martedì 13 giugno 2023

Grand Tour delle Bollicine Marchigiane, masterclass Metodo Classico

Nel corso di Bollicine Marchigiane festival del vino spumante made in Marche svoltosi 10 e 11 giugno 2023 nella suggestiva cornice di Villa Bonaparte in pieno centro città a Porto San Giorgio (Fm), degustazione guidata a cura di Ais Marche di 5 Metodo Classico marchigiani da uve autoctone.
Hanno da par loro guidato la degustazione Somm. Guido Andrenacci e Somm. Stefano Isidori presidente Ais Marche, con interventi in prima persona dei singoli produttori.
Cinque Metodo Classico da uve autoctone, tre da uve a bacca bianca (ribona, bianchello, verdicchio), due rosati da uve a bacca rossa (aleatico, sangiovese).
Colli Maceratesi Doc Ribona Metodo Classico 2019 Dosaggio Zero, Fontezoppa
30 mesi sui lieviti, sboccatura 2022
6.000 bottiglie per questo spumante da uve maceratino or ribona.
Giallo paglierino con riflesso verdognolo; grande vitalità freschezza, frutta gialla, fiori gialli, mimosa, toni iodati.
Equilibrio e morbidezza al palato.
Frittura di mare.
Bianchello del Metauro Doc Metodo Classico Riserva Dosaggio Zero 2016 Conte Giulio,
Bruscia
48 mesi sui lieviti, tiraggio 2018, sboccatura 2022
Da uve bianchello, appare giallo paglia con riflesso dorato.
Fine perlage, note aromatiche intense, menta selvatica, sentori vegetali, cetriolo, crosta di pane e lieviti, frutta esotica.
Bolla setosa apporta morbidezza.
Sapido e lungo, forse un po' carente di freschezza rispetto al precedente.
Torta salata in abbinamento.
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Metodo Classico 2015 Dosaggio Zero,
Casaleta
72 mesi sui lieviti, sboccatura 2022
Giallo paglia tendente al verde, fine perlage, persistente.
Risposta varietale, agrumato, citrino, lieviti e crosta di pane, sentori iodati, frutta bianca e fiore bianco che vira su fiore d'acacia al palato.
Carica acidica e sapidità si prolungano nel finale tipicamante ammandorlato.
In abbinamento su piatti a tendenza grassa.
Pergola Doc Metodo Classico Brut Rosè 2018 Cuvèe Emma Rossi,
Fattoria Villa Ligi
36 mesi sui lieviti, sboccatura 2022
Da uve aleatico, effervescenza e persistenza.
Appare rosa tenue, ha grande aromaticità: note vegetali, menta selvatica, venatura floreale di rosa e violetta, sentori balsamici, melograno.
Al palato non ha la carica acido/sapida del precedente, viceversa conferma il tratto delicato anticipato dalle caratteristiche cromatiche e olfattive.
Tartare di pesce.
Metodo Classico Nature Rosè 2017 Mont'illi,
Casale Vitali
60 mesi sui lieviti, sboccatura 2023
Special Edition, prodotto in sole 600 bottiglie.
Da uve sangiovese, appare rosa tenue, tendente al cerasuolo.
Effervescenza e persistenza.
Frutto rosso, ciliegia, carica acidica notevole, accenni floreali, speziatura, lieve tostatura e affumicatura simile a polvere da sparo.
In abbinamento su pesci grassi, crostacei, tartare di gamberi, ma anche su focaccia e burrata.
Considerazioni a margine
La due giorni Sangiorgese, di grande successo, dedicata ai vini spumante marchigiani nelle diverse tipologie, Metodo Classico, Metodo Charmat Martinotti, Metodo Scacchi, Metodo Ancestrale, mi porta a una riflessione di carattere generale incentrata sul rapporto tra tipologia spumante e territori.
In tema di spumantistica occorre prendere atto del fatto che tale segmento produttivo ormai non può più essere ignorato o sottovalutato, neanche dalle aree italiche non altamente vocate o senza specifica tradizione, poiché rappresenta una fetta importante di mercato sia interno che esterno.
Posto che il know how rimane a mio parere in capo ai territori più vocati, come ad esempio nord-est Italia, Franciacorta, Oltrepò Pavese, tuttavia oggi troviamo anche altri areali della Penisola intenti a cimentarsi in spumantistica, per una serie di motivi: emulare i maestri, valorizzare la materia prima a disposizione, verificarne versatilità e limiti, ritagliarsi spazi di mercato come sopra ho accennato.
Ritengo che il percorso di questi territori, ad oggi meno vocati, verso valori qualitativi maggiori, sia in atto, ma che ancora ci sia ampio margine di miglioramento.
Dentro questo trend spumantistico diffuso ormai su tutta la Penisola, la regione Marche secondo il mio punto di vista, non sta messa male, ovvero sta messa meglio rispetto ad altre regioni; ciò però non toglie, che si possa puntare ancora più in alto, per avvicinarsi ai capofila.
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sabato 3 giugno 2023

