida (Ufficio Cultura) 0736.888706.
Enoteca Regionale delle Marche: dalle ore 16.30 alle 22.00 degustazione dei vini delle aziende partecipanti alla rassegna. Ingresso € 5.
Piazza del Popolo: dalle ore 18.00 i grandi vini del piceno in abbinamento al cibo di strada, in collaborazione con Associazione Ristoratori Offida e Ais Marche. Sempre dalle ore 18.00 mercatino dei prodotti tipici agroalimentari.
Enoteca Regionale delle Marche: dalle ore 20.30 Cena nel Chiostro di S.Francesco "La Regina Rossa", menù degustazione con piatti a base di carne bovina marchigiana. Costo € 25 vini esclusi. Gradita prenotazione - segr. Vinea 0736.880005 (orario ufficio) - Osteria Ophis 328.3071254.
Chiesa di Santa Maria della Rocca: ore 21.00 nell'ambito dell'Offida Opera Festival organizzato dall'Amm. Comunale di Offida, concerto inaugurale "Omaggio a Vivaldi", Chamber Orchestra R. Strauss e Coro Cappella Musicale della Santa Casa di Loreto. Ingresso € 15. info e prenotazioni Comune di Offida (Ufficio Cultura) 0736.888706.
Piazza del Popolo
Domenica 2 settembre.
Enoteca Regionale delle Marche: dalle ore 16.30 alle 22.00 degustazione dei vini delle aziende partecipanti alla rassegna. Ingresso € 5.
Piazza del Popolo: dalle ore 18.00 i grandi vini del piceno in abbinamento al cibo di strada, in collaborazione con Associazione Ristoratori Offida e Ais Marche. Sempre dalle ore 18.00 mercatino dei prodotti tipici agroalimentari.
Enoteca Regionale delle Marche: menù degustazione con piatti a base di carni di bassa corte. Costo € 25 vini esclusi. Gradita prenotazione - segr. Vinea 0736.880005 (orario ufficio) - Osteria Ophis 328.3071254.
postazione self service
fuori le mura
Vinea società cooperativa agricola - via Garibaldi 75, Offida (AP) - tel.: 0736.880005 - 0736.888626 - mail: info@vinea.191.it
http://www.vineamarche.it/ 

Cronaca e immagini della 21^ edizione:
http://vinidiconfine.blogspot.it/2012/09/di-vino-in-vino-offida.html

A partire dal 2013 la manifestazione cambia format e diventa Vinea Festival:

lunedì 13 agosto 2012

Giulio Ferrari Riserva del Fondatore '01

Paglierino brillante con riflessi tendenti al giallo oro, per questo Cru da Vigneto Pianizza.
Certamente un must dell'enologia italiana e portabandiera della Doc trentina.
Questo metodo classico esalta in special modo i caratteri di finezza dello chardonnay, piuttosto che esprimere potenza o voluminosità.
Quadro organolettico senz'altro complesso, tuttavia con evidenti differenze tra fase olfattiva e gustativa.
Al naso prevalgono note burrose, cremose, lieviti e crosta di pane: sensazioni grasse di vino più che maturo.
Al gusto viceversa l'impatto è deciso, sferzante, duro, in questo legandosi a doppio filo con i caratteri tipici della Doc.
Lo scheletro d'impianto è sostenuto da acidità vibrante come una spremuta di limone.
Lo stato evolutivo evidenzia note di croccante al rhum e sensazioni affumicate, che persistono nel finale, ma che solo parzialmente controbilanciano l'astringenza viva dell'agrumato.
In sostanza un metodo classico prestigioso e versatile, per le occasioni importanti o a tutto pasto.
Ideale su piatti di una certa succulenza o grassezza.
Trento doc Giulio Ferrari Riserva del Fondatore '01 - alcool 12,5% - circa € 70
http://www.cantineferrari.it/
Abbinato su un piatto tipico, prestigioso anch'esso, ma povero, appartenente alla tradizione marinara del medio Adriatico.
Zuppetta di trigliette (cicinelli nel gergo locale) su pane bruschettato
procedimento:
fare un soffritto di cipolle, peperone, pomodoro verde;
aggiungere pepe, peperoncino e un bicchiere non colmo d'aceto in chiusura.

mercoledì 8 agosto 2012

Drazna belo '06 di Cotar

Uno sguardo oltre confine per cogliere evoluzione e sviluppo della viticoltura in altri territori.
Nel caso di specie: Slovenia.
Branko e Vasja Cotar fanno parte della nutrita schiera di produttori cosiddetti naturali che con uno sguardo al passato, oggi si propongono come avanguardie.
Pratiche enologiche ridotte al minimo, artigianalità, ricerca di caratteri autentici, sono le parole d’ordine.
Un “orange wine”, torbidescente, lungamente macerato, non filtrato.
Ottenuto da uve Malvasia, Vitovska, Sauvignon, Chardonnaycon percentuali prevalenti delle prime due.
Al naso profumi fruttati: ananas, frutto esotico, mango, papaya e sfumature floreali.
In bocca è aspro e arido, come i terreni carsici da cui proviene.
In questa fase le note morbide del frutto maturo emerse all'olfazione, fanno solo da corollario, cedendo il passo ad evidenze speziate di noce moscata e a note terrose.
Gradevoli sensazioni agrumate in sottofondo.
In chiusura si sviluppa un tannino scomposto, che asciuga il palato.

