domenica 27 gennaio 2013

Velenosi Vini, Falerio Vigna Solaria '10, Pecorino Reve '10

L’Azienda Vinicola Velenosi, al pari di qualche altra azienda marchigiana, ricopre un ruolo di leader in ambito regionale, per standard qualitativo e per dimensione.
Dispone di oltre 100 ettari vitati, per una produzione media annua di circa 2.500.000 bottiglie.
Tratte dall’infinita gamma aziendale, due etichette importanti, in annate a mio parere particolarmente riuscite.
Offida Pecorino doc Reve ’10 – alcool 13,5 % - circa € 13
Affinato per metà in barrique e metà in acciaio, sottoposto a lunga sosta sur lies, non filtrato, il Reve è ottenuto da uva Pecorino e si presenta alla vista di color giallo paglierino abbastanza limpido.
Al naso sprigiona profumi intensi e complessi; giocati su sensazione di buccia d’agrume, sfumature vanigliate e note di frutta fresca (mela, banana).
Intensità ed ampiezza non consuete per la tipologia, tant’è che si potrebbe presupporre in via ipotetica, la presenza di piccole percentuali di altre uve più profumate.
In ogni modo, il quadro organolettico è quello di un vino importante, dalla grande carica espressiva. Destinato oltretutto ad evolvere e maturare ulteriormente nel medio periodo.
Al palato in prima battuta spicca la nota vanigliata del legno piccolo, poi in successione, toni di frutto fresco, mela e agrume; i quali ultimi, contrappuntando le note burrose e grasse di crema pasticcera che caratterizzano questo vino, evitano il rischio d’enfatizzare oltre misura le morbidezze.
Lunghissimo in chiusura, materico e fine.
Da abbinare su piatti con pari Pgo (persistenza gusto-olfattiva).
Scendendo di un gradino per ciò che concerne la struttura del vino, troviamo questo Falerio Doc
Falerio doc Vigna Solaria ’10 – alcool 13 % - circa € 9
Ottenuto da uve Trebbiano, Passerina, Pecorino, più piccolissime percentuali di altre uve a bacca bianca autorizzate nella regione Marche (così come previsto dal disciplinare della Doc), si presenta paglierino limpido alla vista.
Non particolarmente intenso di profumi al naso; trova in bocca, migliore espressione e complessità.
Sapido e fresco.
Lievemente vanigliato.
Con sensazioni fruttate e agrumate.
La mineralità spiccata, corrobora di sostanza il corpo del vino e si evidenzia con note quasi pietrose tra lingua e palato.
Non infinito il grip di persistenza.
Pur non eccellendo in finezza, tuttavia mantiene grande equilibrio tra parti dure e morbide.
Di fatto si stacca di una spanna dalla media della tipologia; dimostrando come sia possibile elaborare prodotti di livello, in grado di ridare slancio e credibilità alla Doc.
Premiato nel 2011 come miglior Falerio annata 2010:
http://vinidiconfine.blogspot.it/2011/07/falerio-damare-2011.html
Velenosi Vini
Via dei Biancospini 12 - Ascoli Piceno.
http://www.velenosivini.com/
Abbinati entrambi su pesce azzurro dell'Adriatico al forno

domenica 20 gennaio 2013

Il Grillo chalet ristorante a Lido di Fermo

La recente visita a questo ristorante chalet sul lungomare di Lido di Fermo (FM), è pretesto per focalizzare l'attenzione sulle difficoltà contingenti del settore ristorazione ed analizzarne sommariamente flussi ed andamenti.
Per chi svolga attività di ristorazione, quello attuale non è certamente il periodo più favorevole.
Di fatto la congiuntura economica ha destabilizzato l’intero settore, ingigantendone le problematiche e modificando in modo sostanziale i rapporti tra domanda ed offerta.

La situazione è tale, che autorevoli esponenti della ristorazione italiana di vertice, peraltro attivi protagonisti anche nell’ambito della comunicazione televisiva di massa, avendo colto questo stato di cose mutato e in via di ulteriore assestamento, arrivano oggi a proporre, come soluzione al problema del riaggiustamento del rapporto tra domanda ed offerta, la riscoperta della cucina di tradizione, anni ’50.
Una sorta di ritorno al passato, che per non apparire velleitario, debba però tener conto dell’evoluzione delle tecniche e dei gusti e sia allo stesso tempo in grado di valorizzare la sostanza delle cose, la territorialità, la stagionalità, la qualità di produttori e prodotti tipici; recuperando per quanto possibile, gusti e sapori autentici.