Bollicine Marchigiane 2023 festival del vino spumante, Porto San Giorgio

𝗕𝗢𝗟𝗟𝗜𝗖𝗜𝗡𝗘 𝗠𝗔𝗥𝗖𝗛𝗜𝗚𝗜𝗔𝗡𝗘 è un evento dedicato alla promozione dei migliori vini spumante della Regione Marche.
Un weekend di presentazioni, banchi d'assaggio e masterclass di alto livello per conoscere, scoprire, confrontare e degustare il meglio della produzione spumantistica marchigiana.
L'evento in programma il 10 e 11 giugno, è organizzato da 𝗔𝗜𝗦 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲 in collaborazione con l'associazione 𝗟𝘂𝗰𝗲 𝗲 𝗦𝗲𝗻𝘁𝗶𝗲𝗿𝗶 eventi e il patrocinio del Comune di Porto San Giorgio.
Accesso ai banchi d’assaggio con acquisto bicchiere degustazione:
- Soci AIS e Luce e Sentieri - 𝗘𝘂𝗿𝗼 𝟭𝟱,𝟬𝟬
- Non soci - 𝗘𝘂𝗿𝗼 𝟮𝟱,𝟬𝟬
Ticket d’ingresso per le degustazioni guidate riservate ai soli soci AIS Marche e Luce e Sentieri:
- Degustazione Madreperla - 𝗘𝘂𝗿𝗼 𝟮𝟱,𝟬𝟬
- Degustazione Gran Tour - 𝗘𝘂𝗿𝗼 𝟮𝟬,𝟬𝟬
Prevendita online e/o nelle rivendite 𝗩𝗜𝗩𝗔𝗧𝗜𝗖𝗞𝗘𝗧
https://www.vivaticket.com/it/tour/bollicine-marchigiane-2023/3416
Info: eventi@aismarche.it
Sede: Villa Bonaparte via Girolamo Bonaparte, 63822 Porto San Giorgio (Fm).
𝗣𝗥𝗢𝗚𝗥𝗔𝗠𝗠𝗔
𝗦𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼 𝟭𝟬 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼
17:00 Opening
Inaugurazione e apertura banchi degustazione.
Ore 17:45 𝗟𝗮 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝗮𝗱𝗿𝗲𝗽𝗲𝗿𝗹𝗮
“Un viaggio nel tempo fra le migliori annate viticole”. Inedita ed esclusiva degustazione guidata di bollicine metodo classico della cantina 𝗠𝗢𝗡𝗖𝗔𝗥𝗢. Relatori ufficiali AIS: Cesare Lapadula e Giuliano D'Ignazi.
Ore 19:00 𝗜𝗹 𝘀𝗶𝗺𝗯𝗼𝗹𝗼 𝗱𝗶𝗩𝗶𝗻𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝗢𝗱𝗶𝘀𝘀𝗲𝗮
Lezione spettacolo a cura di 𝗖𝗲𝘀𝗮𝗿𝗲 𝗖𝗮𝘁à, filosofo e performer teatrale.
Ore 23:00 Ending
Chiusura banchi degustazione.
𝗗𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗮 𝟭𝟭 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼
17:00 Opening
Apertura banchi degustazione.
Ore 19:00 𝗚𝗿𝗮𝗻 𝘁𝗼𝘂𝗿 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗯𝗼𝗹𝗹𝗶𝗰𝗶𝗻𝗲 𝗺𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶𝗴𝗶𝗮𝗻𝗲
Degustazione guidata dei migliori spumanti metodo classico da differenti vitigni autoctoni della Regione Marche. Cantine in degustazione: 𝗩𝗶𝗹𝗹𝗮 𝗟𝗶𝗴𝗶, 𝗕𝗿𝘂𝘀𝗰𝗶𝗮, 𝗖𝗮𝘀𝗮𝗹𝗲𝘁𝗮, 𝗖𝗮𝘀𝗮𝗹𝗲 𝗩𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶 𝗲 𝗙𝗼𝗻𝘁𝗲𝘇𝗼𝗽𝗽𝗮.
Ore 22:00 Ending
Chiusura banchi degustazione.
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martedì 30 maggio 2023

