martedì 6 maggio 2014

Infinito Wine Festival 2014, tra luci e ombre.


Al termine della 3^ edizione svoltasi  presso il Palazzo Comunale di Recanati (MC) nei giorni 3-4 maggio 2014, ricevo dall'ufficio stampa di Infinito Wine Festival il seguente
comunicato stampa
VINI DELLE MARCHE E PESCE DELL’ADRIATICO
Una storia d’amore all’ INFINITO WINE & SEAFOOD FESTIVAL 2014
Un matrimonio di successo, quello tra i vini delle Marche e il pesce dell’Adriatico, celebrato in questa due giorni all’insegna dell’artigianato enogastronomico marchigiano.
L’Infinito Wine & Seafood Festival
"Chiusura dei vini, gestione dell'ossigeno e sostenibilità"
a cura di Nomacorc
La kermesse recanatese che si chiude oggi al Palazzo Comunale di Recanati, lascia dietro di sé una scia di soddisfazione.
Soddisfazione per i riscontri positivi ottenuti dalla campagna di sensibilizzazione che da anni l’Associazione Culturale Enogastronomia.it porta avanti nei confronti delle eccellenze e delle tipicità delle Marche.
Prodotti di altissima qualità che stanno trovando la giusta collocazione nel mercato.
Azienda Finocchi - Staffolo (AN)
Verdicchio Castelli di Jesi doc cl.sup. '11 il Pojo
Marche igt Incrocio Bruni '12
Lo conferma una delle ospiti della manifestazione Luisanna Messeri, chef nella trasmissione televisiva di RaiUno La Prova del Cuoco:
«Queste situazioni danno vita e danno benzina alla nostra economia.
Qui vedi la gente rendersi conto che esiste ancora un gruppo di coraggiosi produttori che testardi continuano a voler fare le cose per bene».
Tenuta Spinelli - Castignano (AP)
Offida Pecorino docg '12 Artemisia
Metodo Classico "Mèroe"
E ce lo conferma anche l’enologo Roberto Potentini che ha notato che:
«Al Vinitaly è stato un grosso successo.
Le Marche hanno evidenziato una grande visibilità e riconoscibilità.
L’Infinito Wine Festival, nelle sue dimensioni, ha un ruolo importantissimo.
Il Verdicchio ha dovuto sdoganare l’immagine e ha acquisito nobiltà nel mercato vitivinicolo.
Se s’inizia a parlare di Ribona, se rimane alta l’attenzione sul territorio e i vini delle Marche, se la Vernaccia sta diventando uno spumante di nicchia, tutto questo lo si deve anche a manifestazioni come l’Infinito Wine Festival, che si colloca come una delle manifestazioni più qualificate perché esce dalla struttura della fiera e della sagra ed entra in un ambito più nobile, qualificato, elitario.
A mio parere è una manifestazione idonea a sostenere la comunicazione di qualità dei vini marchigiani».
Azienda I Tre Filari - Recanati (MC)
Colli Maceratesi doc Ribona '12 Monsfloris
Marche igt Incrocio Bruni '12 Strolleco 
Tutto questo è stato l’Infinito Wine & Seafood Festival in questi due giorni.
L’attenzione mediatica è stata alta, tanto da guadagnare una segnalazione sul tg2 Eat Parade e sul TGR Marche.
Foto e testimonianza di ciò è già visibile sulla pagina Facebook "Infinito Wine Festival" e a breve verranno pubblicate sul sito www.infinitowinefestival.it
Recanati, 4 maggio 2014
Associazione Culturale Enogastronomia.it
Via Fratelli Bandiera, 83 - 62012 Civitanova Marche (MC)
marketing@enogastronomia.it
www.infinitowinefestival.it
Azienda Fontezoppa - Civitanova Marche Alta (MC)
Colli Maceratesi doc Ribona '11
- Le mie considerazioni a margine, nella sezione "commenti" a questo post -

1 commento:

  1. Il dato positivo delle tre edizioni finora svolte è stato il bacino d’utenza vasto: la partecipazione.
    Sintomo di un interesse diffuso, che aspetta solo di trovare occasioni.
    Tuttavia ciò non è a mio parere sufficiente per garantire successo costante.
    Credo cioè che sia necessario operare in modo accurato e con spirito di servizio, in modo tale da non disperdere il credito finora guadagnato.
    Il mio giudizio su IWF non può che essere positivo, considerando le oggettive difficoltà che s’incontrano nell’organizzare una manifestazione di tale portata.
    Tuttavia qualche criticità è emersa, in questa così come nella precedente edizione, e credo che non vada sottovalutata, perché una sottovalutazione potrebbe avere effetto disincentivante sul bacino d’utenza acquisito e potenziale.
    Di riflesso anche effetto negativo per quanto riguarda la partecipazione qualificata degli espositori.
    Da più parti ad esempio, mi sono arrivate perplessità sulla questione del carnet degustazioni.
    Personalmente non sarei contrario a prescindere; però è anche vero che il visitatore va preparato al meccanismo.
    Bisognava perlomeno informarlo da programma e non comunicarglielo “a sorpresa” al botteghino.
    Ancora sulla comunicazione da programma: più accuratezza nella comunicazione dettagliata dell’etichette destinate alle verticali o ai seminari, perché in questi casi si ha a che fare con un target attento e competente, che pretende uguale attenzione e accuratezza.
    Gli orari.
    Il rispetto degli orari fissati da programma è fondamentale per qualificare la manifestazione, altrimenti subentra l’idea di un’organizzazione approssimativa e va a farsi benedire tutto l’impegno profuso.
    La logistica.
    Migliorata rispetto allo scorso anno, nel senso che le aziende hanno avuto ora a disposizione spazi più ampi.
    Per contro la sala destinata alle verticali andava dotata d’illuminazione adeguata.
    Ultima ma non ultima osservazione: traffico veicolare e parcheggi.
    Qui ovviamente la critica è rivolta all’Amministrazione Comunale.
    Credo che se l’obiettivo è quello di creare un evento trainante per il settore e d’immagine per il territorio, vanno adottate soluzioni adeguate per limitare o addirittura impedire il traffico veicolare nel centro storico.
    Trovo allucinante vedere auto parcheggiate di fronte al Municipio o peggio rischiare l’investimento procedendo a piedi lungo la strada pavimentata in porfido.
    Io credo che il visitatore che partecipa a questo tipo di manifestazioni, sia animato da molteplici input, anche di tipo turistico: non solo degustare, ma vivere il territorio, il paesaggio, il nucleo urbano nella sua valenza storico architettonica e in questo deve essere assecondato.
    Altrimenti meglio cambiare sede.

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