Lo spazio concesso mediaticamente a queste esternazioni di illustri addetti ai lavori, mi lascia pensare che da un lato sia in corso la presa d’atto dello stato di crisi e dall’altro si provi a rimediare, ponendosi nella prospettiva del ridimensionamento.
L’obiettivo di fondo di tale operazione, a me pare che sia in sostanza, quello di sottoporre a revisione almeno parziale, l’idea di una ristorazione di qualità, legata prevalentemente all’immagine, enfatica ed inevitabilmente elitaria.
Arrivare cioè a una rivisitazione dei canoni di misura della qualità, che dia più valore alla proposta accessibile.

Fatta questa dovuta premessa, volta a cogliere la fase interlocutoria in cui si dibatte il comparto ristorazione, ritengo di sottolineare che all’interno di tale comparto, esiste già chi opera da tempo su questa falsariga della cucina di tradizione e che ha anche trovato soluzioni abbastanza valide per ottimizzare il lavoro; contemperando l’esigenza d’impresa con la salvaguardia della qualità dell’offerta. Chi cioè garantisce posti di lavoro e un livello qualitativo accettabile, non appiattendosi su proposte anonime o di bassa lega; eventualmente pagando qualche scotto, per ciò che riguarda la cura ottimale di alcune delle componenti dell’offerta complessiva.

Uno di questi casi è appunto lo Chalet Ristorante Il Grillo di Lido di Fermo, che propone cucina di mare nel solco della più pura tradizione; molto semplice, per nulla ricercata, a prezzi non proibitivi.
Lo scotto pagato in questo caso, riguarda due componenti: lista vini risicata e deficit di confort ambientale nelle serate di maggiore affollamento.
carbonara di pesce spada
Il Menù
Antipasti:
2 - insalata calamari e gamberi condita con olio extravergine e aceto di lampone
3 - composizione tiepida al vapore di molluschi, crostacei, frutti di mare dell’Adriatico
insalata calamari e gamberi
Primo piatto:
5 – carbonara di pesce spada
Secondi piatti:
5 – medaglione di pesce spada ai ferri
2 – frittura di paranza
medaglione di pesce spada ai ferri
Vini:
1 - Friuli Grave Sauvignon blanc ’11 di Villa Chiopris (proprietà dell’azienda Livon) di S. Giovanni al Natisone (UD).
2 - Verdicchio di Matelica Cambrugiano riserva ’09 dell’azienda Belisario di Matelica (MC).

Totale conto finale per cinque persone € 210.

Il Grillo Chalet Ristorante – via Lungomare Fermano – Lido di Fermo (FM) – tel: 0734.640472
http://www.ristoranteilgrillo.it/


frittura di paranza

martedì 15 gennaio 2013

Salento rosso Mavro '06, Palamà

Circa 300.000 bottiglie di produzione media annua per questa azienda salentina di antica tradizione, risalente agli anni ’30.
Poco più di 12 ettari complessivi, parte di proprietà, parte in affitto, dedicati alla coltivazione di vitigni autoctoni come Negroamaro, Primitivo, Malvasia Bianca, Malvasia Nera, Verdeca.
Tutta la produzione improntata ad un favorevole rapporto qualità-prezzo.
Regola valida anche per questo vino di punta aziendale.
Mavro nome grecanico che significa nero.
Ottenuto da uve Negroamaro e Malvasia Nera, in realtà si presenta alla vista non particolarmente scuro e tendente al granato.
Un bel bouquet di profumi impatta immediato e convincente.
In evidenza toni fruttati maturi di mora selvatica, sottobosco, radice di liquirizia, cuoio.
Al gusto è vivo, intenso, armonico.
I toni asprigni di ribes e frutta a bacca rossa che caratterizzano questa fase, trovano contrappunto in sensazioni di tabacco vanigliato e nel tannino vellutato.
A completare, note di cuoio e caffè.
Quadro gustativo certamente spostato sul morbido.
L'impressione è quella di un vino maturo, all'apice dell'arco evolutivo.
Convincente.