L’impressione è quella di un vino diverso dal solito, a tratti rustico, alterna in modo approssimativo caratteri tra loro antitetici, che non trovano la sintesi ideale.
Paga certamente uno scotto in fatto di armonia, ma forse ci guadagna in autenticità.

Primorska Drazna belo '06
alcool 12,3 % - circa € 20.
Azienda Cotar
Gorjansko 18, Slovenija
http://www.cotar.si/ita

mercoledì 1 agosto 2012

Pinot Gris Lo Triolet '10

L’altura e la natura chimico fisica del suolo ne timbrano i caratteri: un vino di montagna molto convincente.
Giallo paglierino con tendenza al ramato: opacescente, non perfettamente limpido, conforme all’ortodossia del Pinot Grigio in purezza.
L’esame olfattivo è decisamente intrigante per verticalità ed ampiezza: note di frutta esotica, ananas, pera matura, qua e là sfumature impercettibili di pesca a polpa gialla e mallo di noce.
Un bouquet di profumi ampio, minerale, interessante.
Al palato le impressioni olfattive trovano piena conferma.
In particolare è rilevabile l’estrema armonia tra fruttato e sapidità, veri assi portanti della struttura.
Frutto esotico, buccia d’agrume, nota mandorlata, spiccata mineralità, caricano di materia e danno gratificazione gustativa.
Avvertibile la sensazione pseudo calorica dovuta al tenore alcolico, che avvolge il palato, ammorbidisce le sensazioni, produce lo sviluppo in ampiezza dei caratteri.
Piuttosto persistente in chiusura.
L’impressione finale è quella di un vino con equilibrio raggiunto: già maturo nonostante di vendemmia relativamente recente.

Valle D’Aoste doc Pinot Gris ’10 – alcool 14% - circa € 13.
Azienda Lo Triolet di Marco Martin - Introd (AO)
http://www.lotriolet.vievini.it/
Abbinato su spaghetti ai frutti di mare

lunedì 23 luglio 2012

Falerio una Doc d'aMare 2012 a Porto S. Elpidio

Nella tradizionale sede di Villa Baruchello a Porto Sant'Elpidio, IX^ edizione della manifestazione che celebra la Doc Falerio.
Denominazione d'origine controllata che insiste sul territorio delle provincie di Ascoli Piceno e Fermo e il cui disciplinare di produzione successivamente modificato, risale al 1975.
Organizzazione curata da: Confcommercio di Porto S. Elpidio e Sant'Elpidio a Mare, con il patrocinio di Camera di Commercio, Regione Marche, Amministrazione Provinciale, Comuni di Porto S. Elpidio e Sant'Elpidio a Mare e la collaborazione di Ais Marche delegazione di Fermo.
Nel corso della serata aperta al pubblico, musica dal vivo, ricco buffet e degustazione dell'annata 2011 di 18 Falerio (trebbiano,passerina,pecorino) e 11 Falerio Pecorino (minimo 85% pecorino) in omaggio a quest'ultima neonata Doc entrata in vigore lo scorso anno.
Due i concorsi indetti.
1) Concorso per il miglior Falerio e Falerio Pecorino, rivolto ai produttori vitivinicoli.
2) Concorso denominato "Un piatto per il Falerio", rivolto ai ristoratori di Porto S. Elpidio e Sant'Elpidio a Mare, consistente nella ricerca dell'abbinamento ideale tra un piatto di pesce e un'etichetta di Falerio.
Vini e piatti sottoposti a giudizio da una commissione d'assaggio composta da otto esperti sommeliers.
Questi i risultati dei concorsi.
Classifica Falerio Doc
1) Terre Cortesi Falerio  dell'Az. Agr. Terre Cortesi Moncaro di Accquaviva Picena (AP)
2) Falerio  della Soc. Agr. S. Filippo di Offida (AP)
3) Il Borgo  dell'Az. Agr. Centanni Giacomo di Montefiore dell'Aso (FM)
Classifica Falerio Pecorino doc
1) L'Argento di Manù  della Soc. Agr. Villa Manù di Lapedona (FM)
2) Maree  dell'Az. Agr. Madonna Bruna di Fermo
3) Celestiale  dell'Az. Agr. Casale Vitali di Montelparo (FM)
Concorso "Un piatto per il Falerio"
1) Ristorante Il Giardino.
ricetta: Gamberi Cushì - vino: Falerio Zero Quindici di Az. Agr. Collevite s.r.l. Monsampolo del Tronto (AP)
2) Ristorante Tropical.
ricetta: Polpettine di seppia con vongole e pomodori verdi - vino: Falerio di Soc. Agr S. Filippo di Offida (AP)
3) Ristorante Kookà.
ricetta: Duetto di tonno allo spiedo - vino: Falerio dei Colli Ascolani di Az. Agr. Terra Fageto di Pedaso (FM)
Menzioni e riconoscimenti speciali
Ristorante Trattoria Trentasette "Originalità e tecnica di esecuzione".
ricetta: Tonno con gelato all'olio extra vergine d'oliva - vino Telusiano di Az. Agr. Rio Maggio di Montegranaro (FM)
Ristorante Locanda del Bacci "Rivisitazione di un piatto tradizionale".
ricetta: Pancotto alla marinara - vino: Falerio Zero Quindici di Az. Agr. Collevite s.r.l. di Monsampolo del Tronto (AP)
Ristorante Sudomagodo "L'utilizzo dell'orto al mare".
ricetta: Insalata estiva di baccalà e legumi - vino: Falerio doc di Az. Agr. Velenosi Ercole di Ascoli Piceno.
Come di consueto presso la Sala Conferenze, convegno d'apertura.
Quest'anno il tema verteva su "Falerio...finalmente il Pecorino!".
In particolare gli interventi dei rappresentanti di Ais e Assoenologi, hanno evidenziato le difficoltà attuali di coordinamento tra produttori e altri esponenti della filiera enogastronomica, a fronte delle mutate esigenze del mercato. Per converso i crescenti investimenti fatti registrare in viticoltura, testimoniano la volontà odierna dei produttori d'impegnarsi a fondo nel settore (n.d.r.: a sostegno di tali investimenti, si è inserita la procedura che ha portato alla nascita della nuova Doc Falerio Pecorino; resasi necessaria per supportare quei viticoltori che avendo investito sul Pecorino, non trovavano nella normativa esistente, adeguate tutele).
Il convegno ha comunque sviluppato altre tematiche di carattere più generale.
Negli interventi dei rappresentanti degli enti territoriali, delle associazioni di categoria e dello stesso Prefetto, è in particolare emersa l'esigenza di come sia utile oggi, per meglio assorbire i contraccolpi negativi della globalizzazione e della crisi finanziaria, affidarsi ad una sorta di mutazione competitiva dell'economia del Paese.
Nella ricerca di queste nuove formule a livello sia locale che nazionale, turismo ambientale e turismo enogastronomico possono diventare fattori decisivi per il recupero di competitività sul mercato interno estero.