Conero Riserva Docg '09 Poy, Cantina Polenta

Siamo in frazione Poggio, nel cuore del distretto agricolo della provincia di Ancona; Cantina Polenta ne trasmette l'essenza e con l'attività dell'Agriturismo Accipicchia connesso alla cantina, opera anche a livello di ospitalità e ristorazione.
Questo vino, certamente non facile, ci ha però sorpreso per tenuta.
Ottenuto da selezione di uve montepulciano, vinificazione con macerazione post fermentativa prolungatasi per una ventina di giorni al fine di sovraestrarre, lungo affinamento in rovere piccolo.
Appare di notevole consistenza, rosso granato cupo, impenetrabile, con lieve riflesso aranciato sul bordo, a conferma del tempo trascorso.
Quadro organolettico di grande complessità, in particolar modo al naso appare chiuso su se stesso, esige l'attenzione, la comprensione e il rispetto, dovuti ad un "aged wine".
Percepiamo tonalità consuete nei vini datati, di tipo prevalentemente catramoso e smaltato, altre di tipo zolloso e speziato, rafano, tartufo, chiodo di garofano, liquirizia intensa, fondi di caffè.
Scontroso al naso, non voglio dire intaccato dal brett ma poco ci manca, quindi respingente, aggiustato però al palato da tannini nobili e dalla prolungata ossigenazione, che in funzione ovattante e al contempo corroborante, riporta in superficie pulsioni fruttate residuali, marasca sotto spirito, cacao, prugne secche in crostata.
Vino impegnativo, austero, colto nella fase calante dell'arco evolutivo, proprio per questo motivo però, generatore di emozioni; altresì antitetico all'esercizio di stile, impregnato di ruralità, figlio di un'altra epoca basata su lunghe macerazioni e sovraestrazioni, alternativo quindi all'odierno trend volto ad alleggerire, a togliere, a "sottoestrarre" anche a discapito del tratto varietale e dell'identità territoriale.
Il notevole residuo sul fondo bottiglia non fa che ribadire uno stile più votato alla sostanza che alla forma.
In abbinamento su arrosti, grigliate, stracotti.
Valutazione @avvinatore 90/100
Conero Riserva Docg 2009 Poy
15,5% vol.
Cantina Polenta e Agriturismo Accipicchia
Indirizzo Via Poggio 146, 60129 Ancona (AN)
Agriturismo Accipicchia
Telefono 071 21 39 069
Email info@agriturismoaccipicchia.it
Cantina Polenta
Telefono 071 80 10 70 - 333 33 81 521
Email info@cantinapolenta.it
Web https://www.cantinapolenta.it/
You Tube channel:
Poy una degustazione particolare
Cantina Polenta è una piccola azienda a conduzione artigianale.
Situata nel Parco del Conero, sopra la baia di Portonovo, è immersa in un paesaggio naturale pressochè intatto.
La tenuta è estesa su 10 ettari, di cui circa 2,5 di terre bianche, calcaree su base argillosa, destinati alla vigna coltivata a montepulciano, in base al progetto iniziato nel 2001 in collaborazione con il Dott. Giancarlo Soverchia enologo.
Di più recente impianto il vitigno a bacca bianca Incrocio Bruni 54 che sta dando ottimi risultati.