Salento rosso igt '06 Mavro - alcool 13,5% - circa € 12.
Azienda vinicola Palamà – Cutrofiano (Le)
http://www.vinicolapalama.com/

Vino da arrosti
Abbinato su maialino al forno con patate

martedì 8 gennaio 2013

Corso di terzo livello Sommeliers AIS

L'Associazione Sommeliers AIS Marche Delegazione di Fermo e Porto San Giorgio, organizza a partire dal 30 gennaio, il corso di terzo livello per aspiranti Sommeliers.
Il corso tratta il capitolo dell’abbinamento cibo/vino.
In tutte le serate sono previste prove pratiche con assaggi per meglio comprendere la tecnica dell’AIS.
Ecco il programma del 3° livello del corso AIS, che si svolgerà presso l’Hotel Il Timone di Porto San Giorgio (FM) in Via Kennedy.

1. Mercoledì 30 gennaio Analisi sensoriale cibo e vino Somm. Manuela Cornelii
2. Martedì 5 febbraio Tecnica di abbinamento cibo/vino Somm. Manuela Cornelii
3. Lunedì 11 febbraio Uova e salse Somm. Prof. Graziano Simonetti
4. Martedì 19 febbraio Condimenti erbe aromatiche e spezie Somm. Claudio Giacomini
5. Martedì 26 febbraio Cereali e riso Somm. Prof. G. Compagnucci
6. Martedì 5 marzo Prodotti della pesca Somm. Prof. G. Compagnucci
7. Martedì 12 marzo Carni bianche, rosse e selvaggina Somm. Prof. Stefano Isidori
8. Lunedì 18 marzo Funghi, tartufi, ortaggi e salumi Somm. Prof. Graziano Simonetti
9. Martedì 26 marzo Prodotti di salumeria Somm. Prof. Stefano Isidori
10. Martedì 2 aprile Formaggi 1 Somm. Claudio Giacomini
11. Martedì 9 aprile Formaggi 2 Az. Agr. Fontegranne Somm. Claudio Giacomini
12 Martedì 16 aprile Dolci al cioccolato Degustatore Somm. Prof. Isidori
13. Martedì 23 aprile Dolci, gelati e frutta Degustatore Somm. Prof. Isidori
14. Martedì 30 aprile Cena didattica Somm. Claudio Giacomini
14 bis Martedì 7 maggio Approfondimento e preparazione esame Somm. Prof. Stefano Isidori
15. Martedì 14 maggio Esame scritto e tecnica di abbinamento Ore 20:30.
16. Sabato 25 maggio Esame orale e tecnica di servizio Tutto il giorno.
Quota di partecipazione: € 530,00 (IVA compresa), comprende: libro di testo, quaderno di degustazione ed il diploma da Sommelier, se si supera l’esame finale.
Le lezioni si svolgeranno dalle ore 20,30 alle ore 23,00 circa (tranne l’esame orale).

Per iscrizioni, info, conferme o cambiamenti di date e programma, rivolgersi al Direttore del Corso, Somm. Prof. Stefano Isidori (333 5825397).

L’acconto da versare all’atto dell’iscrizione è di € 250,00.
Per partecipare è obbligatorio essere regolarmente iscritti all’AIS.
Quota annuale per l’anno 2013: € 80,00.

giovedì 3 gennaio 2013

Champagne Dom Perignon Vintage '99

Per esorcizzare la crisi e proiettarsi con rinnovato vigore nel nuovo anno, nulla di meglio di questo Vintage '99 in magnifico stato evolutivo, dotato di quadro organolettico ben articolato e vivo.
Ottenuto dall'assemblaggio di Pinot Nero e Chardonnay, si presenta luminoso, di color giallo paglierino tendente al dorato e fine perlage.
Un bouquet di profumi complesso e maturo, giocato su note di tabacco, buccia d'agrume, frutto esotico, erbette aromatiche, fiori di campo.
Parimenti intenso, spinge in verticalità e convince.
Perfetta la continuità gustolfattiva.
Al palato la carica espressiva viene ulteriormente enfatizzata da una mineralità incisiva, quasi salmastra.
In questa fase sfumature fumèe, note fruttate mature, tostatura e speziatura, arricchiscono di sostanza un'impalcatura già solida, che trova però nell'efferverscenza carbonica un giusto contrappunto di freschezza.
Difficile resistere all'enfasi descrittiva, di fronte a questo Champagne prestigioso che coniuga, a mio parere in modo mirabile, complessità e finezza.
Secondo la rivista Wine Spectator, quest'annata esprime il massimo tra il 2008 e il 2020.
Champagne Dom Perignon Vintage 1999 Brut
alcool 12,5% - circa € 140.
web: www.domperignon.com/it/
Maison Moet & Chandon - Epernay (France).

sabato 29 dicembre 2012

Conero Riserva Cimerio '08, Terre Cortesi Moncaro.