martedì 17 luglio 2012

Azienda Terra Fageto di Pedaso ai Giovedì della Cisterna

Incontro degustazione con i vini dell'Azienda Agricola Terra Fageto di Pedaso (FM), tenutosi a Fermo presso La Cisterna ArtCafè.
Nell'occasione presentato ufficialmente il nuovo marchio "Terra Fageto", che sostituisce il precedente "Castello Fageto", adeguandolo alla normativa che consente il termine Castello solo alle aziende che abbiano un  tale manufatto tra le unità immobiliari di proprietà.
In degustazione parte della produzione.
Vini tipici, con forte legame territoriale ed ottimo rapporto qualità/prezzo.
Rosso Piceno doc selezione Rusus '10 (50%montepulciano50%sangiovese)
Clelia-Passerina Spumante Brut metodo Charmat Martinotti (100%passerina)
Marche bianco igt Passerina Letizia '11 (100%passerina)
Rosso Piceno doc (50%montepulciano50%sangiovese)
Marche rosso igt Serrone '09 (60%cabernet sauvignon40%merlot)
Grosso modo metà delle etichette aziendali, che prevedono anche:
Falerio doc (trebbiano,passerina,pecorino)
Offida Pecorino docg Fenesia,
Marche bianco igt Elisena (chardonnay,malvasia).
Prezzo in cantina per tutta la produzione, tra  4 e 10 euro.
Vini ottenuti da circa 18 ettari vitati (ripartiti tra i comuni di Campofilone, Altidona, Pedaso, Porto S. Giorgio), dei 30 complessivi di proprietà.

Info, contatti Terra Fageto e Cantina Di Ruscio:

L'incontro con l'Azienda Agricola Terra Fageto è avvenuto nell'ambito dei "Giovedì della Cisterna": serie d'appuntamenti estivi con le aziende rappresentative del territorio organizzati da VinFermo, Associazione Culturale VastaVistaSociaLab, Associazione Culturale Armonicamente.
L'intero programma prevede: 5/7 Cantina Ortenzi, 12/7 Terra Fageto, 19/7 Santa Liberata, 26/7 Le Corti dei Farfensi, 2/8 Lumavite, 9/8 Fausti, 16/8 i Verdicchio, 23/8 il Vino cotto.
Il tutto a Fermo presso La Cisterna ArtCafè, dove l'Associazione Culturale Armonicamente (tel: 348.0691303 - 331.7789540) è caffè letterario, luogo per degustazioni, concerti, jam session, sala conferenze, proiezione films, esposizioni e mostre, eventi, feste private.
Situata in un palazzo storico di proprietà del Conte Falconi (via Adami 1, proprio sotto Piazza del Popolo) dagli spazi antichi, ma riadattati in chiave moderna dall'architetto fermano Massimo Gazzani.