sabato 20 maggio 2023

Cantine Aperte 2023, elenco cantine regione Marche

Con Cantine Aperte 2023 iniziano i festeggiamenti per un anno speciale: il Movimento Turismo del Vino compie 30 anni.
Intenso calendario di iniziative e appuntamenti dedicati all’anniversario: anteprima Cantine Aperte con gli influencer, il fine settimana atteso e festoso del 27 e 28 Maggio, il nuovo logo simbolo di un percorso vincente e la Community degli Amici del Movimento.
Il tutto all’insegna del bere in modo responsabile, “messaggio in bottiglia” condiviso con Wine in Moderation.
Un anno speciale per il Movimento Turismo del Vino che compie 30anni, iniziato nel migliore dei modi e ricco di appuntamenti.
A partire dal primo evento storico e irrinunciabile, Cantine Aperte, che quest’anno si svolgerà nel fine settimana del 27 e 28 Maggio in tutta Italia.
E proprio un mese prima di Cantine Aperte, durante il Vinitaly del 1993, nasceva il Movimento Turismo del Vino, grazie ad un’intuizione, un’idea ambiziosa e lungimirante di un gruppo di vignaioli.
Dalla sua fondazione il Movimento si è presto trasformato in una realtà di riferimento in cui tradizione, cultura, divulgazione e passione hanno dato vita a un brand unico e riconosciuto a livello mondiale.
Tre decenni che hanno visto cambiare gusti e scenari ma durante i quali tutti coloro che hanno partecipato e continuano a partecipare a questa bellissima avventura non hanno mai perso di vista gli elementi fondanti del Movimento Turismo del Vino: l’amore per la terra, la passione per il vino, il piacere dell’ospitalità, il desiderio di emozionare.
Le cantine aderenti al Movimento sono cresciute di numero e negli ultimi anni, quelli del post pandemia, l’accelerazione si è ancora più accentuata.
Oggi si assiste ad una decisa profilazione delle strutture - come evidenziato nella recente ricerca di Nomisma Wine Monitor - e anche della proposta di accoglienza.
Da ogni parte d’Italia si è andata adeguando l’offerta ad una domanda sempre più orientata a un’esperienza totale, sfaccettata e coinvolgente.
L’enoturista del terzo millennio è mosso dalla passione per il vino ma cerca anche relax, benessere, natura, cultura e occasioni di divertimento.
Nel corso degli anni – sottolinea Nicola D’Auria, Presidente del Movimento Turismo del Vino Italia – ci siamo resi conto di come la fisionomia dell’enoturista sia andata modificandosi sulla base di stimoli e sollecitazioni socio-culturali. L’attenzione all’ambiente e alla sostenibilità, per fare un esempio attuale e concreto, viene assunta a parametro di scelta e le cantine del Movimento hanno iniziato a comunicare con forza maggiore queste buone pratiche da tempo perseguite”.
Ma non solo ambiente e amore per la natura: rispetto anche per sé stessi e gli altri.
E il rispetto per la propria persona passa innanzitutto da un consumo responsabile di vino, un uso moderato che consente di godere pienamente e consapevolmente di questo magnifico prodotto.
Un messaggio importante che MTV porta avanti già dallo scorso anno, grazie all’accordo con Unione Italiana Vini (UIV) e Wine in Moderation, associazione europea che promuove la cultura del consumo consapevole e del bere responsabile.
Anche per questa edizione 2023 di Cantine Aperte, infatti, sarà diffuso un kit informativo, inviato a tutte le cantine aderenti, con le linee guida sul consumo responsabile.
Un messaggio importante che arriverà a un pubblico di appassionati che nell'attesissima festa del vino di fine maggio coinvolgerà circa 1 milione di persone in tutta Italia.
Altra novità: la crescente richiesta di informazioni da parte degli enoturisti, che sempre più affidano ai social la scelta dei propri percorsi nel mondo vino, ha determinato la costituzione di una vera e propria Community di Amici del Movimento, che cresce di giorno in giorno.
Gli iscritti ricevono aggiornamenti, notizie, suggerimenti e molto altro compilando un semplice form su www.movimentoturismovinolive.it
Sempre per rimanere nell’ambito dei social network, anche quest’anno si ripeterà l’iniziativa “anteprima Cantine Aperte” che vedrà un numero selezionato di influencer specializzati nell’enoturismo visitare alcune cantine delle regioni italiane per raccontare dal vivo, in una sorta di trailer, l’esperienza che attende le centinaia di migliaia di visitatori a fine maggio.
Tradizionali i momenti di degustazione vini, visite in cantina e in vigna, per vivere il prezioso momento di apprendimento dal racconto del vignaiolo.
E poi relax e divertimento con trekking in vigna, passeggiate a cavallo e in bici, yoga e meditazione tra i filari, picnic o cena in vigna fino a incontri di arte, musica e poesia.
Insomma tutto è pronto, non rimane che consultare i programmi di visite e intrattenimento a cura delle delegazioni regionali MTV.
Elenco pdf Cantine Aperte Regione Marche:
http://www.movimentoturismovino.it/public/eventi_istituzionali/20230510115729_0.pdf

mercoledì 10 maggio 2023

Marche Cabernet Sauvignon 2018 Cerì, Le Vigne di Clementina Fabi

Siamo nell'ambito dei cosiddetti vitigni internazionali (cabernet franc e sauvignon, merlot, chardonnay, sauvignon blanc, ecc.), nativi transalpini, poi diffusisi a macchia d'olio in tutto il mondo (Australia, California, Sud America, ecc.), poichè meglio si sono adattati ai diversi contesti pedoclimatici.
Questo Cabernet Sauvignon proviene dalla zona di Montedinove in provincia di Ascoli Piceno.
Maturato in rovere, appare rosso granato cupo, impenetrabile, quasi nero.
Quadro organolettico ricco, surmaturo, complesso: prugna, confettura di mirtilli, bacche di ginepro, chiodo di garofano, connotazioni erbacee che ricordano il peperone verde, dovute a metossipirazine parti integranti del patrimonio genetico.
Risposta varietale, finezza, robustezza sembrano procedere in unità d'intenti.
In bocca il tempo trascorso e il passaggio in rovere, domano tannini scalpitanti, conferiscono avvolgenza, maturano il frutto.
Vino corposo, non sovrastrutturato, fa della finezza il tratto distintivo.
In abbinamento su anatra al forno, selvaggina, scaloppe ai funghi porcini.
Valutazione @avvinatore 92/100
Marche Igt Cabernet Sauvignon 2018 Cerì
13,5% vol.
Le Vigne di Clementina Fabi Soc.Agr.
Contrada Franile, 3, 63069 Montedinove (AP)
info@levignediclementinafabi.it
0736 828217
http://www.levignediclementinafabi.it/