Fondata negli anni '60 Terre Cortesi Moncaro è la cantina cooperativa più importante della regione Marche: dispone di circa 1.600 ettari vitati (suddivisi tra le provincie di Ancona ed Ascoli Piceno) e conta su circa 1000 conferitori, per una produzione media annua di 7.500.000 bottiglie.
L’azienda ha tre cantine di trasformazione, due in provincia di Ancona, a Montecarotto (nell’areale del Verdicchio) e a Camerano (nell’areale del Rosso Conero); una in provincia di Ascoli Piceno, ad Acquaviva Picena (nell’areale del Rosso Piceno).
Innumerevoli sono le etichette prodotte e diversificati i livelli qualitativi dei vini, che riescono a coprire diverse fasce commerciali e soddisfare qualsiasi esigenza di mercato.
Delle tre etichette di Conero Riserva prodotte, questa è quella meno impegnativa dal punto di vista del quadro organolettico; in sostanza siamo più vicini a un vino quotidiano, che a un vino da tasting.
Tuttavia a mio parere mantiene un favorevole rapporto qualità-prezzo.
Ottenuto da uva Montepulciano, affinato per 12 mesi in botti di rovere Allier e Slavonia e successivamente maturato in bottiglia, si presenta alla vista, di color rosso rubino tendente al granato.
Al naso non sprigiona profumi particolarmente intensi.
Predominano note di ciliegia sotto spirito, pepe nero, sfumature di liquirizia.
Il quadro gustativo non s’impone per spessore materico; tuttavia in piena coerenza, tornano le sensazioni sia speziate che di frutto sotto spirito, già avvertite in fase d’olfazione.
Sapido in centro bocca e finale amarognolo, lievemente asciugante.
Nel complesso appare lineare, abbastanza equilibrato e maturo, ma non in grado di esprimere spunti profondi e complessi.
Vino da carni rosse o anche arrosti.
Abbinato su:
arista di maiale con prugne e Marsala secco
Conero Riserva docg '08 Cimerio - alcool 13 % - circa € 10.
Terre Cortesi Moncaro
via Piandole 7/A, Montecarotto (AN)
http://www.moncaro.com/

sabato 22 dicembre 2012

Verdicchio di Matelica Meridia '08, Cantine Belisario

Una produzione limitata di sole 13.000 bottiglie, per questo Verdicchio di Matelica di Cantine Belisario, azienda vinicola marchigiana di primo piano per qualità e dimensione, disponendo di circa 300 ettari, d’impianti di trasformazione tecnologicamente avanzati, in grado di produrre ben oltre 800.000 bottiglie l’anno.
Il vino si presenta di un bel giallo paglierino cristallino.
Già al naso sprigiona quella finezza ed eleganza che poi caratterizzerà anche la successiva fase.
Buccia d’agrume, mineralità, note di frutto maturo, mela cotta e frutta a guscio in particolare evidenza.
Al gusto è pieno e caldo.
Di buona coerenza gustolfattiva, mantiene inoltre mirabile equilibrio tra parti dure e morbide, alternando le sfumature fresche e fruttate, con le consistenze tattili prodotte dalla prolungata sosta sur lies.
Nel complesso assai convincente e piacevole.
Direi che questo vino è il frutto di scelte enologiche mirate, volte a realizzare un prodotto di pregio, caratterizzato da un certo spessore materico, pur senza l’utilizzo di legni piccoli o affidandosi a vendemmie ritardate.
Fermentato in vetrocemento, è ottenuto da uve appena mature, per conservare un giusto grado d’acidità.
Di fatto surmatura dopo, con le pratiche di cantina, la lunga sosta sui lieviti e il riposo in bottiglia.
Verdicchio di Matelica doc '08 Meridia - alcool 13 % - circa € 13.
Cantine Belisario
via A. Merloni 12, Matelica (Mc)
http://www.belisario.it/
Abbinato su pesce del mare Adriatico:
ali di razza con capperi, pomodorini, sfumate al vino bianco

domenica 16 dicembre 2012

Nus Malvoisie '08 La Crotta di Vegneron, Gewurztraminer '04 Kuen Hof

Due vini provenienti dalle opposte estremità settentrionali della penisola.
Paradigmatici della viticoltura di montagna.
L'altura, l'escursione termica, la composizione chimico fisica del suolo, sono all'origine dei caratteri aromatici della varietà d'uva, dei profumi del vino e dell'espressione tipica.
Due vini senza dubbio caratterizzati da forte legame territoriale.
Ciò non pregiudica affatto la possibilità d'abbinamento con piatti rappresentativi della tradizione alimentare di altre aree geografiche.
Valle d'Aoste doc Nus Malvoisie '08 di La Crotta di Vegneron, Chambave (AO).
Vino ottenuto da uve Pinot Grigio, che nella selezione locale prende il nome di Malvoisie.
Com'è noto Valle D'Aoste è l'unica denominazione ammessa nella regione; suddivisa poi in sette sottodenominazioni di zona e una ventina di vitigno.
Nus è una delle due sottodenominazioni di zona (l'altra è Chambave), dove opera la cantina cooperativa La Crotta di Vegneron.
Dal colore ramato carico dovuto a vinificazione in contatto con le bucce.
Bouquet di profumi piuttosto interessante, giocato su toni mielati e fiori di montagna, che si confermano pienamente al gusto.
In evidenza fiore di camomilla, miele e caramella mou.
La tendenza morbida viena in parte compensata dall'agrumato di sottofondo.
Medio corpo. Convincente.
alcool 12,5% - circa € 15
http://www.lacrotta.it/
abbinamento
raguse dell'Adriatico in porchetta
Sudtirol Valle Isarco doc Gewurztraminer '04 di Kuen Hof, località Mara, Bressanone (BZ).
L'azienda di Peter Pliger dispone di poco più di 6 ettari, tra le montagne dell'estremo lembo settentrionale altoatesino.
Questo vino da uve Gewurztraminer si presenta di un bel paglierino limpido, con riflessi dorati.

Al naso evidenzia frutta fresca, pesca gialla, note floreali e agrume.
In bocca l'impatto è più maturo: non dico austero, ma indubbiamente fine.
Sensazioni fruttate, erbette aromatiche e buccia d'agrume in particolar modo.

L'impressione di fondo è quella di un vino che riesce a coniugare grande struttura, elevato tenore alcolico e notevole finezza; corroborata quest'ultima, da un'espressione equilibrata, per nulla sopra le righe, dei caratteri aromatici tipici del vitigno.

Chiude mediamente persistente.
alcool 15,5% - circa € 15
https://www.kuenhof.com/it/

abbinamento: 
Calamaretti dell'Adriatico in guazzetto, precedentemente grigliati e poi cotti in padella con olio, aglio, pomodori, peperoncino e sfumati al prosecco.

martedì 11 dicembre 2012

Moscato di Terracina secco Oppidum ’08, Cantina Sant’Andrea.

Nell’acino d’uva si concentrano tutte le componenti essenziali del vino: acidi, polifenoli, tannini, zuccheri, sostanze odorose.
Quest’ultime essendo legate a molecole di zuccheri, non sono immediatamente percepibili, ma lo diventano solo quando, a seguito di fermentazione, gli zuccheri vengono separati da esse.
Alcune uve, dette aromatiche (Moscati, Brachetti, Gewurztraminer, Malvasie), posseggono sia nella buccia che nella polpa dell’acino, aromi varietali liberi, non legati a molecole di zuccheri e per questo motivo facilmente individuabili semplicemente masticando qualche acino.
In questi vitigni cioè, le sostanze aromatiche tipiche, possono essere liberate e percepite indipendentemente dalla fase di fermentazione.
Un bell’esempio di vino da vitigno aromatico, è questo Oppidum ’08 di Cantina Sant’Andrea.
Ottenuto da uve Moscato, si presenta di un bel color giallo dorato piuttosto carico, quasi ambrato.
Al naso spiccano evidenti, gli aromi varietali dell’uva: in prevalenza frutta fresca e pesca nettarina, intercalate da note agrumate di buccia d’arancia ed erbette aromatiche.
Bouquet interessante, franco, intenso, tipico, non eccessivamente complesso.
La tradizionale vinificazione con le bucce, gioca un ruolo decisivo non solo per l’aspetto visivo del vino, ma anche per il gusto.
In questa fase infatti, si confermano di primo acchito le sensazioni fruttate, in particolare di pesca nettarina già evidenziate all’olfazione, ma l’estrazione di sostanze ottenuta dal contatto con le bucce, non fa che arricchire di carica glicerica tutta la struttura, fino a percepire leggeri in sottofondo, persino toni maturi quasi ossidativi.
Ovviamente predominanti le sensazioni dolci e le morbidezze, tuttavia adeguatamente compensate, in primo luogo da una nota mentolata importante, che tende anzi ad aumentare d’intensità con l’ossigenazione, inoltre in chiusura, da una sensazione retrogustativa che definirei arida e asciugante.
Vino d’entrèe di pregio.
Su antipasti di pesce o anche aperitivo.
Moscato di Terracina secco doc '08 Oppidum - alcool 13 % - circa € 9.
Azienda Agricola “Cantina Sant’Andrea” di Gabriele Pandolfo.
Borgo Vodice (LT).
http://www.cantinasantandrea.it/