martedì 2 maggio 2023

Rosso di Montalcino Doc '15 Ciampoleto, Collemassari winery

Nell'ambito delle attività della Fondazione Bertarelli, prevalentemente di tipo socio/culturale e artistico, s'inserisce anche l'attività vitivinicola.
I fratelli Maria Iris Tipa Bertarelli e Claudio Tipa, condividendo la passione per i grandi vini, hanno realizzato nel corso degli anni un “Domaine” in Toscana.
L'odierna ColleMassari comprende quattro Tenute: Castello di ColleMassari, Podere Grattamacco, Fattoria Poggio di Sotto, Tenuta San Giorgio.
Ciampoleto proviene da quest'ultima Tenuta.
Ottenuto da vigneti di sangiovese di età media di 20 anni, posti a circa 450 metri sul livello del mare all'interno della Tenuta San Giorgio, nella zona di Castelnuovo dell'Abate frazione del comune di Montalcino in provincia di Siena, risulta emblematico di un areale particolarmente vocato.
Vinificato in acciaio, maturato 12 mesi in botti di rovere da 30 hl, affinato in bottiglia per ulteriori 6 mesi, appare rosso granato scarico, con trasparenze.
La veste cromatica anticipa la fisionomia.
Il tratto è maturo, oserei dire severo, in particolare evidenza profumi terziari dovuti all'affinamento e allo stato evolutivo: tabacco, cuoio, sottobosco, speziatura, chiodo di garofano, liquore al caffè.
Al palato il frutto si ritaglia uno spazio su note di frutti di bosco, ribes, more di rovo, la carica acidica rinfresca il finale, il tannino non punge, il corpo appare solido, tuttavia non sovrastrutturato, più raffinato che massiccio.
Vino di pregio, che fa della cifra stilistica la sua prerogativa.
Rosso di Montalcino Doc '15 Ciampoleto
13,5% vol.
In abbinamento su selvaggina, anatra al forno, braciole di maiale in griglia.
Valutazione @avvinatore 92/100
ColleMassari SpA Società Agricola
Loc. Poggi del Sasso 58044 Cinigiano (GR)
Phone: +39 0564 990496
Fax: +39 0564 990498
Email: info@collemassari.it
Web: https://www.collemassariwines.it/
Collemassari S.p.A. Società Agricola
Via di Porta Pinciana 6, 00187 Roma (RM)
Disciplinari di produzione Doc e Docg, basic info
I disciplinari di produzione di Rosso di Montalcino Doc e Brunello di Montalcino Docg fanno riferimento alla stessa zona di produzione, corrispondente al territorio amministrativo del comune di Montalcino in provincia di Siena, prevedono la stessa base ampelografica (vitigno Sangiovese denominato a Montalcino, Brunello); sono previste norme più restrittive per la Docg per ciò che concerne ad esempio le rese, il titolo alcolometrico, l'immissione al consumo (Rosso di Montalcino Doc non può essere immesso al consumo prima del 1° settembre dell'anno successivo alla vendemmia, Brunello di Montalcino Docg non può essere immesso al consumo prima del 1° gennaio dell'anno successivo al termine di cinque anni calcolati considerando l'annata della vendemmia).

mercoledì 26 aprile 2023

Rosso Piceno Superiore Doc '19 Davore, Le Canà winery

Siamo a Carassai, nel primo entroterra collinare della provincia di Ascoli Piceno, a poco più di 350 metri sul livello del mare e a circa 20 km dalla costa Adriatica.
In questo areale Le Canà è cantina e agriturismo; dai circa 28 ettari di vigneto certificato biologico fin dal 2006, ricava 70-80 mila bottiglie all'anno.
Dalla gamma ho estrapolato questo Rosso Piceno Superiore Doc, gustoso e varietale.
Ottenuto da uve montepulciano 80% e sangiovese 20%, maturato 13 mesi, per la maggior parte in barriques francesi, in parte minore in rovere americano, appare rosso rubino carico, con riflesso violaceo.
Impronta matura, al contempo suadente: amarene, ciliegie in confettura, sentori sommessamente amarotici, rabarbaro, cacao, ma anche spezie più o meno dolci, cannella, chiodo di garofano.
In bocca è succoso di visciole e uva passa, cioccolato bianco e rabarbaro, acidico quanto basta per solleticare i recettori papillari; è percepibile il leggero residuo zuccherino ottenuto dalla surmaturazione in pianta di una parte delle uve montepulciano.
Quadro certamente orientato su dolcezza e avvolgenza; un trend ulteriormente corroborato da tannini sferici, cioè non particolarmente puntuti.
In abbinamento su oca in umido, spezzatino di manzo alla cacciatora.
Valutazione @avvinatore 92/100
Fascia di prezzo € 18-20.
Rosso Piceno Superiore Doc '19 Davore
14% vol.
Le Canà
Via molino vecchio 4, Carassai (AP)
Tel e Whatsapp:
+39 333 212 7474
+39 349 397 9393
eMail: info@lecana.it
Web: https://www.lecana.it/