giovedì 6 dicembre 2012

Ristorante Giardino, San Lorenzo in Campo (PU)

Una vera e propria oasi del gusto a circa 25 km dal casello autostradale di Marotta-Mondolfo.
Il ristorante di questo Hotel di tradizione ultraquarantennale, dispone di due ampi ed eleganti saloni che possono ospitare fino a 250 persone.
Ambiente caldo, confortevole, con personale di servizio che si dimostra in possesso dell'arte dell'accoglienza.
Oltremodo graditi gli interventi estemporanei del patron Massimo Biagiali, prodigo di chiarimenti su ingredienti, abbinamenti e altre divagazioni sul tema.
Cucina senza dubbio di livello superiore alla norma.
Le tecniche, con particolare riferimento alle cotture a bassa temperatura, valorizzano materie prime di qualità, frutto di un'accurata selezione.
Traspare il giusto dosaggio tra cura dell'estetica, rispetto della stagionalità, legame col territorio, per offrire sostanza alle emozioni e forma alle gratificazioni papillari.

Coglie il bersaglio la crema di ceci proposta come pregustativo d'entrèe.
Emblematici risultano i tortelli, per originalità, presentazione, gioco di contrasti dolci-speziati.
Menù
Pregustativo: crema di ceci
Antipasto:
uovo cotto a bassa temperatura,
con tartufo bianco di Acqualagna
Primo piatto:
2 tagliolini al ragù bianco di piccione al tartufo nero
2 tortelli di maialino nostrano al fiore di finocchio selvatico, crema di porcini e riduzione alla Sapa
Secondo piatto:
2 brasato di guanciale di vitellone marchigiano al Rosso Conero e cipolla di Suasa al forno
2 costine d'agnello grigliato con pomodorini, cipolla e rosmarino
Dessert:
2 gelato al fico su mela cotta al naturale con gelatina di Moscato d'Asti
2 cremoso di ricotta con pan di spagna caldo di pistacchio e pesto di prugna
Gentilmente offerto in accompagnamento dessert: Greco di Bianco passito di produzione artigianale calabrese.
Vini:
Emilia igt Riesling italico '04
vendemmia tardiva
Vigneto delle Terre Rosse Malagò
di Elisabetta Vallania
Rosso Conero doc Sassi Neri '03
di Fattoria Le Terrazze
Totale conto finale per quattro persone: € 280.
Hotel Ristorante Giardino
via Enrico Mattei 4 - San Lorenzo in Campo (PU)
tel 0721.776803 // 776432
http://www.hotelgiardino.it/

sabato 1 dicembre 2012

Pecorino Ale '08, Fausti vini.

E’ noto come l’andamento meteo stagionale possa determinare i caratteri del vino, così come in egual misura, importanti sono le pratiche di cantina.
Due fattori decisivi per la maggiore o minore riuscita di un'annata.
Ebbene tenuto conto di ciò, mi pare di poter dire che l’edizione '08 di Marche bianco igt "Ale" dell’Azienda Fausti di Fermo, sia da annoverarsi tra i vini di pregio, avendo appunto beneficiato di condizioni pedoclimatiche ottimali e scelte di cantina centrate.
Ottenuto da uve Pecorino, si presenta di un bel giallo paglierino carico.
Bouquet molto interessante: mediamente intenso, ma d’intrigante complessità.
Sensazioni prevalenti di frutta a guscio (nocciola, gherigli di noce), buccia d’agrume, frutto maturo a polpa gialla, profumi salmastri a completare.
Al palato procede lineare, maturo, con equilibrio centrato tra parti dure e morbide.
Fresco in chiusura, sorprende per finezza, non consueta per la tipologia.
Media persistenza.
Conferma la capacità evolutiva di questo vitigno autoctono del sud delle Marche e del vicino Abruzzo, che a mio parere dà il meglio di sè solo dopo qualche anno dalla vendemmia e dopo prolungato riposo in bottiglia, allorquando le intense connotazioni fruttate virano verso i toni di frutta secca a guscio e la mineralità diventa predominante.
Marche bianco igt Ale ’08 – alcool 13% - circa € 9.
Fausti vini, contrada Castelletta 15 - 63900 Fermo
tel: +39 0734 621023 - +39 0734 620492
mob: +39 338 8452530
fax: 0734 620492
mail: faustivini@gmail.com

lunedì 26 novembre 2012

Verdicchio Classico Riserva '06 Utopia, Montecappone winery

Un Verdicchio in stile “modernista” con caratteri terziari in primo piano, più incline a soddisfare il gusto internazionale, che a dare spazio all’espressione tipica.
Tuttavia la degustazione conferma, ove ve ne fosse bisogno, l’estrema versatilità del vitigno, in grado di fornire risultati ottimi nelle versioni base (immediate e varietali), in quelle spumantizzate e nelle versioni Superiore e Riserva destinate alla lunga conservazione.
Questo Verdicchio Classico Riserva ha senz’altro una sua caratura, per complessità, materia, potenziale espressivo, profondità.
Affinato per 12 mesi con sosta sur lies, parte in legno di rovere, parte in contenitori di cemento e successivi 6 mesi in bottiglia, si presenta di color giallo paglierino dorato e luminoso.
Note olfattive molto interessanti e complesse, giocate più in ampiezza che in verticalità, trovano piena conferma anche all’esame gustativo.
In particolare evidenza note di frutto tropicale e frutto maturo, gherigli di noce e datteri canditi, leggera sfumatura vegetale più marcata all’olfazione.
Le note burrose, cremose, vanigliate del legno piccolo, poco evidenti al naso, trovano invece ampio risalto al palato e tendono ad essere predominanti.
Solo in chiusura degustazione rintracciamo accenni varietali e la tipica nota ammandorlata.
Tuttavia il quadro organolettico tende gradualmente a modificarsi, ad assestarsi con l’ossigenazione e con l’innalzamento della temperatura di servizio.
Per coglierne appieno tutte le sfaccettature e il potenziale espressivo, credo vada degustato ad una temperatura non inferiore ai 14° centigradi.

Verdicchio dei Castelli di Jesi doc classico riserva '06 Utopia
versione Magnum da 1500 ml.
alcool 14,5 % - circa € 25.
Azienda Montecappone s.a.r.l. - via Colle Olivo 2, Jesi (AN)
http://www.montecappone.it/

Abbinato su: dentice (circa 5 kg) al forno con patate, pescato all’amo nel canale d’Otranto.

martedì 20 novembre 2012

Kallmunz restaurant a Merano

Ristorante a Merano (BZ) d’impronta “multietnica”, dovuta a diversi fattori: lo chef Luigi Ottaiano d’origine campana, il personale altoatesino e asiatico, l’orario di lavoro più vicino alle abitudini italiche che a quelle sudtirolesi, la cucina non necessariamente legata a doppio filo con il Sud Tirolo ma propensa a contaminazioni extraregionali.
Non ultimo fattore la”precisione svizzera” nella tempistica di servizio.
Il locale si trova nei pressi del centro di Merano e della passeggiata Lungo Passirio.
Ristorante ricavato da una vecchia rimessa delle carrozze.
Dispone di un’ampia sala con circa 80 coperti, arredata in stile moderno minimalista e tono vagamente rustico, dato dal soffitto in travi di legno.
L’offerta di cucina è d’impostazione tradizionale, curata nella parte estetica, moderatamente creativa.
Carta dei vini e distillati ben articolata, curata dal sommelier Masashi Yamashita.
Possibilità di mescita a bicchiere.
Il Menù
Entrèe: tartare di tonno con salsa al basilico
3 degustazione pesce:
-trancio di salmone al vapore su finocchio marinato al pistacchio e limone, olio vanigliato, indivia riccia
-taglierini di pane al ragù d’astice, asparagi e pomodorino datterino, nocciole e olive taggiasche 
-trancio di rombo con porcini al brandy, salsa scalogno/rafano, tortino di patate.