lunedì 24 aprile 2023

Offida Pecorino Docg '20 Cerì, Le Vigne di Clementina Fabi

Le Vigne di Clementina Fabi, fondata nel 2010, si trova a Montedinove (AP) borgo medioevale posto a circa 560 metri sul livello del mare e a poco più di 25 chilometri dalla costa Adriatica; la sua quota altimetrica lo pone tra i paesi della Comunità Montana dei Sibillini.
Dalla vasta gamma ho estrapolato questo Offida Docg Pecorino annata 2020 della linea Cerì, premiato con il simbolo dell'eccellenza dalla guida Le Marche nel Bicchiere 2023 curata da Ais Marche.
Cerì è il nome del casato e sta ad individuare una delle linee produttive aziendali, ricavate da circa 100.000 bottiglie e poco più di 18 ettari di vigneto.
Offida Docg Pecorino 2020 linea Cerì
13,5% vol.
Vino corposo, fascia di prezzo € 10-12.
Maturato in acciaio per 6 mesi con batonnage periodico, appare verde-oro lucente.
La veste cromatica introduce caratteri olfattivi e gustativi altrettanto ricchi.
Mineralità quasi sassosa in primo piano, frutta gialla e a guscio, sensazioni nocciolate, salvia, pietra bagnata.
Al gusto ha note di pasticceria, l'impronta è salina, grassa; la dotazione acidica che è parte integrante del bagaglio genetico, dilaga nel finale e prosciuga la pinguedine in eccesso.
Sapido e lungo, con finale agrumato, dolce/amaro su toni di pompelmo maturo, canditi, semi d'arachide.
A due anni e mezzo dalla vendemmia appare nel pieno della maturità.
Temperatura di servizio consigliata 14°C.
In abbinamento su ravioli di pesce con sugo di canestrelli, ma, come espressamente indicato in retroetichetta, può accompagnare tutto, salvo carni rosse e amici falsi😀
Valutazione @avvinatore 92/100.
Le Vigne di Clementina Fabi Soc.Agr.
Contrada Franile, 3, 63069 Montedinove (AP)
info@levignediclementinafabi.it
0736 828217
http://www.levignediclementinafabi.it/
You Tube shorts
Abbinamento vino, Offida Docg Pecorino

martedì 18 aprile 2023

Vinitaly 2023, consuntivo, prospettive, chiaroscuri.

Vinitaly 2023 si è chiuso il 5 aprile con 93 mila presenze complessive, di cui 29.600 straniere: un buyer su 3 è risultato provenire dall'estero.
La crescita rispetto all’ultima edizione è stata quasi totalmente determinata dagli ingressi di buyer esteri (+20% circa) provenienti da 143 Paesi, che in questa edizione hanno rappresentato un terzo del totale degli operatori accreditati.
Vinitaly and the City, il “fuorisalone” veronese da quest’anno ritornato totalmente nella sfera organizzativa della Fiera di Verona, ha registrato oltre 45 mila degustazioni (+50% sul 2022) da parte dei winelovers nel centro storico di Verona.
Sala Argento PalaExpo
Domenica 2 Aprile 2023
Mi pare di capire che le nuove dirigenze di Veronafiere, Maurizio Danese (AD) e Federico Bricolo (Presidente) intendano portare avanti una linea ben precisa, basata su tre punti fondamentali:
rendere Vinitaly centrale nella promozione del vino italiano a livello internazionale;
dare a Vinitaly una fisionomia propria e distinta dalle altre due fiere internazionali Vinexpo Paris e Prowein di Düsseldorf, calendarizzate nei due mesi precedenti alla fiera veronese;
implementare il taglio business in fiera, dirottando i flussi dei winelovers in centro storico (vedi escalation prezzi d'entrata), al fine di contemperare taglio popolare e business, un ingranaggio oggettivamente complesso, che andrà oliato e messo a punto nel corso del tempo; una criticità potrebbe ad esempio rivelarsi il coordinamento tra i 100.000 metri quadri della fiera (forse troppi per solo business) e gli spazi in centro storico capaci di ospitare flussi massicci di winelovers.
Ancora per ciò che concerne luci e ombre, tra gli espositori di quest'ultima edizione sono stati raccolti pareri discordanti: chi era entusiasta e chi invece è rimasto deluso per la scarsezza di operatori a fronte dell'ingente investimento economico necessario per partecipare.
E' stato inoltre inevitabile non notare tra i padiglioni l'assenza di alcuni brand importanti del mondo vinicolo; la decisione drastica di non partecipare alla fiera, mi pare evidenzi sommovimenti all'interno del comparto vinicolo, con ripercussioni possibili sui format fieristici.
Nel 2024 Vinitaly andrà in scena dal 14 al 17 aprile.