1 alla carta:
risotto:
radicchio rosso trevigiano, gallinacci, asiago, pere e noci
petto di faraona in purea d’ananas glassata al vino rosso speziato
Pre-dessert:
3 cioccolato bianco e mascarpone
Dessert:
3 dacquoise con bavarese al cocco, mango e papaya,
glasur di frutto della passione, salsa fragola
Vino:
Valle Isarco Kerner ’10 di Pacherhof.
Totale conto finale per quattro persone: € 260
n.d.r.:
nel 2014 il ristorante cambia gestione, ma conserva l'impronta raffinata tra innovazione e tradizione
Kallmunz restaurant
Piazza della Rena 12, Merano (BZ)
tel +39 0473 212917
Email: gourmet@kallmuenz.it
Web: https://www.kallmuenz.it/
ORARI DI APERTURA:
- Lunedì dalle 17:00 a mezzanotte, cucina dalle 18:30 alle 21:30
- Da martedì a sabato, dalle 11:30 alle 15:00 e dalle 17:00 alle 24:00
cucina aperta dalle 12:00 alle 14:30 e dalle 18:30 alle 21:30

giovedì 15 novembre 2012

Non solo vino a Merano WineFestival 2012

Kurhaus sul Passirio
Si è chiusa la ventunesima edizione dell'esclusiva rassegna meranese dedicata alle produzioni di qualità e alle grandi firme italiane e straniere
http://vinidiconfine.blogspot.it/2012/11/merano-winefestival-2012-istantanee.html
Nell’ambito della complessa organizzazione, un ruolo non secondario rispetto al momento enoico vero e proprio, hanno avuto le sezioni destinate agli artigiani del gusto (Culinaria) e agli chef di alto livello (GourmetArena).
Proprio in questi due ambiti particolare rilevanza ha assunto la partecipazione della regione Marche, in special modo della provincia di Fermo.
Nella tarda mattinata di sabato 10 novembre infatti, nell’ambito di Gourmet Arena, lo chef stellato Danilo Bei del ristorante Emilio di Casabianca di Fermo, introdotto da Anna Maria Simonini, ha proposto uno strepitoso “cannelloncini e mazzancolle dell’Adriatico, con salsa di zucchine”, dal gusto intenso e grande finezza.
Dopo le positive esperienze degli anni passati, l’Azienda Speciale “Fermo Promuove” della Camera di Commercio di Fermo, ha rinnovato la sua presenza a Merano stipulando un accordo con MWF 2012 in base al quale sono stati messi a disposizione spazi istituzionali di promozione del territorio, spazi espositivi per l’artigianato artistico, per l’agroalimentare fermano, nonchè allestita una co-partnership nella realizzazione della cena di gala d’apertura della kermesse meranese.
(riconoscimenti ufficiali alle aziende vinicole, tra cui Maria Pia Castelli, nel corso del Gala Dinner)
Protagonista anche dell’Opening Gala Dinner di venerdì 9 novembre presso la sala Kursaal, lo chef stellato Danilo Bei del ristorante Emilio di Casabianca di Fermo, in collaborazione con lo chef stellato abruzzese William Zonfa del ristorante Magione Papale di L'Aquila.
l'appetizer servito
nel foyer della sala Kursaal
Appetizer chef William Zonfa:
Carpaccio di pomodoro con emulsione di baccalà con Tuille di Zafferano
Salsicce e broccoli con estratto di cipolla
Croccante di fegato di maiale e pecorino
Appetizer chef Danilo Bei:
Ostriche, polpetta di pesce, olive ripiene
Vino: Ferrari Perlè, F.lli Lunelli
sala Kursaal 

Antipasto chef William Zonfa:
Merendina “Magione Papale” filetto di coniglio affumicato al rovere con fagioli e arancia.
Vino: Capelands, South Africa, Sauvignon Whitestone ‘11
Primo piatto chef William Zonfa:
Estratto di barbabietole con tortello di parmigiano e polpetta croccante di pollo al rosmarino.
Vini: Feudo Antico Tullum, Montepulciano d’Abruzzo ‘09
La Fiorita, Brunello di Montalcino Riserva ‘04
Secondo piatto chef Danilo Bei:
Spigola con crema di patate e verdura di stagione
Vino: Maria Pia Castelli, Sant’Isidoro ’10.
Dessert chef Danilo Bei:
Semifreddo di ricotta con cioccolato e frutta candita
Vino: Carlo Pellegrino, Marsala Fine Rubino.
organizzazione e servizio della serata a cura di
Scuola Alberghiera Leonardo da Vinci di L'Aquila