sabato 15 aprile 2023

Il Sabato del Vignaiolo ad Offida

Nata nel 2008, la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) conta oggi oltre 1500 soci; ha lo scopo di tutelare il mestiere del vignaiolo, rappresentandolo di fronte alle istituzioni e promuovendone la specificità.
La FIVI dialoga con il Ministero dell’Agricoltura e con le Regioni partecipando ai tavoli di settore, nonché con le istituzioni comunitarie a Bruxelles tramite la CEVI – Confederazione Europea dei Vignaioli Indipendenti.
Per Vignaiolo Indipendente s'intende colui che coltiva e vinifica uve proprie, imbottiglia e cura personalmente la vendita del vino, sotto la propria responsabilità.
Nel territorio nazionale la FIVI coordina le azioni dei vignaioli attraverso le delegazioni locali.
Cos'è "Il Sabato del Vignaiolo"?
È una giornata organizzata dalle delegazioni locali FIVI, rivolta a tutti gli appassionati ed ha lo scopo di raccontare e presentare le realtà territoriali FIVI sparse in tutta Italia.
Ogni delegazione locale (quest'anno ne partecipano 22) organizzerà un momento d'incontro all'interno di un luogo speciale (cantina, luogo d'arte, punto di affezione, ecc.) e accoglierà il pubblico con banchi d'assaggio e degustazioni per far conoscere i prodotti e le attività dei soci di quel territorio.
Sabato 6 maggio 2023 FIVI Marche organizza "Il Sabato del Vignaiolo" presso ex Monastero di San Francesco, sede dell'Enoteca Regionale delle Marche, in via Garibaldi 75 ad Offida (AP).
Orario: 10.30 - 19.
Costi: € 20 in prevendita on line ( https://www.tickettailor.com/events/sabatodelvignaiolo/ ) - € 25 in loco.
Tel: 0736 099976 - (+39) 329 2217687
Email: marche@fivi.it
Il Sabato del Vignaiolo 2023
You Tube short:

martedì 11 aprile 2023

Campania spumanti, degustazione guidata Vinitaly 2023

Vinitaly 2023, Padiglione Campania, spumanti campani da uve autoctone, Metodo Charmat Martinotti e Metodo Classico.
Masterclass “I vini vulcanici: gli spumanti” condotta da Chiara Giovoni (Ambassadeur du Champagne in Italia e wine expert), Karin Meriot (Concours Mondial de Bruxelles) e Tommaso Luongo, con la partecipazione dell’assessore all’Agricoltura della Regione Campania, Nicola Caputo.
Nel corso della presentazione al Vinitaly 2023, in anteprima nazionale, del progetto di ricerca realizzato da Nomisma Wine Monitor sul posizionamento dei vini campani a Denominazione d'Origine sul mercato nazionale e internazionale, è emerso che il 54% degli italiani dichiara di non aver consumato vini campani negli ultimi 12 mesi, perché non li riconosce, pur avendoli già acquistati e degustati.
Nomisma ha indagato le performance di mercato e ha coinvolto 1500 consumatori di vino rappresentativi della popolazione italiana (di cui 300 residenti in Campania) in un sondaggio sui comportamenti d'acquisto.
I risultati di tale rapporto Nomisma sui vini regionali, potrebbero indurre Consorzi e Istituzioni Campane ad intraprendere il percorso per l'introduzione di un brand Campania Dop nel prossimo futuro, con l’obiettivo di migliorare il posizionamento della produzione vinicola regionale; questa ipotesi tuttavia, sembra non trovare consenso unanime tra gli operatori vitivinicoli.
Al di là dei futuri sviluppi in materia di Denominazioni d'Origine, la degustazione guidata da Chiara Giovoni e Tommaso Luongo nel corso di Vinitaly 2023, può essere intesa non solo come sguardo allargato sul complesso della produzione regionale, ma anche come testimonianza del fatto che i produttori aspirano oggi a misurarsi in campo spumantistico con le aree italiche più vocate.
1) VSQ Brut Metodo Charmat Martinotti, Azienda I Borboni
Da uve Asprinio.
Setoso, acidico: lime, agrume, lieviti, crosta di pane, zenzero.
Aperitivi, antipasti di mare.
2) Metodo Charmat Martinotti VSQ Extra Brut "Cabrì" etichetta bianca, Cantine I Favati
Da uve Fiano.
Giallo paglierino scarico, acidico, mineralità salmastra, resine vegetali, frutta a pasta bianca.
6 mesi sui lieviti.
Aperitivi, antipasti di mare.
3) Metodo Classico Dosage Zero 2018 Pietrafumante, Casa Setaro
Da uve Caprettone coltivate nel Parco Nazionale del Vesuvio.
Effervescenza fitta, note floreali, fiore appassito, notevole carica acido/sapida; il terreno vulcanico conferisce affumicatura, polvere da sparo.
4) Metodo Classico Extra Brut Riserva 2018 Anni Venti, Cantine Di Marzo
Da uve Greco di Tufo, 36 mesi sui lieviti, sboccatura dicembre 2022.
Giallo oro, effervescenza, grana persistente, citrino, note di verdure a foglia larga, fine e corposo.
5) Metodo Charmat Martinotti Brut linea Anima Lavica "Metodo Italiano ja'na:re", La Guardiense
Da uve Falanghina, coltivate sui territori vulcanici dei Campi Flegrei.
3 mesi sui lieviti.
Giallo paglierino scarico, setoso, ben calibrato al palato, corposo e sapido, fine, note d'erbette aromatiche, origano fresco, citrino e lungo.
Aperitivi, antipasti di mare, fritture.
6) Metodo Classico Brut "Dubl Rosè Edition 1", Feudi San Gregorio
Cuvèe da uve prevalentemente Aglianico; il saldo Falanghina e Greco di Tufo probabilmente è inteso a smussare le ruvidezze dell'Aglianico.
78 mesi sui lieviti.
Rosa tenue, luminoso.
Fragranza fruttata, agrumato, complesso e sapido, resine vegetali, spezie orientali, corposo.
Pesce azzurro al forno.
7) Metodo Classico Brut Rosè 2019 "Gioi Extreme", Azienda Agricola San Salvatore
Nasce dalla volontà di sperimentare in Metodo Classico il vitigno per eccellenza della tradizione campana. 
Da uve Aglianico in purezza, affina in barrique, appare rosa tenue, quasi in sottrazione per ciò che concerne il colore; viceversa suolo tufaceo argilloso e bagaglio genetico dell'uva, operano in addizione sulla complessità, giustificando la qualifica di "extreme" in etichetta.
Lieviti e crosta di pane, spezie dolci, note terrose e tartufate, affumicatura, trasferiscono al palato e al naso il tratto varietale di un vitigno di grande carattere, ma difficilmente addomesticabile.
Salmone scottato in padella, cucina orientale.
Mi pare di poter dire che composizione chimico fisica dei suoli prevalentemente vulcanici, contesto pedoclimatico e vitigni autoctoni, non possano non essere parte integrante di un progetto volto alla riconoscibilità delle produzioni campane.
A tale proposito, la regione può vantare terroir peculiari, fortemente identitari: condizioni propedeutiche al buon esito del progetto.
Tuttavia proprio in considerazione del forte timbro territoriale delle produzioni campane, l'ambito spumantistico potrebbe trovarsi di fronte ad un percorso più accidentato nel contemperare terroir e cifra stilistica e nell'evitare che l'uno sovrasti l'altra; la ricerca dell'ideale bilanciamento, sarà a mio parere, la sfida futura per il comparto spumantistico campano.

mercoledì 5 aprile 2023

Schiopetto vini, Collio Doc Friulano '21 e Venezia Giulia Igt Rivarossa '18

Vinitaly 2023, degustazioni.
Padiglione Friuli Venezia Giulia, Azienda Schiopetto.
Abbiamo estrapolato due etichette dalla gamma produttiva.
Azienda storica del Collio Friulano fondata da Mario Schiopetto.
Nel 2014 cambia proprietà: Schiopetto e Volpe Pasini costituiscono oggi Terre Friulane s.r.l. di proprietà della famiglia Rotolo.
L'attuale linea enologica intende dare continuità e, per quanto possibile, lasciare intatta la filosofia del fondatore e lo stile Schiopetto imperniato su eleganza francese, tecnologia tedesca, uva friulana.
Collio Doc Friulano 2021
13,5% vol.
Ottenuto da uve Friulano (ex Tocai) provenienti da vigne vecchie, vinificato in riduzione in acciaio per salvaguardare profumi e sapori primari.
Giallo paglia luminoso, aromaticità piuttosto pronunciata, connotazioni di tipo vegetale e resinose fanno parte integrante del bagaglio genetico: ortica, erbe di campo, fiore di sambuco, frutto a pasta bianca.
Vino della tradizione per ciò che concerne la risposta varietale, ma anche dell'innovazione per ciò che concerne scelte enologiche, stile, finezza.
In abbinamento su cucina di mare, carpaccio di polpo con rucola e datterini, uova e asparagi, lasagne al forno vegetariane con funghi radicchio besciamella.
Tre Bicchieri 2023 Gambero Rosso.
Valutazione @avvinatore 94/100
Venezia Giulia Igt Rosso 2018 Rivarossa
14,5% vol.
Cru da vigneti situati in località Oleis nei Colli Orientali del Friuli; in questa parte della proprietà, pari a circa 8 ettari, è racchiusa l'anima rossa di Schiopetto.
Rivarossa è il nome di una parcella catastale.
Taglio bordolese da uve 90% merlot e 10% cabernet sauvignon, matura in rovere circa 15 mesi.
Rosso rubino carico, frutto nero maturo, confettura di more e mirtilli, sfumature erbacee e torrefatte.
Tannino vellutato corrobora l'impronta raffinata, carica acidica stimola la salivazione.
Vino di calibro.
Anche in questo caso, così come nel precedente vino, risposta varietale e cifra stilistica procedono di pari passo, rivelando accuratezza nelle scelte enologiche.
In abbinamento su selvaggina da piuma, arrosto di maiale al forno.
Valutazione @avvinatore 91/100
Società Agricola Terre Friulane s.r.l. | Via Cividale 16 | IT 33040 Torreano (Ud)
Cantina Schiopetto: Via Palazzo Arcivescovile 1
34070 Capriva del Friuli (GO) 
Telefono: +39 0481 80332
E-mail: azienda@schiopetto.it
Web: https://www.schiopetto.it/